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INFORM - N. 59 - 26 marzo 2003

Crisi in Venezuela: la relazione del Sottosegretario Baccini alla Commissione Esteri del Senato

Cresce l'inquietudine della nostra collettività per una crisi che potrebbe sfociare in uno scontro armato.

ROMA - Per illustrare i risultati del suo recente viaggio in Venezuela ed approfondire la difficile realtà di questo Paese d'accoglienza il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini è intervenuto alla III Commissione del Senato. Dopo una breve riflessione introduttiva volta a ricordare i principali avvenimenti che hanno portato al deterioramento della situazione politica, sociale ed economica del Venezuela, Baccini ha sottolineato come ancora oggi in questo importante Paese d'accoglienza continui il duro confronto tra gli oppositori al Presidente Chavez, che accusano la più alta carica dello Stato di atteggiamenti illiberali ed antidemocratici, ed i sostenitori del governo. Una grave spaccatura della società civile che la comunità italiana, composta da circa 15 mila connazionali e da alcune centinaia di migliaia di oriundi, sta vivendo in prima linea.

In questo contesto, nel corso del suo beve viaggio in Venezuela, Baccini ha quindi incontrato, in poco più di 48 ore, il Presidente della Repubblica, il Ministro ed il Vice Ministro degli Esteri, i rappresentanti dell'opposizione, gli esponenti della collettività italiana, i nostri imprenditori, i rappresentanti della Chiesa cattolica ed elementi di spicco del mondo culturale. A tutti il rappresentante del Governo ha chiesto un segnale di moderazione ed ha espresso il proprio convincimento che il Venezuela potrà uscire dalla crisi soltanto attraverso una soluzione che, come ricorda la Risoluzione n. 833 del Consiglio Permanente dell'OSA, sia al contempo costituzionale, democratica, pacifica ed elettorale.

Per superare il drammatico stallo il Sottosegretario ha inoltre chiesto al Governo venezuelano di rispettare i diritti umani fondamentali e all'opposizione di lasciare sempre aperta la porta del dialogo con le istituzioni. Una difficile situazione che rischia di imboccare la drammatica via della guerra civile e che appare caratterizzata da un continuo deterioramento dell'ordine pubblico, della congiuntura economica e dei sistemi imprenditoriali e bancari. In questo ambito, nonostante la buona posizione sociale di molti connazionali che occupano posti di rilievo nel settore della piccola e media impresa, la nostra comunità non fa eccezione.

Sono infatti in costante aumento gli italiani con problemi economici che entrano a far parte dell'area di povertà. Una crescente indigenza che, secondo Baccini, dovrà essere monitorata con la massima attenzione dalla nostra Ambasciata a Caracas e dagli Uffici Consolari. Un primo passo che sarà completato dalla concessione di sussidi diretti per i nostri connazionali in difficoltà e dalla stipula di convenzioni con enti specializzati (ospedali, case di riposo) in grado di supplire alle carenze locali nell'ambito della protezione sociale. Un impegno prioritario della Farnesina (nel 2002 sono già stati stanziati per il Venezuela un milione e trecentomila euro) che nel corso del 2003 potrebbe essere intensificato attraverso un ulteriore aumento dei finanziamenti.

Da Baccini è stato inoltre evidenziato come, nonostante la corsa al passaporto italiano degli ultimi anni, non si stia delineando un massiccio rientro in Patria dei nostri connazionali. Il sentire prevalente della nostra comunità appare infatti caratterizzato dall'auspicio che la crisi in atto si risolva direttamente in loco e che il Venezuela - Paese che ha offerto ai nostri emigrati notevoli opportunità di affermazione - possa al più presto riprendere il proprio cammino di crescita e di sviluppo. Dopo aver ricordato che i Consolati si stanno adoperando al fine di ridurre i tempi di attesa per il disbrigo delle pratiche e del rilascio dei passaporti (a tale scopo è stato previsto anche un ulteriore giorno di apertura degli uffici preposti), il Sottosegretario ha sottolineato come spetti in primo luogo alla popolazione ed ai Paesi più vicini al Venezuela il compito di spronare le parti in conflitto per la ricerca di una concreta soluzione dialettica della controversia.

Baccini ha poi ventilato la possibilità che l'Italia possa entrare a far parte del gruppo dei "Paesi Amici del Venezuela ". Una struttura internazionale che mira alla piena ripresa del Paese Latino Americano. Il rappresentante del Governo ha inoltre auspicato, anche in vista del referendum revocatorio del mandato presidenziale previsto per prossimo 19 agosto, che la comunità internazionale continui a vegliare sul Venezuela sia per evitare l'isolamento della Nazione d'accoglienza, sia per creare un cordone di sicurezza a difesa dei nostri connazionali. A tale scopo si intensificheranno anche i contatti interparlamentari che favoriranno la costituzione del Gruppo di Amicizia Parlamentare Italia-Venezuela e Caraibi.

Successivamente ha preso la parola il responsabile per gli Italiani nel mondo della Margherita sen. Franco Danieli che, pur sottolineando il suo apprezzamento per la calibrata e tempestiva presa di posizione del Governo italiano, ha chiesto ulteriori chiarimenti sull'atteggiamento della nostra comunità rispetto al ruolo del Governo di Chavez, sull'entità degli aiuti per gli italiani coinvolti nella crisi economica e, in considerazione dei nuovi meccanismi di valutazione introdotti dalla finanziaria, sul reale ammontare del trattamento di integrazione dei minimi pensionistici in favore dei nostri connazionali più anziani. Dopo l'intervento del senatore Giulio Andreotti volto a ricordare il richiamo della Chiesa cattolica per il pieno rispetto della legalità costituzionale da parte del Presidente Chavez, il senatore Enrico Pianetta (FI) ha invece espresso contrarietà per la partecipazione dell'Italia al cosi detto Tavolo "Amici del Venezuela" ed ha chiesto ulteriori delucidazioni sia sulle eventuali preoccupazioni espresse dai nostri imprenditori residenti in Venezuela, sia sulle concrete richieste dagli italiani che vivono in condizioni sociali di minor agiatezza.

E' poi intervenuto il senatore Stefano Morselli (An) che ha in primo luogo evidenziato la necessità di lasciare all'Unione Europea il compito di rilanciare il dialogo democratico in Venezuela. Dopo aver criticato la politica autoritaria del Presidente Cahevez il senatore ha inoltre auspicato che, in sede di attuazione degli accordi di cooperazione stipulati con il Venezuela, si richiedano specifiche garanzie sul rispetto delle regole democratiche. Morselli ha infine sottolineato la mancanza, nell'attuale quadro di rivolgimenti e tensioni politiche, delle condizioni di agibilità per una visita in Venezuela di una delegazione di parlamentari italiani. Di tutt'altro avviso il senatore Corrao che ha invece auspicato, al fine di dare un segnale di attenzione agli italiani residenti in Venezuela, l'invio in loco di una delegazione parlamentare. Nel corso del dibattito anche la senatrice Tana De Zulueta (Ds-U) ha sostenuto l'utilità di una visita in Venezuela dei parlamentari italiani. Secondo la senatrice un aperto dialogo interparlamentare con l'Assemblea Nazionale e quella più ampia dei parlamenti latino - americani potrebbe infatti contenere il potere personale di Chavez e quindi favorire la ripresa del dialogo con le opposizioni. Per il senatore Calogero Sodano (Udc) il nostro Paese dovrebbe invece tralasciare le problematiche sociali e mirare soprattutto alla tutela degli interessi della comunità italiana. Ai numerosi interventi ha replicato il Sottosegretario Baccini che ha in primo luogo evidenziato la diffusa e crescente inquietudine della comunità italiana. Mentre in un primo tempo la nostra collettività si era schierata con Chavez, le forzature legislative e le reiterate modifiche della Costituzione volute dal Presidente hanno infatti radicalmente mutato l'atteggiamento degli italiani. In questo ambito la collettività di origine italiana, che nonostante le condizioni economico sociali di buon livello è stata duramente colpita dalla crisi, ha quindi manifestato in modo sempre più netto sia la sua avversione alla Presidenza Chavez, sia un vivo rammarico per la scarsa attenzione dell'Italia su queste problematiche.

Dopo aver ribadito il massimo impegno del nostro Paese ed aver auspicato l'accantonamento di aperti atteggiamenti di rottura da parte della collettività che limiterebbero gli spazi di intervento del Governo italiano, Baccini ha evidenziato la necessità, per evitare che la crisi sfoci in un confronto armato, di mantenere alta l'attenzione della comunità internazionale. Obiettivi, quelli di evitare la degenerazione del conflitto e di garantire il corretto svolgimento del referendum sulla deposizione del Presidente, che per il nostro Paese appaiono prioritari. Dopo aver annunciato il via libera di Castro all'apertura presso l'Havana di un Istituto Italiano di Cultura, il Sottosegretario si è infine soffermato sulla questione argentina - anche grazie all'impegno dell'Italia il grande Paese d'accoglienza si sta lentamente riprendendo sia sul piano economico che finanziario - e sui recenti colloqui con il Vice Presidente della Colombia che ha più volte manifestato la volontà di intensificare i rapporti con il nostro Paese. (Goffredo Morgia-Inform)


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