* INFORM *

INFORM - N. 33 - 18 febbraio 2003

Da "Pagine", Venezuela

E scoppiata la pace? Il mondo dice no alla guerra

Potrebbe compiersi il miracolo: disarmare Saddam senza conflitto. Il Papa e Chirac in testa alla cordata.

CARACAS - Qualche mese fa quando si dava per certo che la guerra con l'Iraq sarebbe iniziata in gennaio, noi titolammo: " E se scoppiasse la pace?" In quella circostanza mettevamo in evidenza alcune considerazioni che oggi appaiono scontate, ma che ieri non venivano neanche ipotizzate anche perchè a dire il vero taluni avvenimenti politici non si erano ancora verificati (elezioni in Germania, consolidamento asse franco-tedesco) nè d'altra parte la Chiesa Cattolica si era determinata a prendere una posizione intransigente contro la guerra... fatto che ha influito ed influirà sull'atteggiamento di molti paesi cattolici e che potrebbe raggiungere il risultato di disarmare Saddam senza colpo ferire. La guerra non la vuole nessuno, anche se, poi, parlando di pericoli connessi, come il terrorismo, si arriva alla conclusione che, per garantire la pace, devi fare la guerra. Però va detto che era importante che accadesse quel che è accaduto. Non ci riferiamo al ripudio generalizzato contro la guerra che è un fatto scontato, ma agli eventi che hanno portato alla ribalta i problemi veri che sta vivendo il mondo, finora celati sotto le cortine di garanzia della Nato e dell'Onu, ma che ora riappaiono confermando che certe contrapposizioni non sono mai cessate e si riaffacciano, secondo le circostanze, con minore o maggiore evidenza. Le conseguenze ed i pericoli di un conflitto con l'Iraq hanno imposto di rivedere le proprie posizioni, di esaminare quelle degli altri, di soppesare la reale consistenza degli avversari... i rischi e i pericoli effettivi dell'astensione o della partecipazione ad una guerra: considerazioni che sembrano fare, arrivando a valutazioni diverse, sia Francia e Germania che Usa e Gb. La partecipazione ad un conflitto non vuol dire soltanto mandare soldati al fronte, ma acquisire il diritto a partecipare, a dire la propria, nella convinzione che il problema del mondo non sia soltanto la ricerca della Solidarietà e della Giustizia, la lotta alla Povertà ed alla Disuguaglianza (queste possono essere le nostre aspirazioni!!!) Per chi governa il Mondo il problema è mantenere l'equilibrio nelle contrapposizioni, trovando o inventando se necessario, succedanei, quando certe differenze, come quelle tecnologiche, sono tanto evidenti ed incolmabili. Cosi è arrivato il momento di parlare chiaro di affrontare i problemi per quel che sono, di rivedere il funzionamento ed i ruoli delle Nazioni Unite, e della Nato, di ricalcolare il costo delle alleanze e dei bisogni del mondo... e non solo quelli energetici. Perciò se scoppiasse la Pace, come ci siamo sempre augurati, dovremo cominciare a pensare alle guerre da condurre per mantenerla, guerre che non saranno poche, come abbiamo visto... e che forse cambieranno i destinatari... visto che a subirle stavolta non sarebbero i paesi piu poveri. (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)
__________________
* CGIE Venezuela


Vai a: