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INFORM - N. 48 - 11 marzo 2003

La collettività italiana dell’Uruguay per la Giornata internazionale della donna. L’intervento di Filomena Narducci (CGIE)

MONTEVIDEO - Per iniziativa del Comites dell’Uruguay, sabato 8 marzo presso la Casa degli Italiani si è tenuta un incontro in occasione della Giornata internazionale della donna. Alla serata hanno partecipato più di 500 persone, che hanno riempito il salone della sede del Comites.

Da sottolineare la presenza dell’ambasciatore d’Italia Giorgio Malfatti e gentile consorte, dei presidenti di associazioni italiane, direttori di diverse istituzioni italiane locali e membri del Comites.

Ad aprire la serata è stata Filomena Narducci, vice segretaria generale del CGIE per l’America Latina e segretaria del Comites di Montevideo. Apprezzata anche la presenza del gruppo musicale Uruguay Tango.

Nel suo intervento Filomena Narducci ha ricordato il tragico episodio dell’8 marzo 1908 (129 operaie in sciopero morte nell’incendio della fabbrica Cotton di New York) all’origine della proclamazione da parte dell’Assemblea dell’ONU della Giornata, nonché alcune date importanti del cammino delle donne italiane verso l’uguaglianza: dal riconoscimento dei diritti elettorali al riconoscimento del diritto alla trasmissione della cittadinanza ai figli, alla creazione del Ministero delle Pari Opportunità.

Filomena Narducci ha poi sottolineato alcuni risultati ottenuti in emigrazione: nel primo CGIE le donne erano 7 di cui una nel Comitato di Presidenza, adesso sono rispettivamente 12 e 2; inoltre il CGIE ha realizzato un Seminario sulla condizione della donna in emigrazione e nell’ambito della Prima Conferenza degli Italiani nel mondo si è tenuta a Lecce la Conferenza delle donne che ha proposto l’istituzione di un Osservatorio donne: un’apposita proposta di legge è stata presentata a tale riguardo da parlamentari donne di tutti i partiti.

"La donna in Uruguay come nel resto dell’America Latina ha dimostrato di essere portatrice di una grande forza interiore, che si è manifestata fondamentalmente, nella difesa dei diritti umani. In questa congiuntura così difficile che viviamo a livello mondiale - ha concluso Filomena Narducci - dobbiamo assumerci il compito di convocare tutti gli uomini e le donne della nostra collettività e gridare con forza contro la guerra, innalzando la bandiera della pace". (Inform)


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