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INFORM - N. 54 - 19 marzo 2003

Presentato in Campidoglio il libro di Giorgio Napolitano "Europa politica"

Casini: "Oggi fare politica significa principalmente capire, pensare e progettare l'Europa"

ROMA - Per approfondire i rischi connessi al futuro allargamento dell'Unione Europea, per ricordare le tappe salienti del lungo e contrastato percorso storico che ha portato alla costruzione della casa comune europea e per fornire un concreto contributo all'attuale dibattito politico sull'elaborazione della Costituzione europea è stato presentato a Roma, nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, il libro di Giorgio Napolitano "Europa politica. Il difficile approccio di un lungo percorso". Centocinquantasei pagine di acuta riflessione politica, pubblicate dalla Donzelli Editrice, che, dopo una prima parte dedicata al lungo e contrastato riavvicinamento della sinistra italiana alla casa comune europea, fotografano con precisione le difficili scelte politiche che l'Europa dovrà compiere nei prossimi anni.

Preoccupate valutazioni maturate con cognizione di causa - Giorgio Napolitano dal 1999 presiede la Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo -che, durante la presentazione del volume, sono state pienamente condivise dal Sindaco di Roma Walter Veltroni. Nel suo breve indirizzo di saluto il primo cittadino della Capitale, dopo aver ricordato la difficile situazione internazionale e le gravi conseguenze che deriveranno dalla guerra all'Iraq, ha sottolineato sia la necessità di evitare che le profonde spaccature all'interno dell'Europa finiscano per ripercuotersi negativamente sulla convenzione europea, sia il dovere di ricostruire al livello europeo un positivo dialogo con gli Stati Uniti, sfuggendo ad ogni tentazione di instaurare un clima antiamericano.

Ha poi preso la parola il Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che, dopo aver sottolineato l'importanza storica del lungo e difficile percorso di avvicinamento all'Europa compiuto dal PCI, ha evidenziato come a tutt'oggi entrambi gli schieramenti parlamentari siano favorevoli, sia pure con sfumature diverse, sulla continuazione del processo di integrazione europea. Secondo Casini inoltre l'Europa potrà far sentire il suo peso in campo internazionale solo se si mostrerà unita nelle sue future decisioni. In questo contesto una forte Unione Europea potrà inoltre favorire l'azione degli organismi internazionali e gestire con maggior sicurezza l'imminente allargamento dell'Unione.

" Oggi fare politica - ha ribadito con forza il Presidente della Camera - significa principalmente capire, pensare e progettare l'Europa. Ma per fare l'Europa politica bisogna anche riscoprire le comuni fondamenta storiche e culturali che ci identificano". Casini, dopo aver sottolineato la presenza nel libro di una velata e condivisibile nostalgia per i grandi uomini politici del recente passato europeo, ha però evidenziato la mancanza nella pubblicazione di riferimenti alle origini cristiane dell'Europa. Un comune denominatore che, per il Presidente della Camera, dovrebbe divenire, se si vorrà evitare che l'allargamento dell'U.E. diventi un puro fatto economico privo di comuni valori culturali, un ulteriore punto di riferimento per la valutazione dei nuovi Stati che aspirano ad entrare nella Comunità.

Una scelta, quella europeista, che anche per il Segretario dei Ds Piero Fassino appare ormai irrevocabile. Un processo irreversibile, innescato da fattori culturali ed economici, che ora, anche in vista dell'allargamento, necessità più che mai di una conduzione politica. Per Fassino inoltre l'U.E., che a tutt'oggi rappresenta il più alto grado di soggettività sovranazionale, potrà fornire un valido contributo sia al rafforzamento dei poteri dell'ONU e quindi, nella nuova era della globalizzazione, alla costituzione di un primo nucleo di governo mondiale. A tutt'oggi comunque - il Segretario dei Ds ha anche ricordato il positivo apporto della Dc italiana alla costruzione della casa comune - persistono due distinte visioni della futura integrazione europea. La prima tende ad una sinergia pressoché totale dei tra i Paesi membri, la seconda invece appare finalizzata al mantenimento di numerose prerogative delle singole sovranità nazionali.

Ha infine preso la parola Giorgio Napolitano che, dopo aver evidenziato la volontà di arricchire con questa pubblicazione il dibattito sulla convenzione europea, ha sottolineato l'alto costo che alcune forze politiche italiane hanno dovuto pagare per la loro scelta europeista. Una strada difficile, fondata su motivazioni storiche, culturali ed economiche, che oggi, a causa delle recenti lacerazioni introdotte nell'U.E. dalla crisi irachena, potrebbe divenire impervia. Al momento infatti, secondo l'ex Presidente della Camera, il lavoro della Convenzione, che rifonderà le Istituzioni ed il modo di fare politica dell'Unione Europea, appare seriamente minacciato dalle resistenze interne delle varie corporazioni e dalla difficile congiuntura internazionale. " E' attraverso il discorso sull'Europa - spiega inoltre Giorgio Napolitano - che la politica può riguadagnare forza di attrazione, partecipazione e un ruolo effettivo nelle nostra società. L'impegno politico che tanti uomini e donne della mia generazione posero al centro della loro vita può essere trasmesso e rinascere soltanto nella dimensione europea" (Goffredo Morgia-Inform)


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