* INFORM *

INFORM - N. 56 - 21 marzo 2003

In Svizzera primi effetti della libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea e forte aumento delle naturalizzazioni

BASILEA - La Svizzera osserva con grande attenzione gli effetti della libera di circolazione dei cittadini dell’Unione Europea introdotta nel giugno scorso con l’entrata in vigore degli accordi bilaterali. Tedeschi e portoghesi sono i due gruppi che hanno approfittato maggiormente delle nuove disposizioni: il loro numero l’anno scorso è cresciuto rispettivamente di 8.384 e di 5.568 persone. Il saldo migratorio degli italiani, degli spagnoli e dei greci è rimasto, invece, negativo. I tedeschi hanno dimostrato una forte propensione all’immigrazione in Svizzera, soprattutto nei cantoni di frontiera. Basilea-Città è riuscita dopo anni a porre uno stop alla diminuzione della sua popolazione proprio grazie ai nuovi arrivati dalla vicina Germania. Ciò che attrae questi lavoratori, in genere altamente qualificati, è la possibilità di trovare un buon impiego e di pagare meno tasse. Numerosi frontalieri tedeschi hanno scelto di stabilirsi in Svizzera per i vantaggi fiscali e per evitare il pendolarismo.

Questa tendenza era stata prevista dagli esperti, i quali guardano ora favorevolmente all’allargamento dell’Unione Europea verso est previsto per il maggio del 2004. Anche i dieci nuovi paesi dovrebbero essere inclusi negli accordi bilaterali. L’UE ha già avviato le trattative con la Svizzera per raggiungere presto questo obbiettivo, anche se rimane sempre l’incognita di possibili referendum. L’apertura ad est rappresenta per la Confederazione una grande chance. Del tutto fuori luogo sono i timori nei confronti di una forte ondata migratoria. Già da ora le popolazioni dell’Europa orientale stanno diminuendo, mentre le loro economie si stanno sviluppando. Certamente nei primi anni arriveranno in Svizzera persone provenienti da questi paesi, ma si tratterà di un’immigrazione ben accetta, anzi ricercata, quella, cioè, di persone con un’elevata formazione.

Il 2002 è stato un anno record per le naturalizzazioni. Stando ai dati dell'Ufficio federale degli stranieri (UFDS), 38.833 persone hanno ricevuto il passaporto rossocrociato, il 29% in più rispetto al 2001. Nonostante queste cifre, la Svizzera ha tra i più bassi tassi di naturalizzazione d'Europa. Tale tendenza corrisponde agli orientamenti della Confederazione in materia di integrazione, anche se non si prevede che sarà di lunga durata. La ragione principale dell’incremento delle naturalizzazioni, infatti, risiede soprattutto nell'evasione da parte dei Cantoni di molte pratiche in sospeso e nell’introduzione di procedure facilitate. Nel 2002, il passaporto è stato rilasciato in maggioranza a italiani (7.013). Seguono persone provenienti dall'ex Jugoslavia (5.790), dalla Turchia (4.132) e dallo Sri Lanka (1.125). (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


Vai a: