* INFORM *

INFORM - N. 46 - 7 marzo 2003

Otto marzo: per il Coordinamento nazionale delle donne delle Acli "la pace è possibile anzi necessaria"

ROMA - "Torniamo a parlare di pace, mentre tutto intorno parla di guerra, di insicurezza, di conflitti reali o probabili, globali o locali, antichi e nuovi". Lo ricorda una nota del Coordinamento nazionale delle Donne delle ACLI.

"La ‘Giornata della donna’ - sottolinea il documento - ci coglie così, ancora una volta, alle prese con la distruttività che minaccia la vita, le nostre vite, con la disperazione che genera la morte e ne è generata. Abbiamo voluto ripetere, a noi stesse e agli altri, che "immaginare la pace" è possibile, anzi necessario. Immaginare non significa ignorare i dati di realtà, sottrarsi alla sua dura lezione. Sarebbe una fuga dalla responsabilità, da quella "cura per il mondo" che sappiamo essere nostro compito e dono, sguardo femminile su ciò che vive , per custodirlo e preservarlo.

Immaginare la pace per noi, donne delle ACLI, non rinunciare alla "sottile striscia di futuro" che intravediamo, dentro e oltre le ombre del presente, significa testimoniare la nostra speranza, lavorando perché possa trovare spazi di realizzabilità, aprirsi un varco dentro la logica della violenza e delle armi, tradizionali o tecnologiche; quelle subdole del terrorismo globale e tornante, senza volto e senza pietà; quelle della guerra che credevamo di aver lasciato nel secolo scorso e che pensavamo di poter sconfiggere in un nuovo ordine internazionale, affidato al dialogo permanente tra i popoli e i governi, tra le nazioni e i continenti.

Dobbiamo di nuovo ripetere le ragioni della pace, con voci e parole di donna, insieme alle ragioni della giustizia e della solidarietà, senza le quali nessuna pace è possibile e duratura. Le diciamo insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, insieme a tutta la nostra Associazione, che di questo impegno per la pace, costruttivo e propositivo, ha fatto una linea portante della sua azione e missione sociale.

La pace è possibile, anzi necessaria. Come donne delle ACLI, in questo 8 marzo gravido di minacce, vicine e lontane, che tengono la convivenza umana sul filo del rischio totale, continuiamo a immaginare, a volere, a costruire la pace, a pregare per il suo avvento, a credere nella forza disarmata e disarmante del dialogo, tra i popoli, le civiltà, le culture. La pace – così termina il documento delle donne delle ACLI - è difficile, ma non ci stancheremo di lavorare e vigilare per il suo avvento". (Inform)

Le "volontarie" delle Acli dal Papa: migliaia di ragazze ambasciatrici di pace

ROMA - Oltre 300 ragazze del Servizio civile nazionale volontario, che prestano la loro opera nelle ACLI, l'8 marzo in Sala Nervi in occasione dell’incontro con il Papa. Il Servizio civile nazionale volontario rappresenta una opportunità unica di crescita personale e di servizio nei confronti dell’intera comunità nazionale. Migliaia di ragazze chiamate ad essere "sentinelle del mattino" e ambasciatrici di pace per contribuire ad affrontare e risolvere i più importanti problemi della società italiana, all’insegna della solidarietà. (Inform)

Otto marzo in Germania: "noi donne abbiamo più responsabilità"

COLONIA - Per l’8 Marzo, Giornata internazionale delle donne, la coordinatrice per il lavoro con e per le donne delle ACLI Germania, Claudia Biguzzi-Gladbach, con il supporto delle ACLI NRW ha invitato, per un incontro a Colonia le responsabili del lavoro con le donne nelle ACLI. Con le partecipanti si rifletterà a quali catastrofiche conseguenze può portare la tanto minacciata guerra, anche in considerazione del fatto che, come di consueto, saranno proprio le donne ed i bambini a doverne sopportare le conseguenze peggiori. Le donne, ancora una volta, diventeranno madri che piangono, vedove, orfane, profughe, abbandonate, scacciate, fuggiasche, torturate, violentate, lapidate…

Anche se sono le donne a dover sopportare le conseguenze più negative della guerra, esse non hanno voce negli organismi che svolgono trattative di pace per evitare un conflitto o decidono iniziative che potrebbero migliorare la propria posizione per es. di scacciate o profughe. Le donne insomma non vengono ascoltate e non hanno possibilità di prendere decisioni.

Sono in programma interventi della Presidente ACLI Germania Teresa Baronchelli, del Vice-Presidente ACLI NRW Franco del Vecchio e della referente del KAB per le donne Sig.ra Lucias Schneiders-Adams. (Inform)


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