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INFORM - N. 42 - 3 marzo 2003

Indagine Eurispes sull’indulto: gli italiani dicono no ma il Presidente dell’Istituto di ricerca Gian Maria Fara dice sì

ROMA - La maggioranza degli italiani è contro l’indulto. Il 54, 1%, infatti, si dichiara contrario verso questo atto di clemenza; il 26,5% è invece favorevole, mentre il 19,4% non sa rispondere. Lo rileva l’Eurispes attraverso un’indagine che ha visto coinvolti 2.000 cittadini, rappresentativi della popolazione italiana adulta, stratificati per sesso, età e macroarea regionale di appartenenza.

I più contrari di tutti sono quelli compresi nella fascia di età 18-24 anni: il 61 % di questi, di indulto non ne vuole proprio sentire parlare. Seguono a ruota i cittadini compresi nella fascia 25-44 anni, i quali si dichiarano contrari nel 56% dei casi. I "favorevoli" più convinti, l’indagine dell’Eurispes li ha individuati nelle fasce di età 25-44 e 45-64 anni le quali si posizionano sulla stessa percentuale: 27,1%.

Il tema dell’indulto ha recentemente occupato la scena politica e mediatica, suscitando un acceso dibattito sia fra gli schieramenti sia fra i cittadini. Gli ultimi fatti di cronaca lo ripropongono prepotentemente alla ribalta. Il tema in questione, infatti, si pone come un delicato problema di coscienza e di giustizia. Com’è noto, l’indulto costituisce un atto di clemenza, che condona in tutto o in parte la pena applicata dal giudice in conseguenza della commissione del reato, pur mantenendone, contrariamente all’amnistia, l’antigiuridicità penale.

Sebbene la maggior parte degli intervistati, come abbiamo detto, si sia dichiarata ampiamente contraria all’indulto, l’indagine dell’Eurispes analizza, per un tema tanto controverso, come i diversi soggetti si sono espressi in relazione al sesso, l’età, il titolo di studio, lo stato civile, la professione e la zona geografica di residenza. Le opinioni per titolo di studio indicano che i più contrari sono quelli dotati di licenza media (57%), seguiti dai diplomati (56%) e da coloro che hanno la licenza elementare o nessun titolo di studio (55,8%). I laureati sono un po’ più accondiscendenti: per il 44,1% si dichiarano contrari, mentre il 36,8% è favorevole. Per quanto riguarda la professione svolta, gli operai (59,8%), i non occupati (58,7%) e gli studenti (58,2%) sono quelli che si schierano in misura più elevata contro la proposta di indulto. Una netta preminenza di dirigenti (40,4%, più del doppio della media) è, al contrario, favorevole all’ipotesi di remissione della pena.

La distribuzione delle risposte in base all’area geografica di appartenenza, evidenzia come le aree in cui l’indulto è maggiormente avversato siano, nell’ordine, il Centro (58,9%) e il Nord (circa il 56%); il Sud si propone come capofila dei favorevoli (30,1%), mentre nelle Isole gli oppositori costituiscono il doppio dei sostenitori (50,9% contro il 26,1%). È ancora l’Italia insulare a distinguersi come area in cui si registra una quota maggiore di indecisi (23,0%), seguita dal Sud (21,7%) e dal Nord-Est (21,5%).

Nonostante gli italiani siano stati spettatori di recente di un intervento del Papa, che ha esortato i parlamentari a concedere l’indulto come atto di umanità e perdono, molti sondaggi hanno evidenziato che le posizioni degli elettori rimangono intransigenti. Tra questi, poi, ci sono anche quanti criticano aspramente il ventaglio di opzioni offerte ai detenuti definendole scappatoie alla pena; la diffusa percezione di una giustizia inadeguata a contrastare la criminalità crea un clima senza dubbio sfavorevole alle proposte di indulto.

"Tuttavia, nonostante gli esiti dell’indagine - dice il prof. Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes - la classe politica ha la responsabilità e il dovere di esercitare, se necessario, nei confronti dell’opinione pubblica un ruolo pedagogico, anche contraddicendola, se vuole evitare una deriva populista della politica. Perché l’opinione pubblica, non disponendo di tutte le conoscenze e le informazioni necessarie per assumere decisioni responsabili, orienta spesso il proprio atteggiamento sulla spinta di sensazioni legate al momento o a generici timori". (Inform)


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