* INFORM *

INFORM - N. 54 - 19 marzo 2003

Dal "Corriere d’Italia" di Francoforte

Verso L’Europa. Incontro sull’informazione a Berlino

A Berlino si incontrano il 21 marzo prossimo, su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia e del MediaClub, operatori dell’informazione italiana, corrispondenti di media italiani ed operatori dei media tedeschi. La domanda è dove andiamo? Verso quale futuro per l’informazione delle minoranze in Germania? Il "Corriere" intervista il Consigliere dell’Ambasciata, Fabrizio Romano, uno dei motori dell’iniziativa.

CORRIERE. Il 21 marzo si incontrano a Berlino gli operatori dell’informazione italiana in Germania, i corrispondenti di media italiani, esponenti della informazione e dei media tedeschi. Cominciamo a parlare di questa manifestazione.

ROMANO. La manifestazione del 21 marzo si iscrive nel quadro dei risultati - e nasce come una delle conseguenze - della ‘tre giorni’ berlinese del novembre scorso, quando a Berlino si incontrarono i membri eletti della comunità italiana. Allora ci si rese conto che la comunicazione è uno degli strumenti più importanti per una comunità e in particolare per una comunità di cittadini europei all’estero, per contribuire a definire la propria identità. Quindi nella ‘tre giorni’ noi lanciammo l’idea di fare un incontro allargato sul tema: cosa vuol dire essere ‘comunità’, alla luce di ciò che sono gli strumenti della comunità stessa? In questo caso gli strumenti dell’informazione, appunto. In quattro mesi abbiamo realizzato questo incontro, diviso in due parti: una prima parte alla quale partecipano principalmente interlocutori italiani. Si cercheranno qui di individuare i punti più problematici della informazione italiana in Germania. Nel pomeriggio si parlerà con interlocutori del mondo dell’informazione e dei media tedeschi. Il punto è la possibilità di qualificare al meglio l’informazione per la comunità italiana in Germania.

CORRIERE. Si vuole fare con questo una cosa contro l’integrazione e creare un’isola nazionale dell’informazione, o si vuole piuttosto segnalare la nostra presenza in Germania come comunità per comunicare con il mondo circostante?

ROMANO. La comunità italiana ha delle aspettative nei confronti delle autorità e del mondo tedesco. Queste aspettative potranno avere riscontri in quanto la comunità italiana diventa interlocutrice. Come si fa ed essere interlocutori sempre più maturi e di peso? Come si fa ad aumentare la visibilità? Lo si fa anche attraverso l’affinamento di strumenti informativi che hanno una risonanza efficace anche nei confronti della società tedesca.

CORRIERE. Come diceva Lei, l’incontro del 21 marzo viene dopo l’incontro che c’è stato con i membri eletti della comunità italiana in Germania: Comites - CGIE e Consigli Comunali. Stiamo camminando verso l’Europa in questo modo?

ROMANO. Credo che noi in questo modo stiamo contribuendo alla realizzazione dell’Europa materiale. Esiste già una Europa molto importante che riguarda i testi normativi. Bisogna però fare anche una Europa materiale dei cittadini. Noi qualifichiamo in senso europeo la più importante comunità di cittadini europei residente in Germania, cioè in un Paese europeo. Questa iniziativa sull’informazione è complementare a tutto quello che abbiamo cercato di fare fino ad adesso. Nostro fine inoltre è quello di coinvolgere le regioni, in linea con ciò che fa l’Amministrazione, e il tutto alla luce della normativa europea. Tocchiamo oggi il settore dell’informazione, garantito anch’esso dalla normativa europea. Quindi ci muoviamo proprio in questo senso: costituire una Europa dei cittadini.

CORRIERE. Lei ci crede all’Europa?

ROMANO. La domanda è molto personale. Io qui sono solo un funzionario che cerca di realizzare alcuni obiettivi. Quello che penso io non è rilevante. Tuttavia non credo che l’Europa sia un’utopia. La storia ha dimostrato che questa idea di Europa ha avuto una realizzazione fino a poco tempo fa imprevedibile. Noi siamo facendo sistema ed andiamo in questo senso. Naturalmente saranno necessari altri anelli della stessa catena. (A cura di Mauro Montanari-Corriere d’Italia/Inform)


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