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INFORM - N. 42 - 3 marzo 2003

Mostra di opere di artisti trentini ispirate alla montagna al Museo del Bois du Cazier di Marcinelle

BRUXELLES - Per iniziativa dell'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, è stata inaugurata venerdì 28 febbraio, presso il Museo del "Site du Bois du Cazier" di Marcinelle, la mostra "Storie di Montagna": trenta opere di quindici artisti trentini del gruppo de "La Cerchia", ispirate alle montagne, alla vita e al lavoro degli uomini che le abitano, ma anche alle loro storie, ai loro canti, alle loro leggende.

Alla cerimonia di apertura erano presenti oltre a Sira Miori, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e addetto culturale presso l'Ambasciata d'Italia in Belgio, l'assessore alla cultura della Città di Charleroi Christian Renard, il direttore del Musée du Bois du Cazier Jean-Louis Delat, la Vice-Console d'Italia a Charleroi Franca Vilardo, la Vice -Console d'Italia a Mons Caterina Capaldo, oltre al consultore trentino per il Benelux Giuseppe Filippi e Livio Conta, scultore e pittore trentino, in rappresentanza del gruppo di artisti de "La Cerchia".

Dopo l'esposizione all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, inaugurata il 16 dicembre scorso a conclusione del "2002 Anno Internazionale delle Montagne", la mostra è stata allestita nel Musée du Site du Bois du Cazier, un luogo della memoria, monumento europeo alle vittime del lavoro, sorto nel luogo in cui l'8 agosto 1956, persero la vita duecentosessantadue minatori, di cui centotrentasei italiani. Tra essi c'era un trentino, Primo Leonardelli, qui emigrato, con molti altri trentini, per lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia, allora in piena espansione.

Ed è proprio a queste vittime del lavoro, e in particolare a Primo Leonardelli, che la direttrice dell'istituto Italiano di Cultura, nel suo discorso di inaugurazione della mostra, ha dedicato queste opere di artisti trentini. Ha ricordato tutti quegli emigrati italiani che, all'inizio del secolo scorso, sono arrivati in Belgio per lavorare e che "hanno contribuito a costruire, pietra su pietra, con gli uomini e le donne di questo Paese, un edificio ideale di vita comune, parte integrante di quel più grande contesto che è l'Europa di oggi". Numerosi erano infatti i trentini e gli oriundi trentini presenti e che hanno potuto ricordare le loro origini, osservando qualche paesaggio, scena o luogo, trasfigurati dall'espressione artistica di Remo Wolf, di Mariano Fracalossi, di Livio Conta e degli altri 12 artisti trentini de "La Cerchia", le cui opere resteranno esposte al Site du Bois du Cazier, fino a domenica 23 marzo.

E parlando al folto pubblico belga, italiano ed europeo, presente in sala, al quale ha trasmesso il saluto del Presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai, Sira Miori ha ricordato che è proprio la cultura, "la nostra base culturale comune", che potrà "unire, nella loro diversità, i popoli dell'Europa, oggi alla vigilia della grande tappa dell'allargamento", e che potrà costituire "il cemento, il collante per una coesione ideale, che dovrà fondarsi sulla ricchezza delle diversità culturali dei suoi popoli, sul dialogo interculturale, sul confronto, sulla solidarietà", elementi fondamentali "per una realtà sempre più multietnica e multiculturale come quella in cui oggi viviamo".

Hanno poi preso la parola Giuseppe Filippi, che ha ricordato alcune tappe dell'emigrazione trentina in Belgio, e Livio Conta, scultore e pittore trentino, che ha illustrato gli obiettivi dell'opera degli artisti de "La Cerchia". Jean-Louis Delat, direttore del Museo du Bois du Cazier ha concluso, esprimendo la sua gratitudine e la sua soddisfazione per la collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles che ha portato alla realizzazione congiunta di questo evento.- (Inform)


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