* INFORM *

INFORM - N. 57 - 24 marzo 2003

Da "Emiliano-Romagnoli nel mondo"

La Consulta in Francia sulle rive della Marna nei luoghi dei nostri emigrati

BOLOGNA - Sono circa 72 mila gli italiani che vivono nella regione parigina, oltre un terzo (tra naturalizzati francesi e non) di quelli che risiedono nell’intera Francia. I loro nonni e bisnonni si stabilivano nei quartieri orientali, nell’11° e 12° arrondissement, intorno alla Gare de Lyon dove arrivavano i treni dall’Italia, a Montreuil, Argenteuil, Bagnolet e Nogent-sur-Marne.

In quest’ultima cittadina, oggi di 28 mila abitanti, la Consulta regionale dell’emigrazione, rappresentata da Giovanna Stanzani e Paola Monti, ha partecipato il 15 marzo scorso alla festa annuale dell’associazione Parma e Piacenza. Presso il Pavillon Baltard, alla presenza di circa 850 tra emiliani e "simpatizzanti" francesi, l’orchestra Bertoli di Parma, la banda musicale di Ponte dell’Olio (Piacenza) accompagnata dalle majorettes e il coro delle Osterie di Ferriere, un comune dell’Appennino piacentino, hanno voluto far rivivere i giorni, insieme duri e allegri, di quando i nostri corregionali (la stragrande maggioranza degli italiani di Nogent), si riposavano la domenica, dopo una settimana di faticoso lavoro, sulle rive incantate della Marna. I francesi chiamavano la cittadina "Le Nogent des Italiens", tanto forte era la presenza della gente dell’Appennino (parmense e piacentino, in particolare della Val Nure), che abitava tutta in rue Sainte-Anne, nel "quartiere degli Italiani". Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, Nogent era un paradiso, lambito dal bellissimo fiume sulle cui rive la gente andava a fare i picnic, ad affittare le barche della società di canottaggio o a ballare il "bal musette". Dopo decenni di segregazione in cui venivano chiamati "ritals", scarti, rifiuti umani, i nostri emigrati hanno cominciato, verso gli anni ’30, ad integrarsi e oggi sono tutti perfettamente inseriti nella società francese.

Dopo essersi accomiatate dal presidente Daniel Toni e dagli altri membri dell’associazione, le rappresentanti della Consulta hanno partecipato, il giorno seguente, alla celebrazione del 70° anniversario della Fratellanza Reggiana, un’altra nostra associazione in Francia, con sede a Montfermeil (sempre nella regione parigina), che ha una storia completamente diversa. Il sodalizio è stato fondato nel 1933 da un gruppo di esuli antifascisti della provincia di Reggio Emilia, fra cui Cesare Campioli che sarebbe poi diventato il primo sindaco della città emiliana nel dopoguerra. La Fratellanza Reggiana - di cui oggi è presidente la signora Iemmi, succeduta a Rino Spallanzani (presidente onorario) - in 70 anni di attività è riuscita a creare un clima di amicizia tra italiani e francesi dapprima nella condivisione degli ideali di libertà dal nazifascismo, poi - quando è venuto meno lo scopo di mutuo soccorso tra i membri, anche grazie al loro perfetto inserimento nella società francese - ha continuato a coltivare sentimenti di fraternità attraverso i momenti conviviali: feste, cene, banchetti. Come quest’ultimo, celebrato al ristorante "Coq au vin" a Triel-sur-Seine, sulle rive –- anche queste incantevoli - della Senna. (Emiliano-Romagnoli nel mondo/Inform)


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