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INFORM - N. 61 - 28 marzo 2003

Emilia Romagna - Riunita la Consulta regionale dell’emigrazione

Federalismo, devoluzione, promozione della Regione all’estero, ruolo delle comunità i temi trattati.

BOLOGNA - Nel primo giorno di riunione della Consulta regionale dell’emigrazione dell’Emilia Romagna, il presidente Ivo Cremonini nel suo discorso introduttivo ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare le vittime della guerra in corso in Iraq. Ha poi dato la parola al vice presidente della Regione e assessore alle finanze Flavio Delbono che ha illustrato ai consultori provenienti dall’estero le conseguenze della modifica del titolo V della Costituzione che investe i rapporti tra Stato centrale e Regioni, e tra le Regioni e gli enti locali. Quello che si prefigura con il progetto di devolution, ha detto, "è un’Italia a macchia di leopardo, dove le aree con maggior capacità economica e fiscale potranno sostenere i costi dei servizi come la sanità, la scuola ecc., mentre le altre dovranno abbassare la qualità degli stessi". La Regione, ha proseguito, "da oggi a fine legislatura intende affrontare tre sfide: garantire alla sanità qualità ed equilibrio finanziario, trovare le risorse per dare un contributo alle famiglie non autosufficienti, sostenere innovazione e ricerca collegando maggiormente il mondo dell’impresa e quello dell’Università". "L’Emilia-Romagna – ha concluso - è prima in Italia per servizi per l’infanzia, per reddito pro-capite, per partecipazione femminile al lavoro, segno che la coesione sociale funziona, che è possibile coniugare welfare e sviluppo economico: questo è il nostro modello".

Un modello - hanno osservato Bruno Diazzi, consultore per la Germania, Silvana Mangione di New York e Lorenzo Losi di Londra, entrambi membri del CGIE - che "all’estero studiano e vogliono conoscere, ma che la Regione non promuove abbastanza". "Non abbiamo la consapevolezza - ha aggiunto Romeo Broglia del Comitato esecutivo della Consulta - del ruolo che le comunità all’estero possono giocare per rendere più efficace la presenza dell’Emilia Romagna nei rapporti internazionali. In questo siamo ancora un po’ provinciali, ci sono pezzi della Regione che si muovono per loro conto e attraverso canali improvvisati: l’impressione è che l’Emilia Romagna non abbia una politica estera". Il vice presidente Delbono ha riconosciuto che "il problema della promozione della Regione all’estero esiste, sia a causa della scarsa autonomia delle Regioni in tema di rapporti internazionali, sia a causa della difficoltà di promuovere un sistema diffuso di piccole e medie imprese rappresentate da associazioni che spesso fanno fatica a mettersi d’accordo". Per il futuro, ha detto, "lo sforzo principale sarà di evitare doppioni nelle missioni all’estero e dare alle nostre comunità dei riferimenti precisi in termini di continuità, come la Consulta, il Servizio di Rapporti internazionali, gli assessorati".

Raccogliendo le sollecitazioni dei consultori, il presidente Cremonini ha annunciato un seminario, in occasione della prossima Consulta, che veda le Camere di Commercio, l’Apt, la Consulta e i vari rami dell’amministrazione regionale confrontarsi "su come articolare al meglio la promozione dell’Emilia Romagna in ambito internazionale". Altro punto toccato è stata la modifica dello Statuto regionale. Cremonini ha chiesto che "nei principi generali del nuovo Statuto sia riconosciuta la presenza degli emiliano-romagnoli all’estero e la loro rilevanza nei rapporti con la Regione". Silvia Bartolini, vice presidente della commissione consiliare "sicurezza sociale", ha assicurato l’impegno del Consiglio regionale in questo senso.

I lavori riprendono il 28 marzo, con la discussione della nuova legge regionale sull’emigrazione, la presentazione del piano di promozione del sito dedicato agli emiliano-romagnoli all’estero, gli interventi dei consultori e del gruppo Giovani, la redazione delle relazioni finali. Nel corso dell’assemblea è stata fissata anche la data della prossima Consulta: 26 e 27 settembre 2003 a Pavullo nel Frignano, con un’appendice il 28 a Fanano, in occasione del gemellaggio tra questo Comune dell’Appennino modenese e Fairbanks, in Alaska, fondata da un fananese. (Inform)


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