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INFORM - N. 53 - 18 marzo 2003

"Italia, una cultura da vivere" - Promosso dall'Associazione "Italian in Italy" un convegno sul turismo di studio e le sue implicazioni economiche

Saranno organizzate nella città argentina di Cordoba dal 10 al 20 maggio una serie di conferenze sulla lingua e la cultura italiana.

ROMA - L'associazione "Italian in Italy", un circuito didattico che raccoglie numerosi istituti scolastici e promuove la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo attraverso il turismo di studio, ha organizzato a Roma, con il patrocinio del Ministero delle Attività Produttive e dell'Ufficio per il Turismo del Comune di Roma, il convegno sul tema "Italia, una Cultura da vivere". L'iniziativa, volta a richiamare l'attenzione dei Ministeri e degli enti preposti sulla ricaduta sociale e sulla valenza economica del turismo culturale, si è aperta con l'intervento del Direttore generale per il Turismo del Ministero delle Attività Produttive Franco Vitale che, dopo aver ricordato l'importanza di promuovere l'Italia come "sistema Paese" e non soltanto come luogo di vacanza, ha sottolineato come nel prossimo futuro le nuove forme di turismo dovranno tutelare, oltre all'aspetto ambientale, anche le grandi tradizioni storiche ed artigiane del nostro Paese. Un fondamentale strumento di apprendimento, il turismo di studio, che, secondo Vitale, si discosta notevolmente dalla normale vacanza. Questa tipologia turistica non viene infatti "consumata" solo sui luoghi del tradizionale soggiorno, ma rimane attiva nel tempo e favorisce, avendo il soggetto acquisito la lingua ed il nostro modo di vivere, un arricchimento permanente del turista che ricorderà questa esperienza per tutta l'esistenza. Un imprinting culturale di qualità, quello italiano, che interessa ed attrae anche Paesi emergenti, come ad esempio la Cina, che si stanno affacciando per la prima volta sul mercato turistico mondiale.

Una nuova realtà culturale ed economica, quella promossa da "Italian in Italy" che abbiamo cercato di approfondire rivolgendo alcune domande a Giuseppina Foti Presidente dell'Associazione.

"Normalmente prima dell'11 settembre - ha esordito Giuseppina Foti sottolineando le difficoltà amministrative che spesso ostacolano l'arrivo dei giovani che vogliono sperimentare questa particolare esperienza didattica-culturale - gli studenti americani, australiani e canadesi che volevano entrare nel nostro Paese non avevano bisogno di alcun visto. Da allora il Ministero degli Affari Esteri ha però dato disposizione alla rete consolare di estendere la richiesta del visto anche a questi Paesi che non sono notoriamente fonte di immigrazione clandestina. Una decisione che ha creato non pochi problemi e rinunce. Spesso gli studenti, anche per pochi mesi di soggiorno in Italia, devono infatti affrontare delle estenuanti trafile burocratiche che certamente finiscono per condizionare le loro scelte didattiche e turistiche. Ora, poiché già gli ingressi per gli studenti provenenti dalla Cina e dalle altre zone geografiche a rischio d'immigrazione sono solitamente negati, il nostro bacino di utenza è prevalentemente composto da giovani provenienti dall'Europa e dal Giappone".

"Noi andremo in Argentina dal 10 al 20 maggio - ha proseguito la Presidente dell'associazione auspicando la possibilità di programmare con gli Istituti di Cultura, le Università e gli Enti Regionali un turismo di ritorno che favorisca la riscoperta delle radici linguistiche dei nostri connazionali all'estero . Siamo stati invitati dall'Università di Cordoba e dal locale Istituto Italiano di Cultura a tenere delle Conferenze sull'insegnamento della lingua italiana per i docenti e per chiunque sia interessato alla nostra cultura. Quello che non abbiamo in assoluto - ha infine sottolineato la Foti evidenziando la valenza economica del turismo di studio - è la visibilità. Stiamo dunque cercando, senza dimenticare la positiva collaborazione con l'Enit, di convincere i Ministeri e gli Enti preposti che l'insegnamento della lingua italiana può rappresentare un valido passaporto per la diffusione della nostra cultura e che quindi il turismo di studio, proprio per i lunghi tempi di permanenza che derivano dalle sue implicazioni didattiche, potrebbe rappresentare un'irripetibile opportunità economica".

Al termine dell'incontro è stata inoltre presentata dal Prof. Luca Sasso D'Elia della Sovrintendenza Comunale Beni Culturali la banca dati "Antonio Cederna". Un aggiornato archivio elettronico, dedicato al noto archeologo italiano, che, attraverso 60.000 foto, 28.000 disegni, 3.000 epigrafi, 200 filmati ed innumerevoli documenti, ricostruisce le vicissitudini e la storia del grande parco archeologico dell'Appia Antica. (Lorenzo Zita-Inform)


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