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INFORM - N. 55 - 20 marzo 2003

Crisi irachena - La replica del Ministro Frattini al Senato

ROMA – "Il Governo ha cercato fino all'ultimo una soluzione pacifica per il disarmo dell'Iraq e l'eliminazione delle armi di distruzione di massa, ma Saddam Hussein, ritenendo di aver ottemperato alle risoluzioni dell'ONU, ha risposto negativamente anche alle pressioni per il riconoscimento dei diritti umani. Non sono pertanto condivisibili - ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini al Senato in occasione delle comunicazioni del Governo sugli sviluppi della crisi irachena - le argomentazioni secondo cui è illegittimo l'uso della forza, legittimità che invece risiede nel combinato disposto delle 16 risoluzioni approvate dall'ONU, alle quali la proposta poi ritirata avrebbero aggiunto soltanto un termine ultimativo".

"L'Italia - ha aggiunto Frattini - non può essere accusata di non aver ricercato la pace con ogni possibile strumento, come dimostra l'impegno di 8.800 ragazzi che in tutto il mondo rischiano la vita per assicurare la pace. Inoltre, l’Italia ha deciso autonomamente di non partecipare alle operazioni militari ma si schiera a fianco della democrazia statunitense e contro un dittatore sanguinario. La posizione del centrosinistra rappresenta un'anomalia in Europa, in quanto anche i Paesi che hanno contrastato la decisione dell'Amministrazione americana hanno confermato i minimi vincoli previsti dall’Alleanza atlantica, consistenti nella concessione del diritto di sorvolo e dell'utilizzo delle basi militari, su cui il Governo chiede al Parlamento un voto di conferma della politica estera italiana.

"Per il futuro, il Governo italiano cercherà di evidenziare ciò che avvicina i Paesi europei al fine di elaborare una comune posizione nella politica internazionale, che possa anche favorire il processo di pace in Medio Oriente. L'Italia, Paese fortemente europeista e amico degli Stati Uniti - ha concluso Frattini - potrà svolgere nel prossimo semestre di Presidenza europea un importante ruolo per riannodare i rapporti euroatlantici, ma anche per riformare i trattati dell'Unione, risultati che il Governo intende conseguire con il concorso dell'opposizione in quanto rappresenterebbero un successo dell'intero Paese".

La Farnesina rafforza le strutture operative

Intanto, per seguire gli sviluppi della crisi irachena e assicurare la protezione dei connazionali sotto il profilo della sicurezza, la Farnesina ha rafforzato tutte le sue strutture operative, sia presso la sede centrale sia nelle Ambasciate dell’area medio-orientale. Al Ministero, l’unità di crisi sarà operativa sull’arco delle ventiquattro ore anche nei giorni festivi per restare in costante contatto con le rappresentanze diplomatiche interessate e per poter disporre di un quadro sempre aggiornato della situazione.

Le Ambasciate sono munite di apparati telefonici satellitari e dispongono di adeguate dotazioni di emergenza. In ciascuna Ambasciata sono stati designati funzionari di turno per corrispondere con la maggiore tempestività ed efficacia alle richieste di informazione e di assistenza da parte dei connazionali presenti nei diversi paesi. (Inform)


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