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INFORM - N. 27 - 10 febbraio 2003

Tremaglia alle cerimonie in memoria dell’esodo di Giuliani e Dalmati

"Non dimentichiamo la storia e i massacri delle foibe, oggi compiamo un atto di devozione, presto un grande convegno mondiale con tutti gli esuli"

ROMA - Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha preso parte, lunedì 10 febbraio, alle manifestazioni organizzate dalle Associazioni degli esuli in memoria dell’esodo degli italiani dell’Istria e della Dalmazia. In mattinata, con i Presidenti della Provincia di Roma Silvano Moffa e della Regione Lazio Francesco Storace, ha presenziato alla deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria mentre nel pomeriggio, insieme al Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini, ha preso parte alla cerimonia che si è svolta in piazza dei Giuliani e Dalmati, davanti al Monumento dell’Esodo. "Il 10 febbraio - ha detto Tremaglia -, in cui si ricorda la firma del Trattato di Pace del 1947, deve diventare, come chiesto da più parti, una Giornata della Memoria e della Testimonianza, per non dimenticare quanto è accaduto. Oggi, qui, compiamo un atto di doveroso omaggio e di profonda devozione verso tutti i caduti e tutti gli esuli che, per la vendetta comunista delle bande di Tito, hanno pagato la loro unica colpa: essere italiani".

Il Ministro si è anche soffermato sulla necessità che le nuove generazioni possano conoscere davvero le dolorose vicende degli esuli: "Basta con i silenzi. Basta con gli ostracismi. Noi abbiamo una grande responsabilità: tenere viva la memoria. A cominciare dalla memoria degli orrori delle foibe, mai ufficialmente riconosciuti. Per questo il Ministero degli Italiani nel mondo si farà promotore di un grande convegno mondiale che riunisca gli esuli di Fiume, dell’Istria e della Dalmazia. Sarà una preziosa occasione per ricordare e per discutere dei problemi ancora aperti". A cominciare da quello della restituzione dei beni: "Noi ci battiamo e ci batteremo - ha concluso Tremaglia - perché gli esuli possano tornare e riavere le loro case: i loro diritti devono essere riconosciuti". (Inform)


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