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INFORM - N. 62 - 31 marzo 2003

Al via la Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura

Frattini: gli italiani nel mondo con le loro doti di eccellenza e fantasia sono portatori di messaggi e valori positivi

ROMA - "Dal dibattito sono emersi degli importanti contributi che saranno utili al rilancio del piano del Ministero degli Esteri per la promozione e la valorizzazione della cultura italiana nel mondo. L'immagine dell'Italia all'estero è un valore che tutti noi, al di là delle polemiche politiche, dobbiamo salvaguardare. Quindi la politica estera, anche per evitare che si consolidino gli stereotipi negativi sul nostro Paese, deve divenire uno strumento di promozione della cultura e dell'immagine italiana nel mondo. Gli Istituti di Cultura saranno lo strumento intelligente di questa azione di politica estera anche perché il 'sistema Italia' avrà degli obiettivi diversificati nelle varie aree geografiche del mondo" .

Con queste parole il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha sintetizzato gli argomenti salienti che sono emersi dalla prima seduta della Conferenza dei Direttori degli Istituti di Cultura. Tre giorni di intenso dibattito - per l'occasione nei corridoi della Farnesina sono state esposte le prestigiose Ferrari della Formula 1, i ricordi cinematografici del grande Federico Fellini, abiti esclusivi, libri rari e tutte le possibili espressioni della creatività italiana nel mondo - che si concluderanno con gli interventi dei Ministri Urbani e Tremaglia.

"Un altro tassello di questo mosaico - ha proseguito il Ministro Frattini dopo aver ricordato che nel prossimo semestre di Presidenza europea l'Italia cercherà di avviare un processo di pacificazione attraverso il rilancio di un nuovo dialogo interculturale tra il mondo occidentale e quello arabo - sarà la "Fondazione Italia". Una cabina di regia a cui, al fine di definire una linea strategica e di coordinare gli interventi culturali, parteciperanno tutti i Ministeri interessati, le realtà territoriale ed i privati". Un'organica riforma della promozione culturale italiana nel mondo che secondo Frattini - il progetto sarà al più presto portato in Parlamento - verrà affiancata sia da un accordo con tutti attori istituzionali che si interessano dell'internazionalizzazione delle imprese, sia da un'ulteriore sforzo per l'ammodernamento della Cooperazione allo sviluppo.

"Gli italiani nel mondo - ha concluso il Ministro ricordando il fattivo contributo dei nostri connazionali all'estero alla diffusione della cultura italiana - sono portatori di messaggi e valori positivi. Io credo che a loro appartengano doti di eccellenza e di fantasia. Tutto questo ci porta a dire che queste collettività sono una risorsa straordinaria per il nostro Paese. Spesso, al fine di far risaltare la loro Patria nei contesti d'accoglienza ove vivono e lavorano, le nostre comunità divengono anche dei propulsori straordinari delle iniziative culturali italiane. E' quindi essenziale che vengano fatti degli investimenti sulle comunità italiane, ma è altrettanto importante uno sforzo che migliori dell'immagine dell'Italia presso gli stranieri".

La Conferenza, dopo un breve indirizzo di saluto dello stesso Ministro, si è aperta con l'intervento del Vice Ministro per le Attività Produttive Adolfo Urso che ha ricordato come a tutt'oggi i prodotti italiani siano sinonimo di qualità in tutto il mondo. " In questo contesto - ha specificato Urso sottolineando come nell'era della gobalizzazione tutti evidenzino con orgoglio le loro origini italiane - appare significativo il ruolo delle nostre comunità nel mondo. Collettività che, dopo aver intrapreso la difficile strada dell'integrazione nel contesto d'accoglienza, oggi riscoprono le loro tradizioni e la propria lingua d'origine. Un fenomeno, il riavvicinamento alla cultura originaria, che avviene anche in tarda età".

Ha poi preso la parola il Sottosegretario Mario Baccini, Presidente della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, che ha in primo luogo evidenziato come la cultura sia uno strumento privilegiato per la diffusione dell'italianità nel mondo. Un modo di vivere, quello italiano, che veicola all'estero nuovi modelli culturali artistici, tecnologici ed economici. "In questo ambito - ha precisato il Sottosegretario agli Esteri - i nostri Istituti di cultura non possono essere considerati un problema ma rappresentano una vera e propria risorsa". Dopo aver ricordato il progetto di riforma in cantiere dall'attuale legge (401/90) che regolamenta l'attività degli Istituti di Cultura, Baccini ha illustrato la capillare opera di coordinamento e di propulsione svolta, al fine di creare un'univoca politica culturale, dalla Commissione Nazionale. Una struttura collegiale che racchiude tutte le esperienze ed i contributi dei vari Ministeri competenti. Il Sottosegretario ha precisato che il Ministero degli Affari Esteri, al quale non spetta il compito di creare cultura, deve solo promuovere nel migliore dei modi la produzione della creatività italiana nel mondo. Da Baccini è stato infine annunciato che, in occasione dei 25 anni di Pontificato di Giovanni Paolo II, si terranno presso gli Istituti Italiani di Cultura alcune manifestazioni per ricordare il Santo Padre come autentico testimone della lingua italiana nel mondo.

Il Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha invece sottolineato come la nostra politica culturale sia espressione di molteplici identità. Una pluralità di immenso valore, forte e definita, che spesso ci consente di comprendere con maggiore facilità l'altro. Una capacità che, secondo Mantica, potremmo portare nel Mediterraneo per approfondire il dialogo con il mondo islamico. Una necessità, quella di aprirsi alle altre culture, che ci consentirà sia di evitare la trappola del nazionalismo culturale, sia di conoscere meglio realtà fino ad oggi trascurate. Il Sottosegretario ha poi auspicato un approccio unitario della promozione culturale che tenga però nel dovuto conto le reali esigenze delle nostre comunità all'estero e le variegate istanze delle realtà regionali.

Dopo l'intervento del Presidente degli Assessori regionali alla Cultura Gian Piero Leo volto a sottolineare la necessità di rafforzare i valori della cultura che si pongono alla base dei sistemi democratici, il Capo della Rappresentanza italiana presso l’Unione Europea a Bruxelles, Ambasciatore Umberto Vattani, ha evidenziato il positivo lavoro di squadra portato avanti dalla rete dagli Istituti di Cultura. Nei prossimi mesi, secondo Vattani, il nostro Paese non dovrà perdere le opportunità che si presenteranno durante il semestre di Presidenza dell'Unione Europea. In questo periodo di tempo l'Italia dovrà infatti fronteggiare sia una vera e propria rifondazione del sistema legislativo europeo, sia un consistente allargamento dell'Unione verso i Paesi dell'Est. Per valorizzare l'azione italiana durante il semestre europeo, sarebbe inoltre auspicabile una consistente valorizzazione anche delle nostre comunità all'estero e delle oltre 280 testate giornalistiche che operano nei Paesi d'accoglienza.

Dal Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale Francesco Aloisi de Larderel sono stati illustrati i numeri dell'attività sul campo. A tutt'oggi infatti sono 88 gli Istituti di Cultura funzionanti che insegnano, direttamente o indirettamente, l'italiano ad oltre 80.000 cittadini stranieri. Dopo aver ricordato l'esiguità delle risorse e la necessità di nuovi finanziamenti per la promozione culturale, Aloisi ha espresso il suo apprezzamento per la creazione della "Fondazione Italia" ed ha auspicato l'avvio di un profondo ammodernamento della rete che promuova la nostra cultura nel mondo. Un salto di qualità che non dovrà riguardare solo gli strumenti tecnologici e le risorse umane, ma anche i rapporti con le altre Amministrazioni ed i privati, già in parte avviati, ed il mondo dell'economia e dell'emigrazione. (Goffredo Morgia-Inform)


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