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INFORM - N. 39 - 26 febbraio 2003

Protocollo triennale d'intesa tra il CNEL ed il CES romeno

E' ormai una presenza stanziale quella degli imprenditori italiani che operano in Romania

ROMA - Per consolidare il dialogo tra i gruppi di interesse economici e sociali della Romania e dell'Italia, per approfondire le opportunità di cooperazione allo sviluppo e per promuovere una migliore conoscenza delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini immigrati nei due Paesi è stato firmato a Roma, presso l'Accademia di Romania, uno specifico protocollo d'intesa tra il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) e il Consiglio Economico e Sociale della Repubblica di Romania (CES). Grazie all'accordo, che avrà una validità di tre anni, sarà avviato un apposito studio sugli investimenti italiani in Romania e verranno predisposte sia consultazioni periodiche in relazione all'evoluzione del dialogo sociale, sia comuni iniziative dei due Paesi a livello europeo. In questo contesto verranno inoltre realizzate, oltre ad una verifica semestrale dei dati statistici sull'integrazione degli immigrati forniti dai Ministeri competenti, iniziative periodiche per l'approfondimento delle dinamiche dei flussi migratori.

"Questa intesa - ha commentato il Vice Presidente del CNEL Augusto Bocchini nel corso della tavola rotonda che ha fatto seguito alla sottoscrizione dell'accordo - consentirà di realizzare una piattaforma logistica che favorirà la crescita economica e sociale della Romania. Non bisogna poi dimenticare che, dopo l'ultimo allargamento dell'Europa, già a partire dal 2007 la Romania entrerà a far parte dell'Unione Europea. Nei prossimi anni dovremo quindi lavorare molto per consentire l'ingresso a pieno titolo di questo Paese, la creazione di un'Europa a due velocità non appare auspicabile e comporterebbe molti problemi, nella casa comune europea. Sia il protocollo appena sottoscritto - ha concluso Bocchini dopo aver auspicato un maggiore impegno di tutte le strutture preposte per la formazione professionale della manodopera rumena - che la notevole quantità di imprese italiane presenti sul territorio di questo grande Paese, un movimento nato spontaneamente che ora tende a coordinarsi, sono una tangibile espressione di crescita economica e sociale".

Durante l'incontro, dal significativo titolo " L'impresa italiana in Romania: il punto di vista italiano e quello romeno", ha poi preso la parola il Consigliere del CNEL e Presidente Vicario dell'ONC Giorgio Alessandrini che ha in primo luogo ricordato come a tutt'oggi la presenza rumena in Italia continui a crescere, circa 10.000 unità all'anno, ed abbia assunto una forma stanziale. Una collettività ricca di professionalità, gli immigrati rumeni possiedono quasi sempre una notevole formazione di base, che appare dislocata, con la sola eccezione del Lazio, prevalentemente nel nord Italia. Per Alessandrini in questo contesto sarà inoltre auspicabile sia l'attivazione di una rete formativa in Romania, finalizzata al collocamento della manodopera rumena, sia, al fine di favorire l'integrazione economica e sociale, la creazione di una concreta sinergia tra il fenomeno migratorio e la presenza in loco delle imprese italiane. Una nuova emigrazione, quella che sta nascendo intorno alle aziende italiane, che ha assunto rilevanti dimensioni. A tutt'oggi sono infatti presenti in Romania, tra imprenditori e quadri dirigenziali, circa 25.000 italiani che con le loro capacità professionali ed il loro indotto coinvolgono almeno 500.000 lavoratori rumeni.

"In Romania - ha commentato il Presidente Nazionale dell'Associazione Imprenditori Italiani in Romania Enrico Maria Pollo rispondendo con estrema disponibilità alle nostre domande - siamo soprattutto presenti nel settore manifatturiero, calzaturiero e tessile. Stiamo comunque attraversando un importante momento di trasformazione con un'Italia che è ormai divenuta uno dei principali referenti economici della Romania. Dopo un primo momento, in cui era il basso costo della manodopera ad attrarre gli investimenti, ci stiamo oggi avviando verso una terza fase e cioè alla penetrazione del mercato italiano nei Paesi dell'Est, come ad esempio l'ex Russia e l'area balcanica. La nostra presenza in Romania favorirà infatti l'avvio di una nuova strategia basata sulla internazionalizzazione delle imprese italiane. Per i nostri imprenditori - ha continuato il Presidente dell'A.I.I.R. cercando di chiarire le difficoltà lavorative dei nostri connazionali che operano in Romania - vi sono ancora dei problemi di sinergia che stiamo cercando comunque di superare A tale proposito il Vice Ministro Adolfo Urso ha deciso, con grande intelligenza, di far confluire tutte le associazioni imprenditoriali, la Camera di Commercio Italiana per la Romania e la Fundazia Sistema Italia, nella "Consulta Italia". Una struttura che oggi rappresenta l'unico punto di riferimento istituzionale per la nostra realtà imprenditoriale.

Io credo - ha concluso Enrico Pollo rispondendo alla nostra domanda sul futuro della presenza italiana in Romania - che questo sistema di fare impresa non sarà transitorio e che, a differenza di altre Nazioni che accolgono aziende italiane, la latinità e le similitudini culturali tra i due Paesi porteranno, in effetti i dati continuano ad evidenziare una positiva tendenza, a delle interessanti e stabili prospettive economiche". (Lorenzo Zita-Inform)


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