* INFORM *

INFORM - N. 40 - 27 febbraio 2003

Presentati il CD-Rom "L'italiano per gli affari" e la ricerca "Vivere italiano"

Promosso dalla Dante Alighieri un convegno sul supporto della cultura italiana alla internazionalizzazione delle piccole e medie imprese

ROMA - Per capire quanto la diffusione all'estero della cultura italiana possa incidere sulla proiezione internazionale del nostro sistema economico si è svolto a Roma, presso la sede centrale della Dante Alighieri, il convegno dal titolo "Vivere italiano: la lingua e la cultura a sostegno della piccola e media impresa". Durante l'incontro, organizzato dalla Dante con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati presentati il CD- Rom " L'italiano per gli affari", un'opera informatica realizzata con la collaborazione della Banca San Paolo Invest di Torino, l'Associazione delle Camere di Commercio Estero ed il Sole 24 ore, e la ricerca "Vivere italiano, il futuro della lingua" della scrittrice e giornalista Barbara Palombelli. Una pubblicazione tascabile, quest’ultima, realizzata per iniziativa della Dante con il contributo del CNEL, che, attraverso le interviste rilasciate dai 132 Presidenti dei Comitati esteri della Dante, cerca di individuare come venga realmente percepita nel mondo la realtà culturale italiana.

Dalla ricerca emergono molte conferme, la pizza, la mafia e gli spaghetti sono ancora i termini italiani più conosciuti, ma anche alcune novità. Accanto ai personaggi italiani più noti ed amati nel mondo, capeggiano questa particolare classifica Sofia Loren, Marcello Mastroianni e Roberto Baggio, troviamo infatti personalità di spicco della realtà imprenditoriale, come Gianni Agnelli e Luciano Benetton, e scientifica (Rita Levi Montalcini). Un crescente favore, quello che incontra il modello di vita italiano nel contesto internazionale, che si manifesta soprattutto nei settori della moda, dell'alimentazione della bellezza e del benessere. Il CD- Rom si rivolge invece ad un pubblico specializzato, come ad esempio gli operatori commerciali, ed a tutti coloro che vogliano conoscere il linguaggio della realtà aziendale italiana. Un variegato percorso didattico, suddiviso in cinque moduli ed arricchito da domande di attivazione, documenti, foto, inserti musicali e contributi audiovisivi, che presenta all'utente tipiche situazioni del contesto aziendale.

La Dante Alighieri, senza tradire la sua immagine tradizionale, deve vivere nel mondo che la circonda - ha affermato il Presidente della "Dante" Bruno Bottai in apertura di convegno - Tutto questo è già accaduto nel secolo scorso quando la Società si occupò della nostra emigrazione. A quel tempo gli italiani partivano per l'estero a milioni ed a queste persone, che conoscevano a stento il loro dialetto, bisognava dare un minimo di assistenza linguistica. Oggi l'Italia è molto cambiata - ha sottolineato Bottai ricordando il grande interesse degli stranieri presenti in Italia per la lingua italiana - e le divulgazione della nostra lingua deve sostenere la proiezione internazionale della piccola e media impresa italiana".

Durante il dibattito, coordinato dal Segretario generale della "Dante" Alessandro Masi, ha poi preso la parola il Vice Ministro per le Attività Produttive Adolfo Urso che ha sottolineato il drammatico isolamento culturale in cui si sono trovati i nostri connazionali all'estero. "All'inizio del secolo - ha ricordato Urso - proprio mentre la Dante cercava di mantenere vivo il legame culturale con la lontana terra d'origine, molti italiani all'estero hanno dovuto abbandonare la nostra lingua per accelerare l'integrazione del nucleo familiare nel contesto d'accoglienza. Negli anni ‘60 invece, superata la prima fase della globalizzazione, l'emigrazione verso occidente ha lasciato il posto all'esportazione dei prodotti. Ora - ha continuato il Vice Ministro - stiamo vivendo la terza fase della globalizzazione ed esportiamo verso l'Europa orientale e la Cina i nostri imprenditori che creano in loco insediamenti produttivi e posti di lavoro. In questo contesto l'insegnamento della lingua italiana all'estero sta dunque assumendo un ruolo diverso. Oltre agli italiani nel mondo interessati alla riscoperta del linguaggio d'origine stanno infatti divenendo sempre più numerosi i lavoratori locali che, per collaborare al meglio con gli imprenditori italiani, decidono di apprendere la nostra lingua. Un nuovo contesto didattico in cui i Comitati della Dante potranno ricoprire un ruolo importante, simile a quello svolto tanti anni fa al fianco delle nostre collettività in America".

Dopo l'intervento del Direttore Generale per l'Emigrazione del Ministero del Lavoro Giuseppe Silveri volto a sottolineare l'imminente attivazione di nuove iniziative per la formazione alla lingua italiana dei futuri immigrati presso i Paesi di provenienza, ha preso la parola il Vice Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri Lucio Alberto Savoia che ha in primo luogo ricordato il crescente successo didattico della lingua italiana all'estero. Una nuova e positiva stagione linguistica - l'italiano occupa il 5 posto nella classifica mondiale che quantifica il numero degli studenti nel mondo ed il 19 posto nella graduatoria dei parlanti - che appare strettamente connessa anche alla capillare diffusione all'estero delle piccole e medie imprese italiane. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: