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INFORM - N. 64 - 2 aprile 2003

Si sono conclusi alla Farnesina i lavori del Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura

Gli interventi dei Ministri Tremaglia e Urbani e del Sottosegretario Baccini

ROMA - La seduta conclusiva della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura è stata caratterizzata da importanti interventi istituzionali. Il dibattito dell'ultima sessione si è infatti aperto con la relazione del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini che ha in primo luogo sottolineato come l'Italianità sia ormai un valore essenziale della nostra politica estera. Un'affermazione incontestabile che, per Baccini, trova conferma anche nella ferma volontà del Ministro Frattini che ha voluto fortemente convocare quest'incontro con tutti gli operatori che promuovono la cultura italiana nel mondo. "Se questo appello alla sinergia e allo stare insieme per un progetto comune che nasce dalla Conferenza sarà accolto - ha proseguito il Sottosegretario dopo aver annunciato che la Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero esaminerà le indicazioni emerse dall'incontro -, allora io credo che il prodotto portato all'estero del nostro Paese sarà di grande eccellenza".

Baccini ha poi sottolineato sia la crescente richiesta di lingua italiana nel mondo, sia la necessità di affiancare alla simpatia, che ci caratterizza all'estero, il concetto di "affidabilità". Dopo aver ricordato l'imminente presentazione in Parlamento della nuova legge organica per la promozione culturale all'estero, Baccini ha ribadito che la "Fondazione Italia" proposta da Ministro Frattini, una struttura finalizzata al coordinamento degli interventi culturali pubblici e privati, non avrà la pretesa di formulare indirizzi politici, ma diverrà un costante punto di riferimento per gli Istituti di Cultura, soprattutto per quanto concerne la ricerca di nuove risorse.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani ha esordito sottolineando come a tutt'oggi, nel suo Dicastero, sia in atto una vera e propria "rivoluzione liberale", finalizzata all'eliminazione del degrado del nostro patrimonio culturale e alla liberazione di nuove risorse economiche, culturali e creative. Un'importante riforma che consentirà di migliorare anche i servizi offerti agli Istituti di Cultura. Urbani ha inoltre annunciato l'imminente presentazione in Parlamento, al fine di ottenere uno strumento giuridico adeguato ai tempi, del primo Codice dei beni culturali. Ma la riforma dei Beni Culturali prevede, oltre ad un aumento delle risorse a disposizione del Ministero, anche un miglioramento delle dotazioni per il lavoro degli Istituti di Cultura. Una trasformazione positiva che favorirà nuove forme di collaborazioni e che riguarderà il settore intermuseale (partendo dall'arte contemporanea per arrivare alle antiche navi etrusche verranno allestite nuove mostre permanenti a Firenze, Roma, Venezia e Pisa), il restauro (da sempre il nostro Paese è leader in questo settore), lo sport (una forma di intrattenimento molto amata all'estero) e lo spettacolo. Un settore, quest'ultimo, che potrebbe rappresentare per il nostro cinema, classico e contemporaneo, un'ulteriore occasione di promozione sui mercati esteri.

La lingua italiana "un cardine della nostra civiltà": la definizione è contenuta nel messaggio del Presidente della Repubblica in occasione della consegna, lo scorso anno sull’Altare della Patria, del premio dedicato agli Italiani nel mondo. Il messaggio è stato letto da Mirko Tremaglia che nel suo intervento ha reso omaggio all’attività svolta all'estero sia dagli Istituti di Cultura, sia dalla Società Dante Alighieri. Una difficile azione didattica e promozionale - ha rilevato il Ministro per gli Italiani nel mondo - che gli operatori culturali pubblici e privati portano avanti con lo stesso spirito di sacrificio dei nostri connazionali all'estero. Uomini e donne, i nostri emigrati, che dopo decenni di sofferenze e di duro lavoro "hanno italianizzato il mondo". Il Ministro ha inoltre annunciato che visiterà tutti gli Istituti di Cultura ed ha auspicato un maggiore raccordo tra l'attività culturale e la politica estera italiana che valorizzi, anche attraverso un rafforzamento del legame delle comunità con la terra d'origine, la vasta presenza degli italiani nel mondo. " Il vostro lavoro - ha aggiunto - è un prezioso dono alla politica di italianità".

Dopo aver ricordato il pieno successo del Convegno sugli Scienziati italiani, Tremaglia ha annunciato che promuoverà sia la creazione di un'apposita banca dati sulle nostre opere d'arte nel mondo, finalizzata al monitoraggio del patrimonio artistico delle Ambasciate e al recupero dei lavori trafugati all'estero, sia numerosi altri incontri sui vari aspetti della presenza delle nostre collettività tra cui il Convegno sulla cultura italiana nel mondo. Ha anche anticipato la notizia che presso il grande ponte sospeso che sorgerà sullo Stretto di Messina, sarà realizzato il Museo dell'emigrazione. il Ministro ha fatto poi riferimento all’accordo stipulato con la Rai per lo sviluppo della "Tv di ritorno". Un'immensa finestra culturale nel quale dovrà collocarsi anche quel rapporto privilegiato che si instaurerà tra i parlamentari di origine italiana presenti nel mondo e i neo eletti nella circoscrizione Estero che, secondo Tremaglia, dovrebbero costituire il gruppo parlamentare degli italiani all’estero. "Se la politica fosse fatta anche con il cuore e tenesse nel dovuto conto la cultura italiana all'estero - ha concluso il Ministro - noi saremmo certamente la più grande Nazione del mondo".

In chiusura dei lavori, dopo un dettagliato intervento del Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Francesco Aloisi de Larderel, volto ad illustrare i principali spunti emersi dalle varie sessioni di lavoro, il Segretario Generale della Farnesina Giuseppe Baldocci ha rilevato come gli interventi istituzionali abbiano posto in risalto sia forti incoraggiamenti per l'attività degli Istituti di Cultura, sia nuovi ed interessanti indirizzi di lavoro.

Specifiche idee che ora i Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, attraverso la loro soggettiva capacità di valutazione e in piena sinergia con il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Dante Alighieri e la nuova "Fondazione Italia", dovranno adattare ai variegati contesti sociali dei Paesi ospitanti. (Goffredo Morgia-Inform)


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