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INFORM - N. 38 - 25 febbraio 2003

Aperto a Vancouver il quarto centro sardo del Canada

VANCOUVER - Per i sardi della costa canadese dell'ovest c'è ora un punto di aggregazione ufficiale. E' stato aperta domenica 23 febbraio al 2188 di Grant Street, a due passi dalla Little Italy e poco distante dalla sede del Centro Culturale Italiano, la sede del Circolo Sardegna. Uno spazio sufficiente a contenere una saletta riunioni dotata di biblioteca e videoteca, oltre ad un ufficio attrezzato per la comunicazione via Internet. E' stretto infatti il legame del nuovo Centro con la Regione autonoma della Sardegna, promotrice di un "Progetto di partenariato" diretto a coinvolgere le comunità sarde nel mondo per far conoscere le potenzialita' produttive e turistiche dell'Isola, allo scopo di attrarre l'interesse di imprese estere diposte a fare investimenti. Nel campo della ricerca e delle nuove tecnologie la Sardegna si sta muovendo alacremente, ed i suoi figli sparsi nel mondo sono una risorsa non indifferente su cui contare. Quello di Vancouver è il quarto Centro sardo sorto in Canada, dopo quelli di Montreal, Niagara e Toronto.

All'apertura della nuova sede - presenti numerosi associati al Circolo, intere famiglie, oltre a parecchi amici e simpatizzanti - ha fatto gli onori di casa il presidente del Circolo Sardegna, Antonio Uda. Ha ricordato che "la Sardegna ha una storia di millenni, una popolazione formata da tanti gruppi etnici approdativi nel corso dei secoli, portando antiche tradizioni culturali" e ha detto tra l'altro che "questo Centro vuole prima di tutto essere utile ai corregionali residenti, per le loro attività ricreative, culturali e sociali; allo stesso tempo per corrispondere ai piani di partenariato tra noi, Sardi nel mondo, e la Regione".

Il taglio della torta inaugurale è stato affidato al "patriarca" della comunità sarda, Pietro Salaris, un vivace anziano riverito per la sua fedeltà alle origini ed il suo esemplare impegno professionale e sociale nella patria di accoglienza. Accanto a lui le figlie, con molti altri sardo-canadesi affermatisi localmente e tuttavia risoluti a mantenere con la terra di partenza il mai spezzato cordone ombelicale. (Anna Maria Zampieri-Inform)


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