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INFORM - N. 61 - 28 marzo 2003

Appello della FIEI: "la guerra deve cessare, le decisioni tornino all’ONU"

ROMA - La FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione) esprime la propria solidarietà al Segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani, "fatto oggetto di una vera e propria aggressione per aver espresso valutazioni coerentemente critiche alla guerra in Iraq".

La guerra contro l’Iraq - sostiene la FIEI - è unilaterale ed illegittima, fuori dal diritto internazionale e contro l’ONU; una guerra di aggressione evitabile, non diversa, nelle procedure, da quella dell’Iraq contro il Kuwait nel 1991. Vale poco sostenere che le potenze che hanno occupato l’Iraq siano delle democrazie e che proprio per questo debbano godere di uno status particolare rispetto ad un paese come l’Iraq retto da una dittatura: le bombe piovono da giorni sulla popolazione irachena producendo morti e feriti anche tra i giovani americani mandati a morire dalle periferie delle loro metropoli per una guerra dalle motivazioni inesistenti.

L’unico momento di reale democrazia internazionale è oggi l’ONU; chi si è posto fuori dell’ONU non ne ha accettato le regole ed i principi basati su decisioni da prendersi a maggioranza. L’amministrazione Bush ha deciso di agire contro l’ONU, unilateralmente e tale decisione è stata condannata in tutto il mondo.

Né con Saddam, né con Bush (né con Blair) - espressione pur non pronunciata da Epifani -, è comunque una scelta già fatta da milioni e milioni di persone in decine di paesi. Sì, invece, con i popoli iracheno e americano che in questo momento subiscono scelte tragiche e sbagliate; inaccettabili sul piano etico, su quello giuridico e dei modi in cui si intendono le relazioni internazionali. La guerra deve invece cessare al più presto. Le decisioni devono tornare in ambito ONU, prima che sia troppo tardi, prima che il conflitto si allarghi pericolosamente e trascini il medio oriente e il mondo in una tragica spirale che aggraverà la questione Israelo-palestinese, il fenomeno del terrorismo e le situazioni di povertà e di indigenza che attanagliano gran parte della popolazione mondiale.

Le organizzazioni dell’emigrazione italiana nel mondo, impegnate in ogni paese nella straordinaria mobilitazione contro la guerra, rinnovano l’appello ai nostri connazionali emigrati a parteciparvi attivamente, sostenendo ogni forma di lotta pacifica e non violenta.

All’appello hanno aderito, ad oggi, numerose organizzazioni, tra cui citiamo oltre alla FIEI, la Filef, l’Istituto Fernando Santi, la Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera, la Fais della Svezia. Numerose anche le adesioni a titolo individuale, tra cui quelle di esponenti del CGIE: Giangi Cretti, Elisa De Costanzo, Gianni Farina, Marco Fedi, Claudio Micheloni, Piero Puddu, Luigi Sandirocco. (Inform)


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