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INFORM - N. 49 - 12 marzo 2003

Una nota di Gino Bucchino (CGIE): Dati preoccupanti dall’operazione anagrafe e censimento

TORONTO - Cosa succederà quando gli italiani all’estero saranno chiamati per la prima, e speriamo non ultima, volta ad esprimere il loro voto? Difficile fare previsioni. Certo però che un po’ di verità chiarezza e un po’ meno di trionfalismo non farebbe male.

Non so con certezza cosa stia succedendo negli altri paesi, conosco però bene i dati canadesi e questi sono davvero preoccupanti. E niente, purtroppo, mi fa pensare che in tutto il resto del mondo le cose vadano meglio.

Il dato certamente più preoccupante riguarda il numero dei connazionali che hanno rispedito al Consolato le buste. Su un totale di 132.640 buste inviate, solo 45.838 sono le buste restituite dai connazionali. Appena il 40,6%.

Cosa succederà quando arriverà il momento del voto? E’ lecito domandarsi e preoccuparsi se i Consolati invieranno il "plico" del voto solo a questi 45.838 connazionali? Dove sono andate a finire le masse oceaniche di connazionali che dovrebbero esercitare il diritto di voto?

E’ lecito chiedersi come mai ben 78.876 buste (il 59,4%) non sono state restituite? Per disinteresse dei connazionali? Per disinformazione? E’ lecito chiedersi come è stata fatta la campagna di informazione, se sono stati coinvolti tutti gli organi di stampa. i media radio-televisivi, le Associazioni, i Patronati, i Comites e il CGIE?

E’ lecito chiedersi se il sistema (in alcuni casi adottato) di rivolgersi ad agenzie private per la spedizione delle buste ha sempre fornito adeguata garanzia di certezza della avvenuta spedizione e di segretezza dei dati anagrafici affidati a queste agenzie? E’ lecito chiedersi se i 350 contrattisti assunti siano stati adeguatamente istruiti sui compiti da svolgere?

E’ lecito chiedersi come mai nella circoscrizione consolare di Toronto, prima del lavoro di pulizia dell’anagrafe i connazionali iscritti (ma evidentemente solo presunti) superavano abbondantemente le 100.000 unità e dopo il lavoro di pulizia sono diventati meno di 80.000?

E’ lecito chiedersi se il numero dei connazionali della circoscrizione era sovrastimato o se invece questi connazionali continuano ad esistere e più semplicemente per i più vari negligenti motivi le loro schede anagrafiche giacciono ancora nei sotterranei dei consolati e dei viceconsolati?

La cosa poi che fa sorridere è che il Comites di Toronto proprio basandosi su questi numeri era formato da 24 membri. Adesso con i nuovi dati il Comites di Toronto non avrà più 24 membri come altri supercomites del mondo, ma 12 come Edmonton, Ottawa, Montreal e Vancouver. Per carità è più che giusto che sia così, se è vero che siamo meno di 100.000. Ma, come dicevo, la cosa fa un po’ ridere.

E’ lecito chiedersi come mai la prima ed unica volta che i nostri connazionali sono stati censiti risale agli anni ’20 del secolo passato e che adesso si vuole camuffare come "censimento" un’operazione che nemmeno lontanamente può essere chiamata, pensata o immaginata come tale?

Se veramente si crede in quello che viene sempre detto e ridetto che noi, gli italiani all’estero, siamo una grande risorsa non è il caso una volta per tutte di cercare di capire quanti siamo, dove stiamo e cosa facciamo?

L’operazione anagrafe e censimento al di là dei toni trionfalistici usati mi sembra sia un vero e proprio fallimento che non fa onore ad uno Stato che si dice moderno ed governato da un altrettanto moderno Governo. (Gino Bucchino, Vice Segretario del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei)-

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