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INFORM - N. 59 - 26 marzo 2003

Ciampi consegna un’alta onorificenza al Premio Nobel Giacconi e ricorda l’incontro con gli Scienziati Italiani nel mondo

"Promuovere la ricerca, la diffusione e l'applicazione del sapere è un dovere non solo costituzionale, ma appartiene alle ragioni fondanti della nostra comunità nazionale"

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha incontrato al Palazzo del Quirinale, il Prof. Riccardo Giacconi, Premio Nobel per la Fisica 2002. Nel corso dell'incontro, si è svolta la solenne cerimonia del conferimento all'illustre scienziato dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

"Il suo è un esempio da seguire - ha detto Ciampi a Giacconi -. Già ho ricordato il suo nome insieme a quello di Rita Levi Montalcini, di Carlo Rubbia e di Bruno Coppi, come i migliori ambasciatori d'Italia, quando il 12 marzo scorso ho incontrato gli scienziati e i ricercatori italiani nel mondo riuniti a Roma. E' bene che i nostri giovani ricercatori vadano a studiare anche all'estero, laddove esistono già gruppi consolidati di ricerche importanti. C'è un mercato mondiale dell'intelligenza e della conoscenza del quale bisogna far parte".

"Certo, in Italia si parla molto di fuga di cervelli - ha aggiunto il Presidente della Repubblica -, e ce ne preoccupiamo anche. Lei Professore partì per gli Stati Uniti per sviluppare i suoi studi sotto la guida di un altro grande italiano, Bruno Rossi, e prima di Lei tanti altri. Ma Lei ha saputo mantenere vivi e forti legami con il mondo della ricerca italiano ed europeo. La sua capacità di essere ‘vicino’ a noi, pur vivendo da tempo negli Stati Uniti, è un'altra delle ragioni per le quali oggi riconosciamo e festeggiamo il suo lavoro. In Italia sono state adottate, di recente, iniziative per facilitare il cammino di chi ha trascorso un periodo di lavoro nel campo della ricerca all'estero e desidera riportare in Patria le esperienze e le conoscenze accumulate. Ma certamente dobbiamo essere capaci di offrire a costoro occasioni e anche risorse per poter lavorare in Italia. Si devono, quindi, creare le condizioni perché i giovani ricercatori italiani e quelli dell’intera Unione Europea siano facilitati da un lato a recarsi all'estero e ovunque nel mondo, dall'altro a permettere loro in seguito di tornare. Questo è il compito che dobbiamo svolgere. Quando affrontiamo il problema della limitazione della fuga di cervelli, non si deve intendere con il tenere in patria i nostri giovani, ma di aiutarli ad avere maggiori contatti con l'estero, ma offrendo e favorendo anche l'opportunità di tornare in Italia. Bisogna proseguire su questa strada, bisogna anche recuperare maestri per i giovani che si affacciano oggi al mondo della scienza e che saranno gli innovatori del domani".

"Promuovere la ricerca, la diffusione e l'applicazione del sapere - ha concluso Ciampi - è un dovere non solo costituzionale, ma appartiene alle ragioni fondanti della nostra comunità nazionale. In Italia e nell'Europa che stiamo costruendo, con una cittadinanza e una sovranità comuni, la conoscenza, l'alta formazione, le grandi istituzioni culturali, debbono essere i pilastri sui quali far crescere quella identità culturale che già lega i nostri popoli, e soprattutto riuscire a immedesimare in tutto questo le giovani generazioni". (Inform)


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