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INFORM - N. 40 - 27 febbraio 2003

Sul voto all’estero critiche di Pittella e Danieli a Tremaglia: "strumentale e negativa la proposta di costituire un gruppo parlamentare apartitico"

ROMA - Rispondendo ad alcune affermazioni del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, Gianni Pittella e Franco Danieli, responsabili nazionali rispettivamente dei DS e della Margherita per gli Italiani all'estero, hanno rilasciato la dichiarazione che segue.

"Il ministro Tremaglia fa bene a ricordare il voto per gli italiani all'estero come una grande conquista di diritto per i nostri connazionali residenti fuori dall'Italia. Ma fa una operazione intellettualmente non onesta quando ascrive unicamente a sé stesso meriti non attribuibili, dimenticando che i passaggi legislativi essenziali e le modifiche costituzionali per l'affermazione del diritto di voto all'estero sono state volute dal centrosinistra e approvate con i governi dell'Ulivo.

"Per quanto riguarda la proposta di costituzione di un gruppo parlamentare apartitico - proseguono Pittella e Danieli - appare strumentale e negativa. Strumentale perché Tremaglia fa finta di essere il "Papa" degli italiani all'estero, facendo finta di non essere un Ministro espresso da un partito della casa delle Libertà, un Ministro di un governo di centrodestra dal quale ci dividono molte cose, compreso ciò che sta facendo, e soprattutto ciò che non sta facendo, per le nostre comunità residenti all'estero. Negativa perché figlia di una visione paternalistica che vorrebbe trasformare la politica per gli italiani all'estero in una tematica sottratta al fisiologico confronto politico e alla iniziativa che partiti, associazioni, sindacati, istituzioni portano avanti, meglio se unitariamente ma, se necessario, anche alla limpida distinzione e contrapposizione.

"Piuttosto che proporre iniziative impraticabili - concludono Pittella e Danieli - sarebbe molto meglio se Tremaglia e la sua maggioranza interrompessero l'ostruzionismo che sta di fatto paralizzando gli organi di rappresentanza degli Italiani nel mondo (Comites e CGIE), oggi in grande difficoltà per responsabilità del governo Berlusconi che ha congelato l'esame della proposta di riforma". (Inform)


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