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INFORM - N. 50 - 13 marzo 2003

L’incontro con il Presidente Ciampi a suggello del Primo Convegno degli Scienziati Italiani nel mondo

Le conclusioni di Tremaglia e la Tavola rotonda alla Farnesina su "Strategie e sinergie per il futuro"

ROMA - "Quando ci interroghiamo su come costruire la comunità italiana nel mondo, ecco, proprio il vostro Congresso è un esempio delle iniziative che in questo contesto vanno impostate, rese stabili e durature. Esse vanno estese, auspicabilmente, ad altri campi della ricerca, della cultura, dell'attività economica e dell'impegno sociale". Con queste parole il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha accolto al Quirinale i numerosi ricercatori che hanno preso parte al primo Convegno Internazionale degli Scienziati Italiani nel mondo, accompagnati dal Ministro Tremaglia e dai Premi Nobel Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia. "La ricerca e l'investimento in ricerca sono la priorità nazionale", ha proseguito Ciampi dopo aver espresso pieno apprezzamento per la creazione della banca dati "DaVinci" sugli scienziati italiani nel mondo e per la proposta di istituire un Politecnico Mediterraneo che colleghi la ricerca italiana a quella dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. "E' un bene ed un arricchimento per la Nazione che i nostri laureati, studenti e ricercatori - ha sottolineato il Capo dello Stato auspicando l'accrescimento dei flussi degli scienziati da e per l'Italia - vadano a lavorare all'estero laddove vi siano progetti importanti. In sintesi, dobbiamo elevare la partecipazione del sistema Italia alla ricerca scientifica avanzata a livello mondiale".

Dopo aver ribadito la necessità di non dimenticare le sofferenze patite da milioni di italiani emigrati - una memoria storica che ci deve spingere ad accogliere con umanità gli immigrati che approdano in Italia - un emozionato Ministro per gli Italiani nel mondo ha sottolineato, nel saluto rivolto al Capo dello Stato, il costante impegno del Presidente Ciampi in favore della politica dell'italianità ed ha posto in rilievo come i nostri connazionali all'estero - circa 4 milioni i cittadini e 60 milioni gli oriundi - siano ormai presenti in tutti i settori di eccellenza delle società di accoglienza. Tremaglia, dopo aver ricordato che l'azione politica si esplica con il dialogo e va sempre esercitata nell'interesse generale della Nazione, ha auspicato sia l'attivazione in Italia di nuovi centri di eccellenza per la ricerca, sia lo stanziamento, già a partire dalla prossima finanziaria, di maggiori fondi per il settore scientifico.

Una necessità, quella di incentivare e capitalizzare la grande risorsa dei ricercatori italiani all'estero, che nell’ultima giornata dei lavori è emersa anche dall’ordine del giorno approvato - che per dare un seguito costruttivo alle proposte del Convegno istituisce il Comitato scientifico permanente degli scienziati italiani nel mondo - e dal documento finale. Un articolato testo che il Ministro Tremaglia ha illustrato ai ricercatori al termine della sessione dei lavori svoltasi alla Farnesina. Nel documento, oltre all'anagrafe telematica dei nostri scienziati all'estero (DaVinci), viene auspicata la costituzione di un nuovo sistema di finanziamenti, che tenga conto anche del possibile contributo dalle Regioni e che permetta ai ricercatori italiani all'estero di soggiornare nel nostro Paese per lo sviluppo di specifici progetti. Iniziative mirate che dovrebbero essere vagliate dallo stesso Ministero per gli Italiani nel mondo. Ma Tremaglia ha anche voluto evidenziare i punti salienti dell’intervento scritto del Ministro Letizia Moratti, assente giustificata (nelle stesse ore il Senato dava il via libera alla riforma Moratti del sistema scolastico italiano). Per il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non dobbiamo più ragionare in termini scandalistici di "fuga dei cervelli" ma parlare di "mobilità dei cervelli" e di internazionalizzazione della ricerca. In questa direzione si sono già fatti passi concreti: è pronto il decreto con cui si dispongono contributi del MIUR per le Università che stipulano contratti per attività didattica e di ricerca con studiosi stranieri o italiani residenti all'estero da almeno tra anni.

Gran parte dell'ultima mattinata è stata dedicata alla tavola rotonda dal titolo " Strategie e sinergie per il futuro" svoltasi alla presenza di Tremaglia che ha seguito costantemente nelle tre giornate i lavori del Convegno. La tavola rotonda è stata preceduta dall’intervento, per certi aspetti "controcorrente", della senatrice Susanna Agnelli nella veste di Presidente di Telethon. "In Italia - ha detto - c'è un modo di trattare i ricercatori che è molto diverso da quello che s’incontra all'estero. A differenza di quanto accade nel nostro Paese i ricercatori sono indipendenti e possono gestire direttamente risorse e personale. Se uno scienziato vive e lavora all'estero e poi riesce ad ottenere un premio Nobel, noi siamo felici perché è italiano. Ma non possiamo esultare come se questo fosse un risultato del nostro Paese: il premio è stato ottenuto all’estero con capitale estero. Al contrario, se un ricercatore straniero lavorasse in un laboratorio italiano e poi ottenesse il Nobel, allora quel risultato sarebbe veramente nostro".

Dopo l'intervento della dottoressa Diana Bracco in rappresentanza della Confindustria, volto a sottolineare che la ricerca non può essere ristretta nei confini nazionali - quindi l'inevitabile internazionalizzazione della comunità scientifica e la necessità di sviluppare una ricerca senza frontiere con grandi investimenti e una visione di medio lungo periodo - il Rettore dell'Università del Molise Giovanni Cannata ha evidenziato come a tutt'oggi la valorizzazione del nostro capitale intellettuale nel mondo debba tener conto sia delle aree geografiche più forti, come ad esempio il Nord America dove i giovani scienziati possono formarsi, sia delle aree di antica emigrazione, come il Sud America ed in particolare l'Argentina, dove è essenziale il mantenimento di un contatto alla pari con il mondo accademico locale. Cannata, ricordando l'importante ruolo svolto dai nostri ricercatori nei Paesi emergenti ed in via di sviluppo, ha poi auspicato la creazione, con finalità prettamente informative, di una rete onoraria degli addetti scientifici.

Il consigliere Marco Del Panta Ridolfi del Ministero degli Esteri ha presentato il progetto DaVinci. La già citata banca dati nella quale possono iscriversi i ricercatori italiani nel mondo che darà agli scienziati la possibilità di dialogare in rete attraverso un Forum, favorirà la collaborazione tra i ricercatori all'estero e le Università italiane ed aiuterà la diffusione nel mondo dei bollettini informativi dei nostri enti di ricerca. Dopo l'intervento del Prof. Silvio Garattini dell'Istituto Mario Negri che ha ribadito l'urgenza di un rifinanziamento e di un rinnovamento del sistema italiano di ricerca che ora è caratterizzato da un costante invecchiamento dei quadri operativi, il Prof. Vittorio Silano del Ministero della Salute ha ricordato il progetto che ha permesso di monitorare e di mettere in rete con i centri di eccellenza sanitaria del nostro Paese ben 42 ospedali italiani che operano nel mondo. La baronessa Mariuccia Zerilli Marimò della New York University ha evidenziato come a tutt'oggi siano presenti negli Stati Uniti - i dati sono stati forniti dalla fondazione Foster che ormai da anni sostiene e segue i nostri scienziati in America - circa 4000 medici italiani e stranieri che, a testimonianza dell'alto livello formativo dei nostri Atenei, si sono formati nei centri di eccellenza accademica del nostro Paese.

Il Ministro per la Salute Girolamo Sirchia, intervenuto quasi al termine dei lavori, ha tra l’altro sottolineato la necessità, al fine di garantire un buon livello del sistema sanitario, di valorizzare e di collegare in rete quei centri ospedalieri dove viene portata avanti la ricerca. Una situazione ancora difficile, quella della ricerca italiana, che per il Ministro potrà essere superata se verrà abbandonata l'attuale omologazione professionale - chi lavora meglio e di più deve essere pagato di conseguenza - e se saranno abolite quelle barriere compartimentali che attualmente dividono i ricercatori che operano con successo presso enti, industrie ed ospedali. (Lorenzo Zita-Inform)


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