* INFORM *

INFORM - N. 36 - 21 febbraio 2003

Il sì della Camera al Regolamento di attuazione della legge sull’esercizio del voto all’estero

Le osservazioni della Commissione Affari Costituzionali

ROMA - La Prima Commissione della Camera ha approvato, su proposta del relatore Nuccio Carrara, il regolamento di attuazione della legge sull'esercizio di voto degli italiani all'estero. Il parere favorevole della Commissione, dopo l'acquisizione dei rilievi espressi dal Consiglio di Stato, dalla Commissione Bilancio e dalla Commissione Affari Esteri, è stato però integrato da specifiche osservazioni. In primo luogo è stata rilevata la necessità di allegare al testo del regolamento, oltre ai modelli delle schede elettorali per le elezioni di Camera e Senato, i fac-simili delle schede di votazione per i referendum popolari previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

Dalla Commissione è stata inoltre sollecitata sia la stretta osservanza - per quanto riguarda la presentazione dei contrassegni e delle liste per l'attribuzione dei seggi all'estero nelle consultazioni politiche - del testo unico recante norme per la elezione della Camera dei Deputati (DPR 361/1957), sia la creazione, visto che in questo contesto le leggi in vigore non appaiono del tutto applicabili al procedimento referendario, di una nuova disciplina che consenta la nomina, presso i seggi elettorali dell'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero, dei rappresentati dei promotori del referendum e dai vari gruppi parlamentari. Avendo preso atto che lo schema di regolamento disciplina, all'articolo 21, unicamente l'ipotesi dell'ammissione al voto dei cittadini cancellati dall'AIRE per irreperibilità e che chiedano di esservi nuovamente iscritti, l'organo collegiale ha chiesto al Governo di valutare la possibilità di dare un'opportunità in più ai nostri connazionali e quindi di disciplinare l'ammissione al voto, anche mediante l'inserimento in un apposito "elenco aggiunto", di quei cittadini che si presentino al Consolato di residenza entro un determinato termine, ad esempio 11 giorni prima delle votazioni in Italia. Gli aspiranti elettori dovranno comunque dimostrare di essere presenti nelle liste dell’AIRE e di godere del diritto di voto presso il comune italiano di iscrizione. Da valutare inoltre, per garantire una maggiore segretezza del voto, l'inserimento nel regolamento di un'apposita disciplina atta ad evitare che nel tagliando elettorale siano contenuti dati che consentano di risalire direttamente all'identità dell'elettore. In questo ambito sarebbe infatti auspicabile che la verifica dell'esercizio del diritto di voto fosse effettuata attraverso il collegamento tra un numero o codice apposto sul tagliando e la corrispondente posizione su di un apposito elenco.

Dalla Commissione è stata anche chiesta una specifica modifica del regolamento volta a sottolineare , come previsto dalla stessa legge 459, che le operazioni di scrutinio dei voti nella circoscrizione estero avvengano contestualmente a quelli espressi nel territorio nazionale. E' stata infine evidenziata la necessità che il Governo aggiunga all'articolo 16 dello schema che l'invio delle buste, da parte dei responsabili degli uffici consolari all'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero, avvenga per via aerea.

La relazione di Giovanni Bianchi in Commissione Affari Esteri

Ma il regolamento di attuazione, come già ricordato, è stato esaminato anche dalla Commissione Affari Esteri. Una approfondita discussione che ha avuto inizio con la dettagliata relazione illustrativa del relatore Giovanni Bianchi. Il Presidente del Comitato parlamentare per gli Italiani all'estero, dopo aver ricordato che l'aspetto fondamentale del regolamento va individuato nella previsione dell'esercizio di voto per corrispondenza, ha sintetizzato gli aspetti salienti del provvedimento ricordando come in primo luogo dal testo venga definito sia il processo per l'unificazione dei dati dell'AIRE con quelli forniti dagli schedari consolari, sia l'obbligo da parte del Ministero dell'Interno di comunicare al MAE, entro il sessantesimo giorno antecedente alle votazioni in Italia, l'elenco provvisorio dei votanti all'estero. Bianchi ha poi sottolineato come del regolamento venga istituito un Comitato permanente anagrafico- elettorale che avrà il compito di assicurare il coordinamento e l'applicazione degli interventi necessari alla realizzazione ed al successivo aggiornamento del nuovo elenco anagrafico. Il suddetto Comitato sarà composto da 13 membri effettivi in rappresentanza dell'ufficio del Ministro per gli Italiani nel Mondo (3), del Ministero degli Affari Esteri (3), del Ministero dell'Interno (3), della Presidenza del Consiglio (1), dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (1), dell'associazione più rappresentativa degli operatori di stato civile ed anagrafe (1) e del Comune di Roma (1). Dal provvedimento sarà anche prevista la possibilità di concludere intese con i Governi stranieri al fine di garantire l'esercizio del voto per corrispondenza in condizioni di eguaglianza, libertà e segretezza.

In questo contesto viene inoltre affrontata l'ipotesi delle Nazioni in cui non è presente una rappresentanza diplomatica italiana ma che intrattengono rapporti diplomatici attraverso un capo missione accreditato in un altro Stato. Il cosiddetto accreditamento secondario, un formula viene a tutt'oggi applicata in 66 Nazioni per un totale di 5.978 italiani residenti, che per il relatore rappresenta però un elemento indispensabile, capace cioè di garantire a tutti i cittadini il pieno diritto di voto. Dopo aver ricordato che le spese derivanti dall'attuazione del provvedimento sono obbligatorie e quindi non prevedono alcun onere aggiuntivo, Bianchi ha infine evidenziato come dal regolamento venga stabilito un rimborso, pari al 75% del costo del titolo di viaggio, per gli tutti gli elettori, residenti in Paesi dove non sia possibile esercitare il suffragio per corrispondenza, che dovranno votare in Italia.

Il dibattito e la replica del Ministro Tremaglia

Ha poi preso la parola il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che, dopo aver ribadito la mancanza di oneri aggiuntivi per l'attuazione del regolamento, ha fatto presente come a tutt'oggi, superata una certa reticenza iniziale, molti Paesi, tra cui anche il Canada e l'Australia, abbiano acconsentito allo svolgimento della campagna elettorale sul proprio territorio.

Pur condividendo l'intervento del relatore dall'on. Valerio Calzolaio sono invece state formulate alcune osservazioni sia per quanto riguarda l'eventuale istituzione di una rete telematica di scambio delle informazioni anagrafiche ed elettorali, secondo il deputato dei Ds questa opzione prevista dalla legge dovrebbe divenire obbligatoria, sia per quanto concerne la necessità di stipulare specifiche forme di collaborazione tra lo Stato italiano e i Paesi d'accoglienza. Per Calzolaio sarebbe infatti opportuna la presentazione, al fine di rendere pubblica l'evoluzione di queste intese, un'apposita relazione annuale. Il deputato dei Ds ha inoltre chiesto una maggiore rilevanza nel testo per la questione della par condicio, con il conseguente coinvolgimento della Commissione di vigilanza dei servizi televisivi, e che, al termine di ogni campagna elettorale, l'ufficio consolare preposto segnali gli organi di informazione che non abbiano garantito a tutti i candidati l'accesso al proprio spazio informativo. In questo contesto va individuata anche l'ipotesi di affidare ai Comites la fissazione delle regole e l'individuazione degli spazi per l'accesso paritario dei vari candidati nel periodo della campagna elettorale che Calzolaio ha illustrato dopo aver chiesto se sussistano le condizioni per l'esercizio del voto all'estero sin dalle prossime consultazioni referendarie. E' poi intervenuto il Deputato di Alleanza Nazionale Marco Zacchera che ha sottolineato l'esigenza di procedere tempestivamente alla piena attuazione della legge ed ha rinviato eventuali aggiustamenti del provvedimento, come ad esempio lo scrutinio delle schede direttamente in loco, a futuri interventi che potranno essere effettuati in corso d'opera.

Ai quesiti sollevati dai due parlamentari ha risposto il Ministro Tremaglia che, dopo aver ricordato l'esclusiva competenza della Commissione parlamentare di vigilanza in materia di par condicio, si è detto contrario, per gli oneri aggiuntivi che comporterebbero, sia all'ipotesi di rendere obbligatoria la creazione della rete telematica, sia ad un'eventuale scrutinio in loco delle schede elettorali. Per quanto concerne la partecipazione al referendum da parte dei residenti all'estero il Ministro per gli Italiani nel Mondo ha invece sottolineato che le relative operazioni di voto potranno svolgersi nei modi e nei tempi previsti.

Su proposta del relatore Giovanni Bianchi la Commissione si è infine favorevolmente espressa sul provvedimento rilevando al contempo sia le positive modalità di compilazione della nuova anagrafe degli italiani all'estero, sia la possibilità di stipulare accordi di diritto internazionale per l'esercizio di voto anche in mancanza delle intese semplificate previste dal regolamento in esame. (Lorenzo Zita-Inform)


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