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INFORM - N. 44 - 5 marzo 2003

Un appello delle Acli alla coscienza civile e politica dei senatori affinché non stravolgano la legge 185 sul commercio delle armi

ROMA - Trasparenza di tutte le transazioni bancarie, comprese quelle per le componenti di armamento trasferite sotto le cosiddette "licenze globali di progetto", e garanzia di conoscere chi sarà l’ultimo destinatario delle armi costruite, sempre secondo le "licenze globali di progetto" da consorzi di imprese di diversi paesi, solo alcuni dei quali legati dall’accordo europeo di Farnborough: almeno queste le garanzie irrinunciabili chieste dalla campagna "Contro i mercanti di armi: difendiamo la 185" perché la ratifica dell’accordo europeo non si trasformi in un pericoloso cedimento sul piano della sicurezza e sulla trasparenza del commercio delle armi. Garanzie che il capogruppo dell’UDC al Senato, D’Onofrio, al termine di due incontri ai quali hanno partecipato anche le Acli, aveva condiviso e giudicato talmente qualificanti da non poter essere semplicemente affidate ad un ordine del giorno del Governo, ma da trasformare in emendamenti.

Ma di emendamenti non si parla neppure. E’ un fatto grave secondo le Acli che hanno partecipato con il Presidente Luigi Bobba all’appuntamento davanti a Palazzo Madama per lanciare un ultimo accorato appello alla coscienza civile e politica dei senatori affinché non usino l’alibi della ratifica dell’accordo di Fairnbourough per stravolgere una legge qualificata che dovrebbe anzi essere proposta ai legislatori degli altri Paesi europei. Uno strumento che si è rivelato efficace per sconfiggere le lobbies dei mercanti di morte. Proprio in queste ore così decisive per la pace, in cui la parola "disarmo" campeggia come priorità per la sicurezza mondiale, la garanzia legislativa che il Parlamento deve offrire ai cittadini italiani è che le armi o loro componenti costruite nelle nostre industrie non vengano utilizzate in atti di terrorismo o in conflitti aperti fuori dagli accordi internazionali sulla sicurezza. E questa - sostengono le Acli - non è certo materia di ordini del giorno. (Inform)


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