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INFORM - N. 49 - 12 marzo 2003

L’8 Marzo Di "Sicilia Mondo". A Catania incontro con l’immigrazione extracomunitaria

CATANIA - Anche quest’anno "Sicilia Mondo" ha confermato la scelta di celebrare la "Giornata dell’8 marzo" a Catania incontrando la fascia più debole della società femminile catanese, e cioè le immigrate extracomunitarie. La situazione della donna in emigrazione è certamente un capitolo a parte perché accanto alla emarginazione e non parità con l’uomo si assomma la condizione di migrante in terra straniera.

Emblematica la condizione delle donne extracomunitarie nel nostro Paese dove la "Giornata dell’8 marzo" non può non partire da un momento di riflessione sul concetto di accoglienza come cultura di accettazione della diversità, di convivenza civile e di civiltà ma anche come "risorsa" nel cammino della integrazione culturale interreligiosa e sociale. Una riflessione per ricordare la lunga analogia storica di milioni di donne italiane migranti con lo stesso fardello di sofferenza, di emarginazioni e di incomprensioni.

E’ proprio la consapevolezza di questa esperienza condivisa che "Sicilia Mondo" anche quest’anno ha voluto ripetere l’incontro dell’8 marzo con le donne extracomunitarie. Un appuntamento nel segno dell’accoglienza e della fratellanza con molti bambini presenti per rendere meno solitario e traumatico il loro inserimento nella società catanese, per la gioia di stare insieme, come momento per testimoniare a tutti che ci sono anche loro. Presenti le rappresentanze delle capoverdiane, mauriziane e cingalesi, hanno relazionato Fatima Cambaik e Josephine Kentabu. Ovviamente non sono mancate le mimose, il tradizionale brindisi e l’atmosfera di festa.

Nei numerosi interventi le rappresentanti delle diverse comunità hanno dichiarato di trovarsi bene in Sicilia e di cominciare ad amare Catania ed i catanesi per la loro ospitalità. Quasi tutte hanno parlato dei loro figli, dell’inserimento nell’ambiente scolastico e di tanti problemi di vita quotidiana ma si sono dichiarate contente. La rappresentante dei cingalesi, sposata con un catanese, ha detto che sono molti i matrimoni con i siciliani perfettamente riusciti.

Mimmo Azzia, Presidente di "Sicilia Mondo", a conclusione dell’incontro, ha esposto la sua soddisfazione per le numerose adesioni ricevute sulla iniziativa dell’8 marzo da parte delle associazioni siciliane all’estero. Un segno che la presenza femminile è divenuta sempre più visibile nelle comunità siciliane e nelle società d’insediamento. Per le donne siciliane, l’8 marzo è divenuta la giornata dell’orgoglio perché è ancora forte in loro il ricordo di migrante, dell’impatto con la società ospitante ma, anche, la consapevolezza del proprio ruolo esercitato negli anni difficili, nel contesto della famiglia, del focolare, dell’educazione dei figli. Anche la condizione femminile si è globalizzata, nel senso che sulla sofferenza della donna esiste oggi una coscienza internazionale.

Sono numerose le legislazioni adottate dai vari Stati a tutela della donna e le Convenzioni internazionali in questa direzione da parte delle Nazioni Unite, ricordiamo la risoluzione di Pechino, dell’Unione Europea del 2000, l’appuntamento dell’Onu per il 2005.

Ma nel mondo manca ancora la "cultura" della donna, della sua centralità e della sua dignità.

Ma è anche vero che la presenza della donna nella società ha segnato un’avanzata inarrestabile pur con l’esistenza ancora diffusa, in molte parti del globo, di sacche di povertà, di violenza e di emarginazione.

Questo 8 marzo 2003 è stato segnato da una forte partecipazione delle donne nelle piazze di tutto il mondo a sostegno della pace; accanto alle mimose hanno sfilato le bandiere dell’arcobaleno dei pacifisti per dire no alla guerra ma anche l’occasione per schierarsi contro ogni forma di ingiustizia. La presenza femminile nel mondo della cultura, del lavoro e della scienza ha cambiato il volto della società. E’ un’avanzata tutta rosa – ha concluso Azzia - che chiede più potere e più rappresentanza nel mondo politico, nelle Istituzioni e nella società e che propone di proclamare l’8 marzo festa nazionale. (Inform)


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