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INFORM - N. 34 - 19 febbraio 2003

Dibattito alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sul regolamento di attuazione della legge sul voto all'estero

Tremaglia : grazie alle garanzie previste dalla legge il voto all'estero potrà essere esercitato senza alcuna discriminazione

ROMA - Acquisito il parere favorevole con osservazioni della Commissione Bilancio (che ha chiesto la soppressione del primo comma dell'articolo 9), è ripreso alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, alla presenza del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, il dibattito sullo schema del regolamento di attuazione della legge n.459/ 2001 sull'esercizio di voto dei cittadini residenti all'estero.

Dopo l'intervento del Presidente della Commissione Donato Bruno che ha rilevato la mancata acquisizione del parere della III Commissione, il deputato dei Ds Carlo Leoni ha chiesto al Ministro Tremaglia se a tutt'oggi vi sia un modo per assicurare, ai fini dello svolgimento di una corretta campagna elettorale, il rispetto delle pari opportunità anche presso le pubblicazioni per gli italiani all'estero realizzate in loco che godono di un regime di convenzione con il Governo italiano. Il deputato ha inoltre domandato se sia stata prevista un'apposita struttura in grado di fornire spazi per lo svolgimento della campagna elettorale. Il Ministro ha risposto sottolineando come nella legge siano previste, al fine di assicurare che il voto all'estero sia esercitato senza alcuna discriminazione, sufficienti garanzie. Da Carlo Leoni è stato inoltre sollevato il problema della par condicio. Il deputato ha infatti rilevato la necessità di rispettare la disciplina delle pari opportunità elettorali sia sulla rete di Rai International, sia sulle pubblicazioni specializzate prodotte nei Paesi d'accoglienza. Pur esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sul testo in esame il rappresentante dei DS ha poi auspicato, per quanto concerne le intese tra l'Italia e i Paesi in cui si svolgono le operazioni di voto previste dal regolamento, l'inserimento nello schema della previsione di una relazione periodica per il Parlamento sullo stato degli accordi non ancora conclusi.

Specifici interrogativi a cui a risposto, dopo aver sottolineato che le norme italiane saranno applicate all'estero per quanto possibile, il relatore Nuccio Carrara (An). Per quanto riguarda la richiesta di una relazione periodica, egli ha evidenziato come dal regolamento sia previsto che il Ministro degli Affari Esteri comunichi al Presidente del Consiglio dei Ministri - che poi informerà con tempestività le Camere - l'elenco degli Stati che non hanno ancora aderito alle intese in forma semplificata. Sulla par condicio Carrara ha infine ricordato le possibili interferenze che potrebbero scaturire dall'applicazione all'estero della legge. (Lorenzo Zita-Inform)


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