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INFORM - N. 56 - 21 marzo 2003

21 Marzo: Giornata Internazionale contro la Discriminazione Razziale

In un convegno promosso dal Centro d’Informazione delle Nazioni Unite presentata la traduzione italiana della Dichiarazione e del Programma di Azione della Conferenza Mondiale contro il Razzismo di Durban

ROMA - In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale è stato presentato a Roma, presso il Centro d'Informazione delle Nazioni Unite, la traduzione integrale della Dichiarazione e del Programma di Azione della Conferenza Mondiale contro il Razzismo e la Xenofobia di Durban (settembre 2001). Un'agenda anti-discriminazione che illustra sia le decisioni derivanti dal complesso dialogo globale della conferenza, sia l'attuazione e lo svolgimento degli impegni presi dalla comunità internazionale. Nella seconda parte del testo, che è stato tradotto dai volontari dall'associazione "Casa dei Diritti Sociali-Focus", vengono inoltre illustrate le decisioni da prendere per evitare il ripetersi di fenomeni di xenofobia ed intolleranza e le strategie da seguire per il raggiungimento di una piena ed effettiva uguaglianza tra i popoli.

La presentazione del volume si è aperta con l'indirizzo di saluto del Direttore del Centro d'Informazione delle Nazioni Unite Shalini Dewan. Ha in primo luogo ricordato come a tutt'oggi, nonostante dal 1948 siano stati compiuti notevoli passi avanti, non si sia ancora riusciti a debellare dal mondo l'odio razziale, l'intolleranza ed il pregiudizio verso la diversità. Un lotta, finalizzata al raggiungimento del pieno rispetto dei diritti umani, che le Nazioni Unite potranno vincere solo se i Governi attueranno mirati programmi antirazzisti e se le società civili comprenderanno il reale valore della diversità. "Intensificheremo i nostri sforzi - ha concluso la rappresentante dell'ONU ribadendo i ringraziamenti per l'ottima traduzione realizzata dai volontari della Casa dei Diritti Sociali - per costruire un futuro libero dal flagello delle discriminazioni razziali ed un mondo dove l'uguaglianza sia una realtà di tutti".

Ha poi preso la parola la Professoressa Maria Rita Saulle. La docente, che insegna " Tutela Internazionale dei Diritti Umani Fondamentali" presso l'Università "La Sapienza" di Roma, ha esordito sottolineando il profondo divario che tuttora persiste tra i dettami delle convenzioni ufficiali dell'ONU, che ormai tutelano tutti i diritti fondamentali della persona, e la concreta applicazione nei vari Paesi di queste direttive. Dopo aver ricordato che la pace, la tolleranza ed il ripudio della xenofobia sono tutti diritti alla persona che vanno soddisfatti nel medesimo momento, Maria Rita Saulle ha evidenziato la necessità di una maggiore attenzione nel mondo per i diritti e le aspettative degli anziani. La docente ha inoltre tradotto ed illustrato i messaggi divulgati dal Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan inerenti la Giornata contro il Razzismo - nel documento si ricorda il massacro di Sharpeville in Sud Africa dove il 21 marzo del 1960 furono uccise 69 persone che dimostravano pacificamente contro l'apartheid - e i drammatici sviluppi della guerra in Iraq. Un discorso difficile, quello pronunciato dal Segretario Generale dell'ONU sul conflitto in corso, che presenta indicazioni utili sia sul teso confronto diplomatico degli ultimi giorni, sia sugli ipotetici scenari politici ed umanitari che emergeranno dopo il conflitto. Kofi Annan, oltre a riaffermare l'impegno dell'ONU di avviare un capillare programma di assistenza umanitaria per la popolazione irachena, ha infatti sottolineato la necessità di un concreto rafforzamento nel contesto internazionale del ruolo e delle funzioni delle Nazioni Unite.

Una necessità, quella di applicare nel migliore dei modi le convenzioni dell'ONU, che è stata ribadita anche dal rappresentante della Casa dei Diritti Sociali-Focus, Manfred Bergmann. Dopo aver ricordato il difficile contesto in cui sono maturate le dichiarazioni e le riflessioni programmatiche della Conferenza di Durban, egli ha evidenziato quanto sia importante, al fine di favorire una capillare divulgazione dei principi dell'ONU nei singoli Paesi, una corretta traduzione delle convenzioni internazionali. Ma in questo contesto, secondo Bergmann, bisognerà inoltre attivarsi sia per monitorare i fenomeni di razzismo che colpiscono gli stranieri nei Paesi d'accoglienza, sia per favorire la rapida ratifica della direttiva europea sulla discriminazione che ancor oggi - in Italia si attende da anni una legge organica che regolamenti il diritto d'asilo - deve essere recepita da numerose Nazioni.

Infine Giovanni Conso, Presidente emerito della Corte Costituzionale e Vice Presidente della SIOI, ha in primo luogo sottolineato la necessità di limitare i proclami di principio e di intensificare le azioni di denuncia contro chiunque compia concretamente atti di razzismo. Non è infatti ammissibile, soprattutto per chi ha vissuto il dramma delle persecuzioni razziali durante il secondo conflitto mondiale, che le iniziative dell'ONU vengano troppo spesso disattese. Conso ha poi duramente criticato il Governo italiano e in particolare il Ministro della Giustizia che, durante il Consiglio europeo dello scorso febbraio, ha chiesto il rinvio della discussione, adducendo la necessità di tutelare la libertà di espressione, su un provvedimento che introduceva la punibilità penale dell'apologia del razzismo. "Bisogna combattere senza alcun tentennamento - ha detto - contro ogni forma di discriminazione, di razza, lingua, sesso, religione e politica, perché questi atteggiamenti pesano ed incidono negativamente sulla società e sulla convivenza civile". (Goffredo Morgia-Inform)


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