* INFORM *

INFORM - N. 28 - 11 febbraio 2003

Incontro del Comitato parlamentare per gli Italiani all'estero con il Comitato di Presidenza del CGIE

Giovanni Bianchi: il dilemma da sciogliere è ancora la riforma dei Comites

ROMA - Si è svolto a Montecitorio martedì 11 febbraio, presso la Commissione Esteri della Camera, un incontro informale tra il Comitato di Presidenza del CGIE e il Comitato permanente per gli Italiani all'estero. Presidente del Comitato parlamentare è l'on. Giovanni Bianchi, al quale ci siamo rivolti per un commento sullo "stato di avanzamento" dei provvedimenti legislativi che interessano gli italiani all’estero.

Come primo argomento - ha spiegato l’on. Bianchi - abbiamo affrontato la riforma dei Comites. Attualmente è all'opera una commissione, formata da esperti del Ministero per gli Italiani nel mondo e del Ministero degli Esteri, che ha assunto come testo base la proposta elaborata dal CGIE e sta cercando di armonizzarla con il disegno di legge presentato dal MAE. A questo punto però il tempo utile per l'approvazione definitiva del testo, dopo la proroga di un anno che ha fissato per il giugno 2003 il termine ultimo per il rinnovo dei Comites, appare assai ridotto e sicuramente non potrà superare i tre mesi. Sulla base di questi fatti oggettivi - ha continuato Giovanni Bianchi elencando le possibili opzioni per l'attuazione della riforma - si è aperto un dilemma che ho posto ai membri del CGIE. La migliore delle ipotesi, per cui appare indispensabile un alacre lavoro dei parlamentari, sarebbe quella di far coincidere il voto di giugno con il varo della nuova legge. L’alternativa è l'utilizzo della vecchia norma ancora in vigore, ma in questo caso vi è il concreto rischio di disamorare gli elettori, o il rinvio della votazione al prossimo autunno.

Se la prima ipotesi non dovesse verificarsi allora qualcuno, visto che il gruppo di lavoro non ci ha ancora "consegnato le carte", dovrà sciogliere questo dilemma. In ogni caso - ha ribadito il presidente del Comitato parlamentare dopo aver ricordato che su alcuni punti fondamentali (come ad esempio i criteri con cui verranno redatti gli elenchi elettorali) la commissione ha già portato a termine il suo lavoro - noi abbiamo sentito il dovere di comunicare al rappresentanti del CGIE la nostra disponibilità a lavorare senza sosta per l'approvazione della riforma. Più di questo non potevamo fare.

Per quanto riguarda invece la riforma del CGIE, va tenuto in considerazione che da parte del Governo non è stato ancora presentato in Parlamento il relativo disegno di legge. Ritengo che la nuova normativa - ha evidenziato Bianchi passando ad elencare i punti qualificanti della riforma - debba essere imperniata sul rafforzamento dell'autonomia e della stessa struttura del Consiglio Generale. Ad esempio al Segretario Generale dovrà essere data la possibilità di avere un'aspettativa e di risiedere a Roma per l'espletamento dei propri compiti. Un altro punto è relativo alla natura stessa del CGIE. Noi dobbiamo sforzarci di guardare a questo organo di rappresentanza in un contesto futuro dove i 18 parlamentari (12 deputati e 6 senatori) eletti nella circoscrizione Estero dovranno operare, non in competizione, ma in piena sinergia con il CGIE ed i Comites. I neo eletti rappresentanti dei nostri connazionali all'estero per coprire circoscrizioni così vaste, per avere continuità di rapporti con la loro base elettorale e per far sentire la voce degli italiani nel mondo in Parlamento, dovranno infatti avere il supporto del CGIE, anche se questo organismo rappresentativo potrà forse assumere una fisionomia diversa dall’attuale ed analoga a quella del CNEL.

In ogni caso bisognerà sempre tenere conto - ha proseguito il Presidente del Comitato permanente ricordando la dura battaglia parlamentare per l’adeguamento al minimo delle pensioni dei nostri connazionali nel mondo - che a tutt'oggi, dopo l'approvazione della riforma costituzionale per il pieno esercizio del voto, agli italiani all'estero devono essere riconosciuti, ovviamente in maniera progressiva, i medesimi diritti degli italiani in Patria. Per quanto concerne il lavoro quotidiano del Consiglio Generale degli Italiani all’estero - ha concluso l’on. Bianchi dopo aver ricordato i risultati positivi della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome-CGIE - abbiamo parlato sia del Convegno dei Giovani, un importante incontro in via di preparazione, sia della riforma della legge 153 per la promozione della lingua e della cultura italiana all'estero. Una normativa che nella fase applicativa dovrà tener conto delle profonde differenze presenti nei vari Paesi d'accoglienza. (Lorenzo Zita-Inform)


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