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INFORM - N. 38 - 25 febbraio 2003

Castelgandolfo: Al via i lavori del Convegno nazionale sulle Migrazioni

Le relazioni del Presidente del CEMI Alfredo Maria Garsia e del Presidente della C.E.I. Camillo Ruini

CASTELGANDOLFO - Con l'intervento del Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e della Migrantes, mons. Alfredo Maria Garsia, si sono aperti, presso il centro Mariapoli di Castelgandolfo, i lavori del Convegno Nazionale delle Migrazioni dal titolo "Tutte le genti verranno a Te. La missione Ad Gentes nelle nostre terre". L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Migrantes, dall'Ufficio catechistico nazionale e dall'Ufficio nazionale per la cooperazione tra le Chiese, si presenta come il più importante incontro della Chiesa italiana per il 2003. Durante il suo saluto introduttivo ai circa seicento partecipanti, mons. Garsia, dopo aver ricordato che tra i punti qualificanti della Chiesa italiana per questo decennio vi è anche la comunicazione del Vangelo a chi vive nell'indifferenza ed ai non cristiani presenti nelle nostre terre, ha sottolineato come a tutt'oggi la "missione ad gentes" coinvolga, oltre agli Uffici della Chiesa che gestiscono la pastorale migratoria, dell'evangelizzazione, della catechesi e del catecumenato, anche altri organismi ecclesiali, come ad esempio la Caritas, che operano con successo sul fronte della prima accoglienza degli immigrati.

L'opera di evangelizzazione dovrà essere finalizzata, oltre al primo annuncio della testimonianza, al recupero della cristianità dei tanti migranti che hanno vissuto in maniera traumatica lo sradicamento dai valori della terra d'origine. "I milioni di italiani all'estero, ha proseguito il mons. Garsia dopo aver ricordato che il fenomeno della mobilità umana non coinvolge soltanto gli emigrati e gli immigrati ma anche i nomadi, i marittimi e i circensi - sono lontani dai nostri occhi e rischiano di essere lontani anche dal nostro cuore. La crisi della modernità e della mobilità è infatti presente anche tra di loro e dentro di loro, benché un sentimento religioso, una radice cristiana tutt'altro che superficiale e propria della terra d'origine, non risulti ancora inaridita e possa riprendere vigore. In un'Europa che sembra voler radiare ogni riferimento ai valori cristiani e perfino religiosi dalla Carta Costituzionale - ha proseguito il Presidente del CEMI - pensiamo quale potenziale di recupero possano costituire, in caso di aggiornamento della pastorale e dell'evangelizzazione, i nostri connazionali sparsi sul vecchio continente". Mons. Garsia ha infine ribadito la necessità di portare avanti una pastorale d'insieme volta a percepire con maggiore acutezza le novità del fenomeno migratorio ed ha ricordato come, già nel 1904, il Beato Giovanni Battista Scalbrini descrivesse con parole preoccupate a S. Pio X il sostanziale calo d’interesse degli immigrati negli Stati Uniti verso la religione.

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Camillo Ruini, ha poi tenuto una dettagliata prolusione dal titolo "I migranti: occasione per la Chiesa italiana dell'annuncio del Regno". Il Cardinale, dopo un richiamo a non perdere di vista tutte le forme della mobilità umana, ha sottolineato la necessità di non dimenticare i milioni di emigrati italiani per i quali la Chiesa si sta prodigando da oltre un secolo in ogni continente al fine di renderli non solo oggetto di evangelizzazione ma soggetti attivi capaci di cooperare. Una progressiva consapevolezza, quella che unisce l'immigrazione all'evangelizzazione, che ha ricevuto un determinante impulso dal convegno missionario di Bellaria del 1998 dal titolo " Il fuoco delle Missione". Ma in questo ambito il fatto più rilevante è costituito senza dubbio dall'Enciclica di Giovanni Paolo II "Redemptoris missio" che allarga gli orizzonti della valenza missionaria - ribaditi il 20 gennaio 2000 al simposio per il decimo anniversario dell'Enciclica - e si sofferma sulla migrazione dai Paesi non cristiani verso le Nazioni di antica cristianità. Un lento percorso, quello compiuto dal binomio migrazione- evangelizzazione, che può essere illuminato anche attraverso lo studio dei 18 messaggi del Santo Padre in occasione dell’annuale Giornata Nazionale delle Migrazioni. Messaggi che, dopo il primo di carattere generale del 1986, hanno approfondito specifiche tematiche migratorie, come ad esempio la spinta evangelizzatrice delle famiglie e le donne emigrate.

Quasi una sintesi della Dottrina Sociale della Chiesa, quella che emerge dall'analisi dei messaggi papali, che evidenzia inoltre come l'annuncio e la testimonianza del Vangelo della carità, in quanto apertura alla fede ed esaltazione della libertà religiosa, non possa essere accusato di proselitismo. In questo contesto la missione odierna della Chiesa è infatti quella di rendere concretamente possibile ad ogni essere umano, senza differenza di razza e cultura, l'incontro con Cristo.

Ma dalla prolusione sono emersi anche alcuni dati sulla presenza straniera in Italia che, dopo il completamento della recente regolarizzazione, dovrebbe superare la soglia dei 2,5 milioni. Di queste persone circa un terzo sono cattolici ed oltre il 50% professano religioni cristiane. La quota dei mussulmani, per un totale che potrebbe arrivare insieme alle altre religioni non cristiane a un milione e duecentomila, si attesta intorno al 30%. Un variegato panorama che, con l'annessione alla missione evangelizzatrice degli immigrati di seconda generazione, potrebbe ulteriormente lievitare. In questo ambito emergono presenze straniere tradizionalmente cattoliche, come ad esempio gli immigrati dell'America Latina, tra i quali sono però numerosi quelli che di fatto hanno dimenticato i valori religiosi della terra d'origine.

Dopo aver ricordato come questa iniziativa rinvigorirà la vocazione missionaria delle nostre Chiese locali, amplierà l'operatività del Centro Missionario, rafforzerà i legami con i missionari lontani e ridimensionerà i pregiudizi nei confronti degli immigrati, il Cardinale Ruini ha inoltre ribadito che l'evangelizzazione è lontana da qualsiasi intenzione e metodo di proselitismo e potrà essere promossa attraverso i Centri di ascolto, la scuola, le visite agli ospedali ed alle carceri, gli oratori e specifici "gruppi del Vangelo" costituiti sul luogo di lavoro tra cattolici italiani e stranieri. In questo contesto, per la promozione evangelica, sarà inoltre determinate l'attività dei Centri pastorali "etnici" (circa 400), la collaborazione dei 50.000 stranieri presenti soprattutto nella Capitale per motivi religiosi e l'impegno dei tanti sacerdoti di origine straniera che operano nelle diocesi italiane. Secondo il Presidente della CEI non dovrà, infine, essere trascurata nemmeno la dimensione ecumenica delle migrazioni. L'afflusso degli stranieri sta infatti favorendo una nuova vicinanza fisica tra cattolici e cristiani ortodossi che potrebbe aprire la strada ad un graduale riavvicinamento tra le due realtà religiose. (Lorenzo Zita-Inform)


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