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INFORM - N. 47 - 107 marzo 2003

Due giovani iracheni a Firenze in attesa di un trapianto

Martini: "Un segno di speranza e di pace". Cooperazione sanitaria della Regione Toscana.

FIRENZE - Si chiamano Bayda e Tay H. hanno 15 e 16 anni e sono arrivati a Firenze con i genitori da Baghdad, dove abitano, grazie al programma di cooperazione sanitaria della Regione Toscana. Sono affetti dal morbo di Cooley, cioè da anemia mediterranea cronica, e forse dovranno essere sottoposti a trapianto di midollo presso il reparto di ematologia dell'Azienda ospedaliera di Careggi diretto dal professor Bosi. Nel frattempo è il Meyer ad occuparsi di loro e a condurre le analisi per accertare il loro effettivo stato di salute e definire il percorso terapeutico. Sono infatti ricoverati presso il reparto di oncoematologia diretto dalla professoressa Gabriella Bernini.

"In queste ore così drammatiche - ha detto il presidente della Regione, Claudio Martini – l’arrivo dei ragazzi iracheni rappresenta un segno tangibile di speranza e un messaggio di solidarietà e di pace. Si tratta di due dei circa 250 che abbiamo deciso di curare ogni anno. Vengono dai Paesi poveri di ogni parte del mondo, ma questo doppio arrivo ci pare oggi particolarmente significativo: è con questi gesti concreti che si costruisce la pace, non certo con le armi e le bombe".

I due giovani dovranno restare in Toscana alcuni mesi. Saranno seguiti dal responsabile della cooperazione sanitaria, dott. Evi Martinucci, verranno ospitati nell'interland fiorentino grazie all'impegno di Mesopotamia, un'associazione di solidarietà con l'Iraq, sono seguiti anche dalla comunità religiosa islamica di Firenze e aiutati per i trasporti negli ospedali da numerose associazioni del volontariato socio sanitario, come la Croce Rossa di Massa Carrara.

"Mi auguro - conclude il presidente Martini - di avere l'occasione di incontrarli non appena si saranno ristabiliti".

Grazie al programma di cooperazione sanitaria la Toscana ospita gratuitamente fino a 250 bambini e 50 adulti ogni anno, provenienti da paesi poveri o interessati da conflitti. Vengono soprattutto per patologie cardiache e oncoematologiche, anche se non mancano problemi come le mutilazioni provocate da mine antiuomo o malattie congenite. Ma l'impegno della sanità regionale per la cooperazione prevede anche missioni all'estero come nel caso di quella cardiochirurgica in Yemen nel corso della quale i medici di fisiologia clinica dell'ospedale Pasquinucci di Massa hanno visitato in quel Paese 200 pazienti e ne hanno operati 27. La Toscana invia anche attrezzature sanitarie dismesse, anche se perfettamente funzionanti, perché sostituite con analoghe ma più moderne e promuove la spedizione di medicinali in situazioni di particolare emergenza. (tc-Inform)


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