* INFORM *

INFORM - N. 50 - 13 marzo 2003

Il documento finale del Convegno degli Scienziati e Ricercatori Italiani nel mondo

«I partecipanti al primo Convegno degli Scienziati Italiani all’estero, tenutosi a Roma il 10-12 marzo 2003, su iniziativa del Ministro per gli Italiani nel Mondo, On. Mirko Tremaglia, esprimono la loro soddisfazione per l’accresciuta attenzione che l’Italia oggi mostra per la realtà costituita dalla diffusa presenza di ricercatori italiani negli enti e nelle istituzioni straniere.

Sottolineano altresì come questa presenza, lungi dal doversi connotare in senso negativo come "fuga dei cervelli" e come spoliazione di risorse umane intellettuali, debba essere considerata positiva in termini di circolazione delle idee e delle informazioni e di arricchimento del "sistema Italia".

A fronte di questa situazione esiste una ricchezza costituita dal capitale intellettuale italiano diffusamente presente nelle strutture di ricerca e di alta formazione dei paesi oltreoceano che non si può ignorare.

Si tratta di capitalizzare la risorsa costituita dagli italiani operanti all’estero nel settore della ricerca scientifica e dell’alta formazione, nella logica di valorizzarne le competenze, il ruolo, il sistema di relazioni ed il lavoro attraverso forme di integrazione della loro attività nell’ambito del nostro sistema formativo e di ricerca sia pubblico che privato.

Tale integrazione può essere realizzata attraverso la mobilità individuale dei singoli studiosi ed anche con forme di promozione e di incentivazione della loro partecipazione a distanza ai programmi di ricerca effettuati nelle istituzioni italiane.

Prendendo atto delle molteplici indicazioni emerse nel corso dell’ampio e approfondito dibattito e rallegrandosi dell’impegno del Ministro Tremaglia a voler sviluppare una politica atta ad assicurare il contributo che gli scienziati italiani all’estero potranno recare allo sviluppo della ricerca in Italia, i partecipanti indicano alcuni momenti significativi.

Tra questi vi è il progetto di istituire una anagrafe telematica degli studiosi italiani all’estero che permetta di avere un quadro aggiornato della loro consistenza e distribuzione.

In particolare si suggerisce di porre in essere un sistema volto a potenziare la costituzione di reti e di iniziative di ricerca che coinvolgano centri e studiosi operanti in Italia ed i ricercatori italiani all’estero. Si potrebbe immaginare sin da ora in Italia, tenendo anche presente gli importanti contributi che possono venire dalle Regioni, un sistema di finanziamenti riservati a progetti di ricercatori italiani, a stages semestrali, annuali o biennali per soggiorni di ricercatori italiani all’estero presso centri nazionali, nell’ambito di specifici programmi di cooperazione scientifica.

In questa prospettiva si suggerisce anche l’incentivazione della partecipazione a distanza a programmi di ricerca effettuati nelle istituzioni italiane attraverso il finanziamento individuale allo studioso residente all’estero ed il finanziamento di micro-reti di ricerca tra individui ed istituzioni italiane.

Si auspica inoltre la costituzione di reti telematiche tra gli studiosi italiani all’estero, articolate per disciplina, in corrispondenza alle reti italiane, in modo da costituire una banca dati al servizio di tutti gli scienziati. Questo vale in modo specifico per gli accordi già presi tra gli Ospedali Italiani all’estero ed i centri sanitari di eccellenza operanti in Italia.

La selezione delle proposte dovrebbe essere effettuata dal Ministero per gli Italiani nel Mondo sulla base di criteri di congruità scientifica espressi dai rappresentanti eminenti della stessa comunità di ricercatori e dal Comitato Scientifico Nazionale, tenendo conto del livello di integrazione delle proposte con gli orientamenti dell’ultimo piano nazionale di ricerca e del sesto Programma Quadro di ricerca comunitaria.

Nel corso del convegno è stata avviata una comune riflessione sul contributo che le esperienze dei vari ricercatori, nelle loro diverse realtà, possono dare al potenziamento ed alle necessarie trasformazioni dell’organizzazione della ricerca in Italia ed alle ricadute sulla società e l’economia italiane.

Il confronto tra grandi sistemi ed una attenta analisi sulle strategie atte ad introdurre elementi di innovazione di maggiore efficacia nel nostro sistema, possono costituire uno stimolo al cambiamento ma, soprattutto, devono offrire una preziosa consulenza tecnica ai responsabili politici. L’obiettivo è duplice ed è emerso con chiarezza nel corso del convegno: agevolare il lavoro di ricerca degli studiosi in Italia e rendere più efficaci i risultati aiutando a superare inaccettabili ritardi.

I partecipanti al Primo Congresso degli Scienziati Italiani all’Estero auspicano di poter arrecare il loro contributo, assieme al Ministero per gli Italiani nel Mondo, dando seguito a questa iniziativa con ulteriori periodici contatti con la comunità scientifica italiana e con i responsabili della politica di ricerca e di sviluppo industriale al fine di assicurare al nostro paese una posizione internazionale degna della sua storia e delle sue ricche potenzialità umane.

Questo per noi significa la politica dell’Italianità». (Inform)


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