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INFORM - N. 60 - 27 marzo 2003

Dino Nardi (CGIE): Elezioni Comites, quando e come ?

ZURIGO - Ormai sono sempre di più coloro che nel mondo dell’emigrazione, ad ogni occasione, pongono tutta una serie di domande che riguardano i Comites, cioè i Comitati degli Italiani all’Estero: "ma i Comites si rinnovano o no?", oppure " quando si va a votare per i Comites?" ed ancora "si andrà a votare con la vecchia o con una nuova legge?", ma la domanda più ricorrente è "si voterà come nel passato oppure per corrispondenza come è previsto per il voto all’estero?".

Innanzitutto va ricordato che l’attuale normativa che disciplina i Comites è ancora la legge nr. 205 dell’8 maggio 1985 e la legge nr. 172 del 5 luglio 1990 recante alcune modifiche ed integrazioni a tale normativa. L’attuale Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) sin da suo insediamento, e sono trascorsi oltre cinque anni, si è fatto carico di arrivare ad una legge di riforma dei Comites ed infatti, nella scorsa legislatura, era stato sottoposto all’esame del Parlamento un disegno di legge di riforma di questi organismi che, però, non potè essere approvato perché quando stava ritornando al Senato per l’approvazione, in quarta lettura, vi fu lo scioglimento delle Camere (primavera 2001).

Adesso in questo Parlamento è di nuovo pendente un testo di riforma della legge, approvato dal CGIE, con delle modifiche elaborate anche sulla base di una consultazione dei Comites di tutto il mondo. Ciò detto, va ricordato ancora che la scadenza naturale per il rinnovo dei Comites era il giugno dello scorso anno (2002) ma che il CGIE, e gli stessi Comites, sollecitarono ed ottennero un rinvio di un anno delle elezioni per consentire di poter andare a rinnovare questi organismi con la nuova legge ed attraverso un sistema di votazione per corrispondenza, analogamente a quanto già previsto dalla legge sul voto all’estero. Purtroppo, siamo ormai prossimi alla scadenza del termine del rinvio di una anno (giugno 2003) e la nuova legge sui Comites non è stata ancora approvata dal Parlamento italiano.

A questo punto l’unico fatto certo è che, in mancanza di un provvedimento legislativo, a giugno si dovrà andare a rieleggere i Comites con la vecchia normativa. Ma, obiettivamente, i tempi si fanno ormai sempre più stretti per l’organizzazione delle elezioni (siamo già a metà marzo!), e non tanto per le rappresentanze diplomatico-consolari, quanto per le stesse organizzazioni politiche ed associative degli italiani all’estero che devono predisporre e presentare le liste dei candidati.

Poi ci sono le ipotesi. La prima, certamente remota, è quella che il Parlamento riesca, in un lampo (sic!), ad approvare la legge di riforma ancora entro questo mese. A quel punto potrebbe anche essere possibile votare il prossimo giugno ma, anche in questo caso, resterebbero, comunque, i problemi di tempo per l’organizzazione delle elezioni. Senza dimenticare che, oltretutto, il 15 giugno in Italia ci sarà il referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (salvo "miracoli" legislativi dell’ultima ora) e, questa volta, con l’entrata in vigore della legge sul voto all’estero, saranno coinvolti nella votazione referendaria anche i cittadini italiani residenti all’estero e diventa difficile immaginare che si possa organizzare, praticamente, in contemporanea, da parte delle strutture diplomatico-consolari sia le elezioni per il rinnovo dei Comites che quella del referendum in cui si applicherebbe per la prima volta il sistema del voto per corrispondenza degli italiani all’estero. La seconda ipotesi, probabilmente la più praticabile, è quella che il Parlamento riesca ad approvare comunque la nuova legge di riforma in breve tempo (entro metà aprile ?) e contemporaneamente un rinvio "tecnico" delle elezioni all’autunno prossimo. Secondo alcune voci vi sarebbe, poi, una terza ipotesi e cioè quella che il Parlamento, non essendo in condizione di poter approvare in tempi brevi la legge di riforma dei Comites, faccia invece una "leggina" che ne rinvii ulteriormente le elezioni non ad una data prefissata, come è stato fatto lo scorso anno, bensì a quando non sarà approvata la relativa legge di riforma (magari impegnando il governo in tal senso). Un’ipotesi che non sappiamo se sia o meno praticabile sotto l’aspetto legislativo ma che sicuramente potrebbe significare un rinvio delle elezioni a chissà quando e quindi più che un’ipotesi sembrerebbe una provocazione! Una cosa, tuttavia, è certa ed è quella che il CGIE, nell’ultima sua assemblea plenaria dello scorso mese di dicembre, ha ribadito la richiesta che il rinnovo avvenga a giugno e con la legge di riforma, ma essendo il CGIE un organismo solo consultivo è ovvio che l’ultima parola spetta al Parlamento.

Ma quali sono le novità introdotte nel testo di riforma approvato dal CGIE, dopo aver sentito i Comites di tutto il mondo? Eccone i punti più importanti. Prima di tutto si è deciso di non modificarne il nome attuale, Comites, per mantenerne una riconoscibilità ormai acquisita tra le comunità italiane all’estero e tra le stesse autorità ed istituzioni. Poi ne sono stati ulteriormente chiariti gli scopi ed i compiti; fissato la possibilità di avere più Comites nella stessa Circoscrizione elettorale (anche se da diversi anni, in virtù di una "leggina", se ne era già stabilita la possibilità); previsto un Coordinamento nazionale dei Comites o Intercomites, che dir si voglia, in ogni Paese; l’incompatibilità di candidature alle elezioni dei Comites per i dipendenti dello Stato e per i responsabili (amministratori e legali rappresentanti) degli enti che ricevono finanziamenti e/o contributi da parte dello Stato e per i quali è obbligatorio il parere dei Comites ed a questo proposito i Comites, potranno chiedere di conoscere anche il parere espresso dal Capo dell’Ufficio consolare; la composizione dei Comites sarà ancora di 12 membri nelle Circoscrizioni consolari che non superano i 100.000 cittadini italiani iscritti all’anagrafe consolare, ma si ridurranno da 24 a 18 membri in quelle Circoscrizioni in cui il numero degli iscritti è superiore ai 100.000; l’elezione del presidente del Comites avverrà a maggioranza assoluta per la prima votazione, dopo di che sarà sufficiente la maggioranza relativa; infine, anche per le elezioni dei Comites, ci si avvarrà del voto per corrispondenza in analogia a quanto già previsto per il voto all’estero. (Dino Nardi-L’Eco/Inform)


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