* INFORM *

INFORM - N. 58 - 25 marzo 2003

Il futuro del Servizio Civile

Con la soppressione dell'esercito di leva diverrà pienamente operativa la riforma del sistema volontario di aiuto alla comunità

ROMA - La sospensione del servizio di leva, prevista per il dicembre 2006, avrà come immediata conseguenza la fine del servizio civile obbligatorio per conto del quale, nel corso degli ultimi anni, migliaia di giovani hanno prestato servizio nel campo dell'assistenza alla persona, della prevenzione, della promozione culturale, della protezione civile e della salvaguardia del patrimonio artistico ed ambientale. Fondamentali attività sociali che ora, per non perdere questo importante strumento formativo delle nuove generazioni, verranno regolamentate dal Servizio Civile su base volontaria. Un nuovo servizio di aiuto della comunità, istituito e regolamentato dalla legge 64/2001, che si rivolgerà ai giovani di ambo i sessi tra i 18 ed i 26 anni e che, vista la presentazione per l'anno in corso di ben 750 progetti degli enti accreditati, sta già felicemente superando la prima fase sperimentale.

Per creare un comune tavolo di lavoro ed elaborare una nuova strategia che sappia attrarre l'interesse dei giovani - oltre al piccolo compenso previsto dalla legge ai volontari dovrebbero essere offerte reali opportunità formative e di avviamento nel mondo del lavoro - si sono riuniti a Roma, in Campidoglio, i rappresentanti delle Istituzioni locali, del Governo e delle numerose Associazioni che si sono Costituite nella Conferenza Nazionale Enti per il Sevizio Civile. Il Convegno, dal titolo "Servizio Civile: Un modo per crescere aiutando la città", si è aperto con l'intervento dell'Assessore alla Comunicazione, Semplificazione e Pari Opportunità Mariella Gramaglia. Dopo aver ricordato l'arricchimento umano che ha caratterizzato in questi anni il lavoro degli obiettori di coscienza, ha sottolineato la necessità di fare presto, il termine della leva obbligatoria potrebbe essere anticipato al 2005, affinché non vengano interrotti i contatti con i tanti giovani che oggi operano in questo settore del volontariato. " Noi oggi vogliamo istituire un patto - ha spiegato l'Assessore Gramaglia auspicando la formazione di una concreta sinergia tra i vari enti che consenta di gestire in maniera moderna i piani del Servizio Civile volontario - tra le diverse Istituzioni e associazioni per prepararci nel modo più intelligente e dinamico a questo momento di transizione. Noi vogliamo fare tutto questo nella consapevolezza che la partecipazione dei giovani rappresenta un patrimonio insostituibile per la città". Ma questo patto avrà reale efficacia solo se all'iniziativa aderiranno sia il mondo dell'Università e della scuola, auspicabile per l'Assessore una certificazione ufficiale dei crediti formativi acquisiti dai giovani volontari, sia la variegata realtà imprenditoriale del contesto cittadino. L'Assessore ha inoltre chiesto che venga istituita nella Capitale una scuola nazionale per il servizio civile che sarà finalizzata all'istruzione dei giovani volontari e degli stessi formatori. In questo contesto il Comune di Roma stanzierà nel 2004 circa 700.000 euro per l'istituzione di borse di studio e per il finanziamento di appositi corsi di lingua.

Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha evidenziato come il sevizio civile debba diventare una libera scelta di vita in un contesto a regime dove l'attività del volontario verrà regolamentata da precise disposizioni. Dopo aver sottolineato l'importante apertura alle donne prevista dalla legge 64/2001 ed il positivo andamento dei primi bandi (quest'anno sono già state presentate almeno 15.000 domande), il Ministro ha però espresso una certa preoccupazione per la difficoltà a sostituire in toto gli obiettori di coscienza, circa 60.000 all'anno, con i volontari del nuovo servizio. Una difficile sfida sociale, con la fine dell'esercito di leva il Sevizio Civile dovrà svolgere compiti sempre più ampi e complessi, che potrà essere superata solo da un gruppo di élite adeguatamente formato. Per Giovanardi, oltre alla definizione di mirati programmi per la protezione civile da parte degli enti locali, saranno comunque auspicabili, quando la riforma entrerà a pieno regime, nuovi ed idonei stanziamenti governativi. In questo ambito, secondo il Ministro, sarebbe inoltre opportuno, per favorire l'integrazione delle comunità straniere, l'estensione del servizio civile agli immigrati presenti sul territorio nazionale.

"Con l'incontro odierno- ha invece rilevato il Direttore dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC) Massimo Palombi - il Comune di Roma ha accolto il nostro invito a non aspettare la leva obbligatoria per lanciare il Servizio Civile volontario che ha oggi davanti a sé nuove ed importanti prospettive, come ad esempio il progetto di istituzione di corpi civili per i Paesi dell'est europeo e per i luoghi ad alta instabilità sociale ed economica come l'Argentina". Dopo aver ricordato le numerose iniziative già presentati dalle associazioni che aderiscono all'UNSC , Palombi ha infine sottolineato come a tutt'oggi la maggioranza dei giovani (81%) siano adeguatamente informati sulle proposte previste dalla legge 64/2001 sul Servizio Civile. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: