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INFORM - N. 28 - 11 febbraio 2003

Fedora Di Marco (CGIE/Comites Maracaibo ) sulla situazione del Venezuela: "non siamo golpisti, lamentiamo l’incomprensione dell’Italia"

MARACAIBO - Sarebbe stato più che importante, urgente, sottoporre nuovamente all'attenzione dell’Assemblea Plenaria del CGIE la drammaticità politica ed economica del Venezuela ma, come si sa, il Comitato di Presidenza ha ritenuto non doverla riunire "per la sostanziale mancanza di novità sul versante degli iter legislativi". La situazione politica venezolana sta precipitando. Oggi si approverà la legge contro la libertà di stampa. Seguirà quella della riforma del potere giudiziario, non ancora sotto controllo e delle forze armate. Il Potere legislativo è nelle mani di Chavez come pure la Guardia Nazionale e la Polizia politica. A reti unificate ha chiesto con forza, a tutte le Istituzioni che dovrebbero garantire la tenuta dello Stato democratico, il carcere per i sindacalisti, per i rappresentanti della compagnia petrolifera rei di aver scioperato, di Fedecamera , di quanti hanno delega alla rappresentanza della disobbedienza civile e di tutti i "golpisti". Siamo ad una nuova edizione degli stadi del golpe di Pinochet? Il mercato valutario è ancora chiuso e, alla sua riapertura, la consegna è "non un dollaro ai golpisti" , l'80% della popolazione che chiede solo libere elezioni a chi fu autore del golpe il 4 febbraio 1994.

Nei Consolati la situazione è critica. L'affluenza dei connazionali è massiva e i loro organici dovrebbero essere potenziati perché possano dare una risposta in tempo utile a chi vuole sfuggire ad una eventuale catastrofe. I giovani vogliono andare via e il governo e le regioni debbono mobilitarsi per loro. Da molti mesi ci sforziamo per far comprendere la drammaticità della situazione venezolana. Da mesi stiamo vaticinando l'irreparabile. Da mesi chiediamo la revoca della inesportabilità della pensione sociale venezolana per gli anziani di ritorno. Da mesi abbiamo chiesto l'istituzione di un tavolo di lavoro per affrontare la questione venezolana. L'ultima volta, in ordine di tempo, alla delegazione dei parlamentari italiani, guidata da Gustavo Selva, il 18 di ottobre del 2002 unitamente alla reiterata richiesta del contributo di solidarietà o assegno sociale che dir si voglia. E per favore, non date credito a quel rappresentante eletto, che, nella stessa sede disse essere questo, per il Venezuela, un "problema marginale e che riguarda l'Argentina". Gli italiani del Venezuela lamentano l’insensibilità e l'incomprensione dell'Italia, la sua assenza dal novero di chi ci guarda con partecipe preoccupazione: OEA, Centro Carter, Amnesty International, Gruppo dei Paesi Interamericani, ONU. (Fedora Di Marco, Presidente del Comites di Maracaibo, Consigliere del CGIE)

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