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INFORM - N. 35 - 20 febbraio 2003

A pochi giorni dal via fervono i preparativi del Convegno Nazionale sulle Migrazioni

Padre Bruno Mioli : "l'incontro di Castelgandolfo, sarà il più grande evento della Chiesa italiana nel 2003. Annuncio del Vangelo, ma senza proselitismo"

ROMA - Mancano ormai pochi giorni al Convegno Nazionale sulle Migrazioni che si terrà dal 25 al 28 febbraio presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo. L'incontro, dal significativo titolo "Tutte le genti verranno a te - La missione ad gentes nelle nostre terre", cercherà sia di delineare i percorsi più idonei per l'annuncio del messaggio cristiano alle collettività immigrate, sia di favorire il riavvicinamento ai valori religiosi dei tanti non nazionali di fede cattolica presenti nel nostro Paese. Il Convegno si aprirà nel pomeriggio del 25 con la riflessione del Presidente della CEI Cardinale Ruini che verrà arricchita, nei giorni successivi, da tre apposite relazioni sugli aspetti sociologici della realtà migratoria, sull'annuncio nel contesto plurireligioso e sull'esigenza di sviluppare una fattiva cooperazione tra le Chiese. Un'iniziativa complessa che, almeno per quanto concerne le finalità e gli obiettivi, ci è stata illustrata dal Direttore della Migrantes per la pastorale degli immigrati in Italia, Padre Bruno Mioli.

" La preparazione dell'incontro - ha esordito Padre Bruno ricordando l'alto numero dei partecipanti che ha ormai raggiunto quota 600 - è stata piuttosto frenetica. Voglio comunque in primo luogo sottolineare, oltre al fatto che il Convegno di Castelgandolfo sarà il più grande evento della Chiesa italiana nel 2003, che l'incontro non affronterà le consuete tematiche che abbiamo già trattato in tanti convegni, come l'assistenza, la cura spirituale, la difesa e la legislazione degli stranieri, ma approfondirà l'annuncio del Vangelo agli immigrati. In pratica parleremo dell'evangelizzazione del mondo delle migrazioni con particolare attenzione, dal momento che i non cristiani rappresentano circa il 50% degli immigrati, per coloro che non credono nei nostri valori cristiani. Un obbiettivo, quest'ultimo, che viene sottolineato anche dal titolo del convegno "La missione ad gentes". Quindi questa volta, anche se continueremo ad essere presenti nel mondo, non saranno i nostri missionari ad andare da loro ma la "missione ad gentes" sarà qui tra noi. Voglio inoltre ricordare - continua il direttore Migrantes per la pastorale degli immigrati ricordando il grande e collegiale sforzo organizzativo della CEI - che il convegno è promosso da tre settori della Pastorale Nazionale. Nel progetto sono infatti coinvolti, oltre alla Migrantes, l'Ufficio per la Cooperazione Missionaria e quello della Catechesi che include anche il catecumenato, cioè il cammino di preparazione al battesimo. Quindi, vista l'attiva partecipazione dei tre settori della CEI, possiamo dire che questo convegno non rappresenti un ambito particolare della pastorale, ma la Chiesa italiana nel suo insieme.

"Questa iniziativa - sottolinea Padre Bruno evidenziando come l’evento faccia parte di una strategia a lungo termine della Chiesa - risponde inoltre ad uno dei punti qualificanti degli orientamenti pastorali della Chiesa per il primo decennio del 2000. Un aspetto fondamentale di questo indirizzo è infatti proprio la proposta di annuncio del Vangelo, ovviamente fatta nel rispetto dell'altro e senza proselitismo, ai non credenti. E' comunque chiaro che terremo d'occhio anche il problema ecumenico e dei nostri immigrati cattolici che, pur avendo già ricevuto il Vangelo, rischiano, a causa dello sradicamento dalla terra d'origine dove è nata la fede, di dimenticare i loro valori cristiani.

"Nell'ambito del Convegno matureranno inoltre - conclude Padre Bruno Mioli sottolineando le evidenti sinergie tra la storia della diaspora italiana e l'odierno contesto migratorio - continui riferimenti alla storia dell'emigrazione italiana. Un drammatico sradicamento dalla terra d'origine che per alcuni ha portato ad un allontanamento dalla vita cristiana, ma per altri ha rappresentato un momento di riscoperta dei valori cattolici. Un recupero che noi speriamo possa valere anche ai nostri giorni: la memoria dell'emigrazione italiana non è solo ricordo e nostalgia ma maestra di vita, per i tanti immigrati latino americani, polacchi e filippini che vantano profonde tradizioni cattoliche". (Lorenzo Zita-Inform)


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