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INFORM - N. 53 - 18 marzo 2003

Betty Leone (Spi-Cgil): "in 10 anni il valore reale delle pensioni è diminuito del 15 per cento"

REGGIO CALABRIA - "I pensionati italiani sono sempre più poveri, ma la causa non è soltanto l’aumento dell’inflazione. La perdita del valore reale dei redditi da pensione dipende dalla mancanza di un aggancio all’andamento del prodotto interno lordo e quindi alla ricchezza del paese. Infatti, tra il 1992 e il 2002 il Pil è cresciuto in media annua dell’1,7 per cento in più dell’inflazione al consumo. In dieci anni, quindi, il valore reale delle pensioni è diminuito del 15 per cento". Betty Leone, segretaria generale dello Sindacato pensionati della Cgil, intervenendo in Calabria all’attivo regionale dello Spi, spiega perché i pensionati oltre ad essere stati i grandi assenti nella legge finanziaria del governo Berlusconi, continuino ad essere fortemente penalizzati dalle scelte di questo governo.

"L’adeguamento delle pensioni al costo della vita - osserva Betty Leone - non tiene conto della specificità dei consumi degli anziani, con particolare riferimento ai servizi alla persona. La perdita del valore reale delle pensioni è destinata a crescere con l’aumento degli anni di vita delle persone, se non si adottano adeguate soluzioni, quali l’aggancio all’andamento dell’economia e l’aumento delle detrazioni".

Il fisco può giocare un ruolo importante per ristabilire equità e giustizia sociale. "Ma il governo deve fare marcia indietro su alcuni provvedimenti. Il primo modulo della riforma Tremonti ha fatto venir meno tre principi fondamentali di tutela del reddito a sostegno della condizione di disagio determinata dall’età. E’ stata abrogata l’ulteriore detrazione a favore dei pensionati più anziani; è stato, infine cancellato il bonus per gli incapienti. Se si vuole tutelare i redditi dei pensionati più poveri oltre l’adeguamento delle pensioni anche all’andamento del Pil - conclude Betty Leone -, occorre introdurre una specifica detrazione il cui importo sia crescente con l’età, individuando tre fasce: 70, 75 e 80 anni. Occorre inserire nel nostro sistema fiscale una imposta negativa per le persone cosiddette incapienti, da tradursi in voucher per l’acquisto di servizi essenziali, come quelli alla persona, acqua, gas, elettricità, o tassa sui rifiuti". (Inform)


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