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INFORM - N. 63 - 1 aprile 2003

Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura: la tavola rotonda sull'immagine dell'Italia all'estero

ROMA - Nell’ambito della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura si è svolta alla Farnesina una tavola rotonda, coordinata dal noto conduttore televisivo Michele Mirabella, dal titolo "L'immagine dell'Italia". Un serrato dibattito sui principali aspetti che caratterizzano la percezione all'estero del nostro Paese che si è aperto con la riflessione del Presidente della Commissione Cultura Scienza ed Istruzione della Camera Ferdinando Adornato. Il parlamentare ha innanzitutto auspicato la creazione di nuove forme di intervento che favoriscano la promozione della nostra creatività all'estero, facciano conoscere anche in Italia il lavoro degli Istituti di Cultura, consentano l'acquisizione di nuove risorse e coinvolgano rilevanti soggetti privati. Dopo aver sottolineato la necessità di superare la sovrapposizione tra i partiti e lo Stato che premia l'appartenenza politica degli uomini di cultura e spesso porta all'accantonamento dei soggetti maggiormente creativi, Adornato ha evidenziato come a tutt'oggi sia quanto mai necessario un duplice sforzo per la difesa e lo sviluppo della cultura italiana nel mondo. Secondo il Presidente della Commissione Cultura, per recuperare l'immagine dell'Italia all'estero e per riaffermare il primato della nostra cultura nel mondo, è inoltre auspicabile, oltre al recupero delle idee guida del Rinascimento italiano, la creazione da parte dello Stato di specifiche sedi per la promozione del talento italiano.

A sua volta, il Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver ha subito evidenziato la necessità di reagire con forza alla cattiva informazione sull'Italia, legata a vecchi e negativi stereotipi, che viene spesso divulgata dalla stampa internazionale. Un'opera di disinformazione che, per il Sottosegretario, potrà essere contrastata solo attraverso un'attenta opera di monitoraggio. Una continua analisi che, previ opportuni incentivi economici, potrebbe essere effettuata dai nostri Istituti di Cultura. La Boniver, dopo aver auspicato un ampliamento dei contatti tra gli Istituti di Cultura e la società civile dei vari Paesi, ha infine ricordato il "Piano Comunicazione 2003" della Farnesina. Un'iniziativa promozionale che prevede, al fine di migliorare l'immagine dell'Italia all'estero, l'utilizzo delle più moderne tecnologie informatiche ed il tempestivo adeguamento professionale del personale preposto all'uso di tali mezzi. Il giornalista e scrittore Omar Calabrese ha poi ribadito la necessità di valorizzare sia i grandi momenti del passato italiano, come ad esempio il Rinascimento, sia le nuove tendenze culturali del nostro Paese. Per Calabrese inoltre le capacità di mediazione e la versatilità dell'Italia rappresenta indubbiamente un vantaggio in un mondo sempre più globalizzato.

Secondo il direttore della rivista di geopolitica "Limes" Lucio Caracciolo, il nostro Paese appare invece caratterizzato da un forte orgoglio nazionale e da uno scarso apprezzamento per lo Stato. Per Caracciolo l'Italia, una Nazione che attraversa un momento di declino demografico e viene percepita dagli altri Paesi con simpatia, dovrebbe però avere la capacità di assumere, al fine di far valere i propri interessi, anche degli atteggiamenti "antipatici". Di taglio diverso l'intervento di Alain Elkann che ha in primo luogo ricordato l'importante crescita nel mondo della domanda di lingua e cultura italiana. Per il giornalista e scrittore, che ha auspicato un aumento delle traduzioni in lingua straniera delle nostre opere letterarie di maggiore valore, il nostro Paese, anche in vista dell'allargamento dell'Unione Europea, dovrà ricoprire un nuovo ruolo culturale. Una posizione, quella di Alain Elkann, pienamente condivisa da Direttore dell'Istituto di Cultura di Londra Mario Fortunato che, dopo aver sottolineato la necessità di rispedire al mittente anche con atteggiamenti scherzosi gli stereotipi negativi sugli italiani, ha evidenziato la riscoperta ed il rinnovato interesse dei figli e nipoti dei nostri emigrati per la lingua e le tradizioni d'origine. Un patrimonio molto apprezzato all'estero, quello della cultura italiana, che secondo Fortunato dovrebbe però essere promosso con maggiore capillarità ed efficacia.

L'editorialista Ernesto Galli della Loggia ha in primo luogo ricordato come l'immagine dell'Italia sia frutto della politica estera, degli stereotipi, dell'arte e dalle reali capacità del nostro Paese. Ha poi sottolineato come a tutt'oggi nei Paesi che contano la nostra storia politica sia falsata o ignorata ed ha ribadito la necessità che, nell'ambito degli Istituti di Cultura, gli aspetti istituzionali combacino con quelli culturali ed economici. Da Galli della Loggia è stata inoltre auspicata la realizzazione, da parte della leadership politica, sia di un maggiore coordinamento delle attività degli Istituti di Cultura, sia un dettagliato elenco delle priorità culturali. Una precisa obiezione, quest'ultima, cui ha subito risposto il Direttore Generale Aloisi ricordando come le generiche direttive culturali elaborate dal Mae vengano poi successivamente definite e precisate, caso per caso, in base alle esigenze dei singoli Paesi.

Dopo l'intervento della Direttrice dell'Istituto di Cultura del Cario Adelia Rispoli volto a sottolineare il netto miglioramento dell'immagine dei nostri Istituti nel mondo e l'esigenza di maggiori risorse e infrastrutture per la promozione della cultura italiana, ha preso la parola l'intellettuale, nonché membro del nuovo CdA della Rai, Marcello Veneziani che ha sottolineato come a tutt'oggi l'immagine del nostro Paese nel mondo sia un'anomalia che appare al contempo caratterizzata da uno stile di vita molto apprezzato e da un sistema estremamente fragile. Anche Veneziani, dopo aver auspicato la creazione di una specifica fondazione per la promozione della cultura italiana all'estero e la valorizzazione della nostra specificità, ha ribadito sia la necessità di una centralizzazione del progetto culturale, che ci liberi da un'immagine dell'Italia "piaciona e piangente", sia l'opportunità di compiere delle precise scelte finalizzate al miglioramento della promozione culturale. (Goffredo Morgia-Inform)


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