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INFORM - N. 55 - 20 marzo 2003

Caritas Italiana: "Iraq - per la pace non è mai troppo tardi"

ROMA - La Caritas Italiana, dopo aver fatto proprio l’appello del Papa "per evitare la catastrofe incombente" fa presente come la rete internazionale delle Caritas sta mobilitandosi per fronteggiare i devastanti effetti della guerra. A parte la mobilitazione caritativa sul territorio iracheno in favore degli sfollati interni, le Caritas stanno predisponendo i loro interventi nei Paesi vicini. Imponente sarà il flusso di profughi che a centinaia di migliaia si riverseranno sui Paesi limitrofi. Ecco perché la rete Caritas li sta sostenendo nell’elaborazione di piani d’emergenza.

La Siria già ospita circa 40.000 rifugiati iracheni, e si sta preparando ad uno sforzo ulteriore. Caritas Giordania ha già costituito una buona rete di volontari pronti ad essere mobilitati in caso di bisogno. Secondo le previsioni, il Libano non dovrebbe essere interessato da grossi flussi di rifugiati. Tuttavia potrebbe drammaticamente crescere la tensione lungo il confine con Israele, come cinque anni fa, con la conseguente fuga delle persone che vivono nel sud del Libano verso il nord del paese. In Iran, dove si prevede un flusso tra 258.000 e 900.000 rifugiati, si sta predisponendo un grande piano d’emergenza che coinvolge la chiesa e le autorità locali, le organizzazioni locali ed internazionali. In Turchia la Caritas, con la Mezza Luna Rossa, sta predisponendo interventi d’urgenza, in accordo con le autorità locali, per operare nei campi profughi in allestimento al confine con l’Iraq. (Migranti press/Inform)


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