* INFORM *

INFORM - N. 51 - 14 marzo 2003

Da "Rinascita", Svizzera

Trasferimento dei contributi dall’AVS all’INPS

ZURIGO - Nell’intento di non abusare dell’ospitalità di Rinascita e di non correre il rischio di annoiare i lettori, mi ero ripromesso di non scrivere ulteriormente sul trasferimento dei contributi dall’Avs all’Inps e sulla trattenuta sindacale dedotta dalle pensioni erogate dagli enti previdenziali italiani. Le numerose richieste d’informazioni, invece, mi hanno indotto a trattare ancora i due argomenti. Il primo oggi. Il secondo prossimamente.

In seguito ad una parziale e tendenziosa informazione magistralmente orchestrata e messa in atto, solamente per interessi di bottega, da alcuni pseudo-difensori dei diritti dei lavoratori, molti italiani emigrati in Svizzera potrebbero essere indotti a sostenere che ormai la partita è stata chiusa dall’approvazione della legge finanziaria 2003 e, pertanto, è meglio metterle sopra una pietra tombale. Secondo loro occorrerebbe fare ancora una volta, come si dice dalle mie parti, chi ha avuto avuto chi ha dato ha dato, scurdammece `o ppassato.

È la solita solfa. Il fine di lor signori (proto ti raccomando, signori con la s minuscola) è dare l’impressione che tutti (centrodestra, centrosinistra, sindacati, Cgie, Comites, associazioni varie, eccetera) si sono impegnati allo stesso modo; perciò meriti e demeriti vanno divisi equamente.

Mancano solo i tarallucci, il vino, e… la festa è servita! Naturalmente dalle insaziabili mignatte (sanguisughe) che traggono i loro proventi dai problemi degli Italiani.

Chi sono? Persone che, pur di districarsi nella società, per evitare di essere travolte dalle onde alte, al momento opportuno, non esitano a cercare di appiattire tutto e tutti. Con quale faccia? Sempre la stessa: ormai ci hanno fatto la faccia. Per quale motivo? Il solito: interesse di partito o di bottega.

Certamente, come le organizzazioni aderenti alla petizione scrissero anche nel documento che fu consegnato all’ex Ministro del Lavoro, senatore Cesare Salvi (Ds-Ulivo), gli Italiani emigrati in Svizzera sapranno rendere merito o demerito ai loro politici. A partita chiusa. Naturalmente. Sì, perché, come scriverò più avanti, contrariamente a quanto enunciato sugli organi di stampa e nelle assemblee pubbliche da coloro che si professano esperti della materia e possessori della verità, la partita non è chiusa.

Meditate, meditate gente! Uccellacci di malaugurio, gli antichi romani dicevano: medice, cura te ipsum! (in italiano: medico, cura te stesso!).

La stragrande maggioranza degli Italiani che vivono in Svizzera sanno a meraviglia che meriti e demeriti non vanno attribuiti e spartiti in parti uguali. Come si possono attribuire meriti: al governo ulivista che creò e non risolse il problema; all’ex ministro del Lavoro, il diessino Cesare Salvi, all’ex presidente del Consiglio, il socialista Giuliano Amato, all’ex ministro della Giustizia, il diessino Piero Fassino, che (marinai della politica) non mantennero le promesse fatte; all’attuale Cgie che (vagone di coda del treno di centrosinistra) prima sostenne il trasferimento virtuale poi, subentrato il governo di centrodestra, chiese quello reale; ai Comites in carica (escluso quello di Zurigo), ai patronati Acli, Epasa, Ital-Uil, oppure a quelle federazioni e associazioni regionali, che si astennero da ogni iniziativa, ma non dalla marcia delle cento marmotte su Berna? Chi ha notizia delle iniziative da loro intraprese dopo la sunnominata marcia batta un colpo! Risulta che, rintanate, si stanno leccando le ferite procurate dalla figuraccia fatta e, nella speranza che i nostri connazionali in Svizzera dimentichino in fretta, aspettano tempi elettorali per eseguire gli ordini che riceveranno dai loro foraggieri in Italia. Povere loro! Non solo marmotte, anche illuse. Illuse perché convinte che tutti i carneadi come me, comuni mortali, non avrebbero capito il loro scopo. Eccolo: andare a Berna per fare mera propaganda elettorale contro la Casa delle Libertà. Provino, le cento marmotte, a smentire quanto qui sostenuto. Il loro impegno nacque e morì (dulcis in fundo) lo stesso giorno. Ergo, il loro motto era: passata la festa gabbato `o santo.

Non meraviglia tanto il comportamento dei partiti politici, ma quello degli enti, comitati e associazioni che, nei loro statuti si professano apartitici. I loro responsabili sicuramente dovranno rendere conto ai loro soci e assistiti. Per fortuna alcuni (tre o quattro, non di più)connazionali continuano a profondere testardamente (nel senso buono, s’intende), il loro impegno.

Come sappiamo, il Parlamento italiano, approvando la legge finanziaria 2003, respinse l’emendamento per la proroga temporanea fino al 2005. I portavoce in Svizzera dell’Ulivo dovrebbero spiegare come mai i loro referenti in Italia, a parole, sostennero il su menzionato emendamento e, in pratica, all’atto della votazione, si astennero. Faccio presente che al Senato l’astensione equivale al voto contrario.

I portavoce in Svizzera (e qualcuno in Germania) dei Ctim/An dovrebbero altresì spiegare come mai l’on. Mirko Tremaglia, Ministro degli Italiani nel Mondo, minacciò di dimettersi qualora non fosse stato approvato il suo emendamento a favore particolarmente, se non esclusivamente, dei connazionali emigrati nell’America del Sud e non anche qualora non fosse stato approvato l’emendamento riguardante gli Italiani della Confederazione elvetica?

Completa solidarietà ai nostri connazionali in Sud America, però il Ministro Tremaglia avrebbe dovuto sapere che gli Italiani in Svizzera erano stati privati di un diritto già acquisito e in base al quale avevano giustamente programmato di vivere in Italia almeno una dignitosa vecchiaia.

Non si può disconoscere che il decreto legge 11.06.2002, n. 108, concede solo un surrogato delle giuste e sacrosante richieste delle organizzazioni aderenti alla Petizione.

E adesso? Adesso (venerdì 7 marzo 2003, n.d.a.) il senatore Francesco Moro mi ha confermato che, unitamente al senatore Antonio Vanzo, si sta adoperando affinché la Lega Nord Padania ripresenti lo stesso emendamento di proroga provvisoria fino al 2005, quando si esaminerà la finanziaria 2004.

Si attende, in tale occasione dai parlamentari ulivisti coerenza e non la solita americanata di facciata.

Al Ministro Tremaglia, si chiede di non fare miracoli (che, per i credenti, può fare solo Iddio), ma di minacciare le sue dimissioni. Dimostrerà così che gli Italiani in Svizzera non sono di serie B.

Intanto io, povero carneade, non servo della corte né giullare del principe, ma libero pensatore, orgoglioso di essere meridionale rendo merito ai senatori Francesco Moro e Antonio Vanzo (entrambi della LNP) per l’impegno che, da circa tre anni, profondono per la soluzione più ottimale possibile del gravoso problema provocato dal blocco del trasferimento dei contributi dall’Avs all’Inps. (Antonio Lanza, membro del Comitato per la Petizione)

Inform


Vai a: