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INFORM - N. 63 - 1 aprile 2003

Alla Conferenza degli Istituti Italiani di Cultura il ruolo dei nuovi media nella promozione culturale

Avviata la sperimentazione di una rete telematica ad alta velocità che collegherà tutti gli Istituti Italiani di Cultura all’estero

ROMA - La seconda giornata della Conferenza dei Direttori degli Istituti di Cultura, un'iniziativa promossa dalla Farnesina per delineare le prospettive promozionali della nostra creatività nel mondo, si è aperta con un dibattito a tutto campo sul ruolo dei nuovi media nella promozione culturale. "Un consorzio di 18 università - ha annunciato nel corso dell'incontro il Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale Francesco Aloisi de Larderel - sta preparando, per gli 88 Istituti sparsi nel mondo, una rete di trasmissione ad alta velocità che consentirà una veloce e sicura diffusione dei dati. Come prima cosa noi abbiamo pensato di utilizzare le potenzialità di questa rete per la creazione di un grande archivio filmato sui variegati aspetti - musei, arte contemporanea, musica, teatro, balletto, moda e letteratura - che caratterizzano la cultura italiana. Cominceremo quindi con la diffusione, attraverso il nostro portale, delle 500 ore di trasmissione che gli archivi della Rai ci hanno messo a disposizione. Attraverso questa rete noi saremo in grado di trasmettere l'interezza del materiale filmato.

"Tutto questo - ha continuato Aloisi de Larderel elencando le immense possibilità della struttura telematica - ci consentirà inoltre di porre in essere delle teleconferenze (la rete faciliterà i collegamenti fra Istituti) e nuove iniziative finalizzate alla promozione della cultura italiana". Dopo aver ricordato che l'accordo con il Consorzio universitario è stato siglato da due settimane e che il progetto si trova ancora in una fase sperimentale, ha annunciato l'avvio di una nuova iniziativa promozionale che fornirà materiale culturale italiano alle televisioni locali di grandi Paesi come la Cina e l'India. Un'operazione divulgatrice - sono già state inviate 330 ore di programmazione Rai con relativi sottotitoli - che si rivolgerà ad una vasta platea e che la Direzione per la Promozione culturale, tenendo conto che le televisioni si differenziano profondamente per contenuti e finalità da Paese e Paese, cercherà di estendere a tutte le aree del mondo. "In questo contesto - ha infine rilevato Aloisi - è innegabile che le comunità italiane all'estero rappresentino una componente essenziale della nostra linea d'azione sia in politica estera, sia per quanto concerne la promozione della cultura italiana nel mondo".

Dopo l'intervento del vice direttore per il marketing strategico di Rai International Deborah Bergamini, volto a sottolineare il positivo impatto promozionale connesso alla diffusione di programmi culturali presso le televisioni locali di grandi Paesi e la necessità di far conoscere la storia delle nostre collettività all'estero in Italia e nel mondo, ha preso la parola il direttore di Rai Educational Giovanni Minoli che ha ricordato come, al fine di creare simpatia intorno al "bello" italiano, questa struttura trasversale del servizio pubblico abbia realizzato sia programmi a forte impatto emozionale, come la campagna promozionale dell'arte italiana "Una voce e un Museo", sia trasmissioni ad alto contenuto didattico come "Io parlo italiano" e "Parola mia". Da Minoli è stata inoltre proposta la realizzazione di un nuovo programma, da realizzarsi con la collaborazione degli Istituti Italiani di Cultura, dal titolo "Segnale Italia". Un rotocalco a cadenza settimanale di taglio giornalistico - la trasmissione durerà 50 minuti e verrà diffusa anche sul canale satellitare - che racconterà storie di tutti i giorni.

Ma anche dal noto regista cinematografico Pupi Avati, presidente della Cinecittà Holding, sono state illustrate interessanti proposte per la promozione culturale. Dopo aver sottolineato il rinnovato interesse del pubblico italiano per il nostro cinema, ha infatti evidenziato la sua disponibilità a collaborare per la creazione, presso ogni Istituto di Cultura, di una biblioteca in DVD dei grandi classici del cinema italiano e per il fattivo coinvolgimento dei maggiori registi italiani in una nuova iniziativa itinerante che porterà questi artisti, con le loro opere in DVD, presso gli stessi Istituti di Cultura. Avati ha poi presentato il segretario generale dell'Istituto Internazionale per il Cinema e l'Audiovisivo dei Paesi Latini Alessandro Silvestri che ha ricordato alla platea come questa struttura, volta ad incrementare e favorire la creazione di nuovi spazi per la produzione e la commercializzazione del cinema latino, abbia compiuto il suo primo anno di attività promozionale.

I dati di una ricerca sulla visibilità degli Istituti di Cultura sulla stampa italiana ed estera sono stati illustrati dal funzionario da Dante Marianacci del Mae. Risulta, tra l’altro, che nel 2002 sono stati scritti 838 articoli sulle iniziative e le conferenze stampa inerenti la promozione della cultura italiana. La maggior parte dei pezzi, secondo questa particolare classifica, sarebbero stati dedicati all'attività degli Istituti di Cultura e alla diffusione della lingua italiana. Da segnalare poi come tra le iniziative di maggiore successo, riprese dalle pubblicazioni cartacee (56%) e telematiche (44%), vi siano in primo luogo quelle musicali, cinematografiche ed artistiche.

"Questo dibattito può essere paragonato ad una cartina di tornasole - ha infine commentato il moderatore dell'incontro Giuseppe De Rita rispondendo alle nostre domande.- La grande capacità multimediale, illustrata dal Direttore Generale Aloisi, va infatti mediata con la cultura dei Direttori di Istituto che, per valutazioni legate alla loro soggettiva attività sul territorio, non sono ovviamente tutti sulla medesima frequenza d'onda. Questo incontro quindi, nonostante la mancanza di tempo abbia impedito un dibattito approfondito, è stato costruttivo. Tutto sommato - ha proseguito De Rita sottolineando la necessità di una comunicazione culturale bidirezionale - sarà proprio Internet lo strumento comunicativo del futuro. Mentre una volta c'era una sorta di unidirezionalità e il patrimonio culturale italiano veniva esportato nel mondo in occasione di grandi eventi, oggi questa ricchezza è ormai a disposizione. Spetta però a noi il compito di suscitare in milioni di persone l'interesse e la curiosità verso questo immenso patrimonio. Non siamo dunque noi che parliamo al mondo ma è il mondo che deve avere interesse a parlare con noi". (Goffredo Morgia-Inform)


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