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INFORM - N. 35 - 20 febbraio 2003

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil sugli indebiti Inps: "le dichiarazioni di Maroni offendono i pensionati"

ROMA - Ancora una volta il Ministro del welfare, on.le Maroni, risponde con stizza e con autentiche inesattezze alle richieste dei sindacati pensionati. I sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil non hanno mai incontrato il commissario Sassi, né potevano avanzare alcuna richiesta all’Inps, in quanto l’istituto non ha potere decisionale, ma soltanto il dovere di applicare le leggi. I sindacati hanno, invece, inviato, non appena sono venuti a conoscenza del fatto che l’Inps procedeva alla recupero degli indebiti, una lettera al Ministro Maroni nella quale si chiedeva una misura legislativa per estendere la sanatoria ai 450 mila pensionati coinvolti. Nel frattempo facevano richiesta di sospendere le trattenute sulle pensioni.

La richiesta di sanatoria per pensionati che superano per poche lire il livello di povertà, ci sembra un atto di solidarietà dovuto. Tanto più che gli indebiti scaturiscono da una verifica dei redditi fatta con ritardo non a causa dei pensionati. Peraltro i sindacati nel 2001 avevano già chiesto di varare una legge per evitare l’accumulo degli indebiti. A quella richiesta non è mai stata data una risposta adeguata.

Inoltre, ci sembra singolare - affermano i sindacati confederali dei pensionati - che un governo che ha espresso una propensione spiccata al perdono per gli evasori, faccia orecchie da mercante nei confronti di persone povere che hanno riscosso in buona fede le somme. Chi vive di pensione e di trattamenti assistenziali non ha la possibilità di risparmiare una lira perché il reddito è a mala pena sufficiente per coprire le spese indispensabili. La trattenuta del quinto della pensione richiesta dall’Inps si traduce in un taglio netto dei redditi di sussistenza ed è pertanto insostenibile. A queste sacrosante ragioni non si può rispondere con battute offensive né tanto meno con indifferenza.

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil ribadiscono al Governo la richiesta della sanatoria e della sospensione e dichiarano che da questo momento sono impegnate a mobilitare la categoria per esercitare le dovuta pressione anche sul Parlamento al quale è stata già inviata, nella giornata di ieri, una lettera ai capigruppo. (Inform)


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