* INFORM *

INFORM - N. 30 - 13 febbraio 2003

Il regolamento di attuazione della legge sull’esercizio del diritto di voto degli italiani all’estero all’esame delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato

Tremaglia: "ultimo atto normativo di una riforma lungamente attesa"

ROMA - Le Commissioni Affari _Costituzionali di Camera e Senato hanno iniziato nelle sedute del 13 febbraio, in contemporanea, l'esame dello schema del regolamento di attuazione della legge sull’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero. Per il Governo, alla Camera, è intervenuto il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia.

Il testo del regolamento - ha spiegato Tremaglia - è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 2 agosto 2002. È frutto di un gruppo di lavoro composto dagli uffici legislativi del Ministero per gli Italiani nel mondo, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dell'Interno e del Ministero della Giustizia; altri Ministeri - Riforme istituzionali, Innovazione tecnologica, Affari regionali, Economia, Comunicazioni, Funzione pubblica - hanno espresso il proprio "concerto". Come si è verificato in occasione dell'approvazione della legge sull'esercizio del diritto di voto per corrispondenza, anche sul testo del regolamento si è realizzata un'ampia convergenza tra le amministrazioni interessate.

Dopo la prima approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il testo del regolamento è stato inviato, per il parere, al Garante per la protezione dei dati personali (che ha espresso parere favorevole con osservazioni il 17 settembre 2002); alla Conferenza Unificata (che ha espresso parere favorevole il 24 ottobre 2002); al Consiglio di Stato (che ha espresso parere favorevole con osservazioni nell'adunanza del 20 dicembre 2002). Di tutte le osservazioni formulate sullo schema di regolamento verrà tenuto debito conto, come pure di quelle che le Commissioni parlamentari competenti riterranno a loro volta di formulare.

Il regolamento - ha ricordato Tremaglia - costituisce l'ultimo atto normativo di una riforma attesa da molti anni, che viene a soddisfare la legittima aspirazione di tanti nostri connazionali che vivono lontano dal suolo patrio. La legge 27 dicembre 2001, n. 459, disciplina infatti l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero in attuazione dell'articolo 48, comma 3, della Costituzione, nel testo modificato dalla legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1. L'articolo 26 della legge n. 459 stabilisce che con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) della legge n. 400 del 1988, sono disciplinate le modalità della propria attuazione. Il regolamento disciplina nel dettaglio numerose materie: tra le altre, la formazione dell'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero, finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali; l'istituzione di un Comitato anagrafico-elettorale; le intese con gli Stati; le forme di una collaborazione per lo svolgimento della campagna elettorale.

Assumono particolare delicatezza, secondo il Ministro, da una parte il conseguimento delle intese in forma semplificata con i Governi degli Stati ove risiedono cittadini italiani, per garantire che l'esercizio del voto per corrispondenza si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza; dall’altra l’esigenza che nessun pregiudizio possa derivare per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori e degli altri cittadini italiani in conseguenza della loro partecipazione alle attività previste dalla legge.

Nell'apporto che le rappresentanze diplomatico-consolari debbono recare all'esercizio del voto degli Italiani all'estero, fondamentale importanza ha l'informazione dell'elettore, che non a caso la legge prevede debba avvenire periodicamente, utilizzando tutti gli idonei strumenti di informazione, sia in lingua italiana sia nella lingua degli Stati di residenza. Questa informazione assume un rilievo tutto particolare nel corso della campagna elettorale, allorché le rappresentanze diplomatiche e consolari debbono adottare iniziative atte a promuovere la più ampia comunicazione politica sui mezzi di informazione rivolti alle comunità italiane all'estero, ovviamente nel rispetto delle norme vigenti nel territorio italiano sulla parità di accesso e di trattamento e sull'imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici. Proprio per fare fronte ai nuovi compiti attribuiti dalla legge sull'esercizio del diritto di voto da parte degli Italiani all'estero, il problema del rafforzamento della rete consolare è stato posto sia nel predisporre il documento di programmazione economico-finanziaria come nel corso dell'approvazione della legge finanziaria.

La legge demanda al Governo la realizzazione dell'elenco unico nazionale dei cittadini italiani residenti all'estero - finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali nell'ambito della circoscrizione Estero - mediante 1'unificazione dei dati delle due anagrafi esistenti: l'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), costituita presso i comuni e disciplinata dalla legge 27 ottobre 1988, n. 470 e successive modificazioni, e gli schedari consolari, istituiti con decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200. E’ evidente che l'elenco aggiornato costituisce la chiave di volta dell'architettura voluta dal legislatore per la nuova procedura elettorale e che la sua realizzazione deve richiedere l'ausilio dell'alta tecnologia. La prospettiva, pertanto, è quella di un sistema in rete che consenta lo scambio "on line" di informazioni anagrafiche ed elettorali tra Uffici consolari, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell'Interno e Comuni, cioè tra tutti i soggetti che intervengono nella procedura.

Infine, il Ministro ha sottolineato che il provvedimento non comporta oneri in quanto si tratta di un regolamento di attuazione di una legge che ha una propria copertura finanziaria ed una propria relazione tecnica. La legge 27 dicembre 2001, n. 459, da cui discende il regolamento, è infatti già dotata di relazione tecnica e prevede la propria copertura all'articolo 24. Si tratta di spese obbligatorie, come è stato precisato dal rappresentante del Governo di fronte alla Commissione Bilancio della Camera nel corso dell'approvazione della legge, a seguito dell'acquisizione di elementi informativi da parte della Ragioneria generale dello Stato. (Inform)


Vai a: