* INFORM *

INFORM - N. 30 - 13 febbraio 2003

Intervista al Dott. Fernando Pallini, Console d’Italia in Freiburg/Br.

A cura di Vito d’Adamo

FRIBURGO/BRISGOVIA - Anticipiamo la seguente intervista, a cura di Vito D’Adamo del bimestrale "La Nuova Linea" che dal n° 1/2003 sarà presentato in formato rivista.

Signor Console, Lei, a prima nomina, è da qualche mese insediato a Freiburg: come ha vissuto l’impatto con una realtà, in Germania, tanto diversa dal mondo italiano e "romano", a contatto di una comunità nostrana, così numerosa nella circoscrizione di Sua competenza?

L´impatto è stato senz’altro impegnativo ma positivo. La presenza in una circoscrizione consolare di una collettività numerosa (quasi 50.000 connazionali) si traduce, infatti, in un’inevitabile pressione sugli uffici del Consolato ed in una proporzionale crescita delle responsabilità del suo titolare. A rendere più agevole il mio inserimento ha però contribuito da un lato, la presenza di personale preparato ed una soddisfacente organizzazione del carico di lavoro; dall'altro il buon grado di collaborazione che contraddistingue i rapporti con le varie realtà in cui si è organizzata la collettività italiana nel Südbaden.

Quali sono stati i primi adempimenti del Suo Ufficio e quale la rispondenza: vuol tentare un consuntivo di questo primo periodo?

Preferisco parlare ancora d’impressioni, perché i bilanci é opportuno farli con i risultati alla mano; ed alla vigilia d’importanti scadenze quale la preparazione al voto per corrispondenza ed il rinnovo del COMITES, mi sembrerebbe poco realistico. L´impressione che ho è che il Consolato sia ben rodato per il lavoro d’ordinaria amministrazione, nonostante il non trascurabile "carico" che questo porta con sé; mentre la prospettiva é meno rosea allorché si tratta di cimentarsi in nuovi settori od attività. Non penso solo alla difficile sfida del voto, per cui sono state stanziate risorse ad hoc, ma soprattutto a campi tradizionalmente meno coinvolti dall’azione consolare, come il sostegno alla penetrazione commerciale italiana, verso cui ora si manifesta un rinnovato interesse. Mi sono preoccupato personalmente di dare nuovo impulso a questo tipo di attività, contando anche sull’aiuto di validi collaboratori che si sono offerti volontariamente, pur affiancando questo impegno a compiti non certo poco gravosi. Siamo ancora in una fase preparatoria ma non si tratterà, anche per le ridotte risorse finanziarie di cui si dispone a riguardo, di un compito facile. Mi preme però sottolineare che in un altro settore, quello culturale, si sono raggiunti alcuni significativi risultati. Anche in questo campo si è costretti ad operare con risorse umane e finanziarie minime. Ma il grande interesse che circonda la cultura italiana in Germania, permette al Consolato di agire in risposta a lodevoli iniziative organizzate nella circoscrizione ed ad impegnarsi per valorizzarle al massimo. E’ questo il caso della mostra apertasi lo scorso 31 gennaio ad Engen, dedicata alla pittura veneziana da Tintoretto a Canova. E’ un´occasione unica per ammirare opere di veri maestri, alcune delle quali mai esposte al pubblico. Credo che il lavoro fatto per sostenere questa lodevole iniziativa sia stato all’altezza del suo valore artistico. Un esempio incoraggiante, che intendo ripetere nell’esposizione d’opere del Fontana organizzata per il prossimo autunno dalla città di Villingen.

Tra le realtà organizzate della circoscrizione, Lei ha trovato il COMITES, unico organismo eletto democraticamente dai connazionali e che ha intrattenuto sempre ottimi rapporti con i titolari dell’Ufficio che lei attualmente occupa, e che può vantare, quanto ad incisività, uno dei primi posti tra gli organismi confratelli. Ha trovato, inoltre, enti di collaudata efficienza e competenza in materia di coordinamento e formazione scolastica degli scolari italiani; e comitati, preposti all’assistenza di connazionali particolarmente bisognosi, che procedono a stretto contatto con l’Ufficio LAS del Consolato. Si è trovato, infine, di fronte ad un associazionismo, forse invecchiato, ma tuttora funzionante; e ad un’estesa rete d’organizzazioni politico-sociali e di patronato. Quale sarà la posizione che vorrà assumere nei riguardi delle summenzionate organizzazioni, che con la loro presenza testimoniano risultati, ottenuti mediante lavoro e partecipazione trentennali?

E’ chiaro che é nell’interesse stesso del buon andamento dell’Ufficio mantenere, nel rispetto delle proprie sfere di competenza, un clima di fattiva collaborazione. Come lei accennava i rapporti reciproci sono tradizionalmente buoni. Non mancano però difficoltà di funzionamento del "sistema", che inevitabilmente si traducono in una fonte di tensione: penso ad esempio alla tempistica dei contributi ministeriali. É interesse comune che tali difficoltà siano risolte e non mancano indicazioni di una reale volontà di migliorare questo stato di cose, anche grazie all’impegno del Ministro degli Italiani nel Mondo a riguardo. Un primo segno tangibile di tale cambiamento di rotta, si trova nella nuova disciplina degli enti assistenziali, approvata lo scorso gennaio. Si è ovviato alle principali disfunzioni del precedente meccanismo e sono certo che ulteriori progressi saranno fatti anche in altri campi, caratterizzati da problematiche affini. In particolare la nuova normativa in tema di redazione dei bilanci, soddisfa una comune aspirazione del Consolato e degli enti stessi verso una maggiore semplicità, ma anche una migliore trasparenza delle reali situazioni in cui essi operano. Tutto ciò contribuirà a migliorare la sinergia Tra COMITES, enti e Consolati, rafforzando la capacità di tutti di operare nell’interesse della collettività. È importante ribadirlo in un momento in cui ci s’interroga sul futuro degli organismi rappresentativi dei connazionali all’estero. Io credo che l´esperienza maturata da COMITES e CGIE, vada valorizzata al meglio: é un sistema perfettibile, ma sarebbe un grave errore cancellarlo.

Siamo ora alla fase organizzativa per l’attuazione della legge sul voto all’estero, sul voto per corrispondenza. Questo significa, innanzi tutto, il costante aggiornamento dell’anagrafe consolare in correlazione con le anagrafi comunali degli Italiani all’estero. Come procedono i lavori, quali i primi risultati del "censimento" circoscrizionale, avviato per tempo, in vista delle prossime date elettorali?

Si tratta di una sfida impegnativa. La prima scadenza prevista é quella referendaria del prossimo maggio, con margini di tempo molto ristretti per completare la fase preparatoria. Al termine della prima campagna informativa e d’aggiornamento anagrafico i dati sono questi: dei 34.979 moduli inviati ne sono tornati circa 13.000, con la conferma dell’indirizzo originario o con l´indicazione del nuovo. Tenuto conto del fatto che abbiamo previsto un nuovo invio di richieste d’aggiornamento per coloro che non hanno risposto la prima volta, credo che il dato finale sarà positivo. Nonostante le campagne informative, infatti, diversi connazionali sono rimasti sostanzialmente all’oscuro dell'intero esercizio, perché estranei ai tradizionali circuiti informativi. L´interesse suscitato dall’invio dei moduli anagrafici ha però spinto molto a rivolgersi ai patronati, ai corrispondenti consolari, e ringrazio entrambe per l´aiuto prezioso; oppure a semplici conoscenti meglio informati. Ciò dovrebbe garantire un miglioramento della percentuale di riscontri avuti in prima battuta con la nuova operazione di sollecito ed un dato finale che confermi la volontà dei connazionali di partecipare attivamente alla vita politica del Paese.

La nuova legge, in vigore dal 4 febbraio 2003, prolunga la durata dei passaporti a dieci anni. Questa è una delle realizzazioni per ottenere le quali, COMITES, CGIE e gli stessi Uffici consolari si sono battuti per lunghi anni. Vuol esporre il presente stadio di semplificazione delle pratiche burocratiche, a cominciare dall’autocertificazione, e di razionalizzazione dei vari servizi consolari, illustrando agli utenti il "tormentone" dei telefoni interni?

Cominciamo dalla questione più delicata, quella della raggiungibilità telefonica del Consolato. Il sistema attualmente in uso era stato adottato per il bisogno di rimpiazzare il soppresso posto di centralinista del Consolato, senza paralizzarne il funzionamento. La scelta fatta ha mantenuto tale aspettativa, come ha confermato un’indagine condotta insieme al COMITES sulla "produttività" degli uffici. Il lato negativo é però quello dell’eccessiva lunghezza del messaggio registrato e dell’effettiva difficoltà di contattare l´interno desiderato. Proprio lo scorso lunedì abbiamo provveduto a contattare la ditta competente, per studiare una soluzione che alleggerisca il messaggio e faciliti la raggiungibilità degli uffici. È questa del resto una priorità che ha ribadito lo stesso On. Ministro ed un preciso dovere verso la collettività. Garantisco che in tempi brevi tali inconvenienti verranno risolti. Circa la recente entrata in vigore della legge che porta a 10 anni la durata del passaporto, costituisce senza dubbio una delle tappe più significative del processo di snellimento amministrativo avviato con le norme in materia di autocertificazione. È importante sottolineare che tale processo si attua con una riduzione degli adempimenti burocratici richiesti all’utente, ma non può prescindere da una simmetrica crescita delle responsabilità di questo nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Uno dei problemi più sentiti dalla comunità riguarda il grado di scolarizzazione, con gli alti e bassi di successo-insucesso degli alunni italiani nella scuola tedesca, nei corsi di lingua e cultura italiane, nei cosiddetti corsi di sostegno e nelle classi bilingui. Qual è il suo parere sulla questione, può farcene il punto?

E’ sicuramente un problema articolato, in cui secondo me é importante ribadire la complementarietà tra l´apprendimento dell'italiano ed il successo nel sistema scolastico tedesco. E’, infatti, scientificamente provato che nei primi anni di apprendimento scolastico le capacità di apprendimento dei bambini crescono in misura esponenziale con l´arricchimento del loro bagaglio linguistico. Sono particolarmente fiero del fatto che proprio nella mia circoscrizione consolare si trovano due scuole bilingui italo-tedesche, quella di Murg e quella di Waldkirch-Kollnau, che applicano questi principi con ottimi risultati. Rimangono sicuramente molti problemi sul campo. In particolare la percentuale degli studenti italiani che accede al Ginnasio è ancora troppo ridotta, anche se non sono mancati segnali di un miglioramento. È comunque un settore in cui dovrò cimentarmi con sempre maggiore frequenza, anche perché dal prossimo luglio l´ufficio scuola rimarrà privo del dirigente scolastico.

Le "espulsioni facili": altro problema di grave momento, che Lei si è trovato ad affrontare non appena posto piede nella sede di Sua pertinenza. Vi sono trattative in corso tra le parti per accedere ad una normativa o bisogna intervenire ogni volta si presenti un caso?

Il problema viene in realtà trattato a vari livelli. La questione é affrontata innanzi tutto a livello comunitario, dove è auspicabile che trovi una soluzione definitiva nel pi breve tempo possibile. Rimane però fondamentale l´azione che ogni Consolato può svolgere nei singoli casi, perché troppo spesso il provvedimento di espulsione é assolutamente arbitrario e con una buona assistenza legale vi è la certezza di annullarlo in sede giurisdizionale. Proprio lo scorso giovedì mi sono recato al Regierungspräsidium di Friburgo per fare il punto sui procedimenti di espulsione in corso e per sensibilizzare nuovamente le autorità locali sulla connessa problematica dei permessi di soggiorno. Abbiamo, infatti, ricevuto diverse conferme di un’inspiegabile difformità di documentazione richiesta dai diversi uffici amministrativi competenti. Vi è inoltre la tendenza documentata a non rilasciare permessi di soggiorno illimitati anche in quei casi in cui il richiedente vi avrebbe pienamente titolo. Sono episodi circoscritti certo, ma é importante che il Consolato vigili perché non si ripetano. Il grado di collaborazione raggiunto con il Regierungspräsidium é comunque buono e non mancherà di dare risultati positivi in questo delicato settore.

Il conseguimento della cittadinanza tedesca senza perdita dell’italiana e la partecipazione attiva e passiva dei connazionali alle elezioni comunali e provinciali in terra di Germania, sono conquiste "europee", faticosamente conseguite in anni di pressioni e di dibattiti. Il riconoscimento, tuttavia, della doppia cittadinanza è ostacolato, seppure in diversa misura, dalla Baviera e dal Baden Württemberg. Qual è il suo pensiero in proposito e cosa bisognerebbe attendersi e da chi per il superamento degli ostacoli, frapposti ad una legge federale dai suddetti Länder?

Si tratta di un’inspiegabile deroga ad un trattato che vincola l´intero stato tedesco, ma proprio per questo é lecito aspettarsi un’adeguata definizione del problema in sede giurisdizionale, dove si é in attesa di una sentenza che deciderà l´esito della questione. E’ del resto questa la risposta ufficiale data da Stoccarda. Ciò non significa però che non sia opportuno già adesso fare pressione sulle autorità locali per sbloccare la vicenda; e negli incontri che ho avuto con la collettività in occasione delle varie celebrazioni natalizie ho tenuto a sottolinearlo.

Quali gli interventi per una politica che consenta l’avvicinamento dei connazionali alle istituzioni nazionali ed europee; l’estensione dell’italiano, considerato lingua di cultura, al campo mercantile, per una sempre maggiore diffusione del Made in Italy; l’apertura dei cosiddetti "Uffici Italia"; la soluzione del problema dell’informazione, in gran parte legato alla scarsa propensione dei connazionali alla lettura?

E’ un problema connesso alla capacità dei Consolati di porsi quali attori credibili nel campo culturale ed in quello del sostegno alle imprese. Ho già accennato alle difficoltà incontrate ma anche alle prospettive di successo in questo campo. Posso aggiungere che, con la collaborazione della Dante Alighieri, stiamo cercando di catalizzare tutti gli operatori più qualificati che si interessano dell’Italia, come realtà culturale ed economica di primo piano, per dare vita ad un Italienzentrum. È una sfida impegnativa, ma che vale la pena di affrontare.

Le auguriamo, Signor Console, con un "buon lavoro", il migliore dei successi nel primo incarico ufficiale e nel proseguimento della Sua carriera di diplomatico. (Vito D’Adamo-La Nuova Linea/Inform)


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