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INFORM - N. 27 - 10 febbraio 2003

Siglato alla Farnesina il Trattato di Amicizia Buon Vicinato e Cooperazione tra l'Italia e la Tunisia

Frattini: "siamo entrambi convinti che la questione migratoria debba essere affrontata sul piano europeo"

ROMA - Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ed il collega tunisino Habib Ben Yahia hanno siglato alla Farnesina un Trattato di Amicizia, Buon Vicinato e Cooperazione ". Un'intesa di ampio respiro che prevede il rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi, oltre che nei settori politico, economico, militare, finanziario, culturale e migratorio, nel campo della cooperazione allo sviluppo. Durante l'incontro è stata inoltre firmata, al fine di rafforzare la collaborazione tra i pescatori dei due Paesi nelle acque del Canale di Sicilia, la Dichiarazione congiunta sull'instaurazione di misure di fiducia nel settore marittimo. Dal Trattato di Amicizia, che prevede tra l’altro una intensificazione della prevenzione contro il terrorismo, il narcotraffico, il crimine organizzato e l'immigrazione clandestina, viene definito un ricco calendario di incontri che prevede una riunione ad alto livello tra Capi di governo, un incontro a cadenza semestrale tra i Ministri degli Affari Esteri ed una fitta serie di riunioni tra Sottosegretari di Stato ed alti dirigenti delle due parti.

"La visita del Ministro Habib Ben Yahia - ha spiegato Frattini - ha permesso di confermare le eccellenti relazioni tra la Tunisia e l'Italia sia nell'ambito della cooperazione e degli scambi commerciali, sia per quanto riguarda il comune sforzo dei due Paesi nella gestione dei flussi migratori. Ho accolto con grande soddisfazione la conferma che la Tunisia si impegnerà a combattere l'immigrazione clandestina e a lavorare per l'integrazione degli immigrati che vogliono lecitamente e regolarmente vivere nel nostro Paese. Siamo entrambi convinti - ha proseguito il Ministro dopo aver comunicato che le quote dei flussi migratori dalla Tunisia per l'Italia saranno confermate fino al 31 marzo di quest'anno - che la politica migratoria debba essere affrontata dall'Europa, non come una questione che attiene ai singoli Paesi, ma in maniera unitaria.

Frattini ha poi sottolineato l'impegno dell'Italia e della Tunisia per la creazione di un'area di libero scambio nel Mediterraneo. Un'apertura dei mercati, prevista per il 2010, che per la Tunisia potrebbe essere anticipata al 2008. Il Ministro, dopo aver ricordato che la Tunisia e gli altri Paesi arabi moderati continueranno ad esercitare forti pressioni sull'Iraq affinché si arrivi ad un pacifico disarmo di Saddam Hussein, ha sottolineato come a tutt'oggi nessuno abbia ancora preso visione del piano elaborato dalla Francia e dalla Germania. "L'Italia - ha infatti precisato Frattini rispondendo alle domande dei giornalisti sulle diverse valutazioni del conflitto nell'ambito dell'Unione Europea - spera che possa comunque nascere, in vista di una soluzione pacifica, una comune posizione europea. A tale scopo in questi giorni ci siamo attivati, in stretta intesa con la Presidenza greca, per favorire la convocazione, entro pochi giorni, di un vertice straordinario dei Capi di Governo e dei Ministri degli Esteri dei 15 Paesi dell'Unione Europea. Aspettiamo dunque di vedere cosa accadrà in quei giorni quando ci riuniremo secondo le modalità che la Presidenza greca sta definendo".

"L'Italia e la Tunisia - ha invece il Ministro degli Esteri tunisino dopo aver sottolineato che il Trattato consentirà la realizzazione di un Mediterraneo più prospero e sicuro - sono stati gli autori, sotto l'egida di un partenariato strategico, di una rivoluzione tranquilla e silenziosa. Due Paesi, i nostri, che vogliono ricostruire la gloria del Mediterraneo basata non sulla guerra ma sulla pace e la cooperazione". Habib Ben Yahia ha poi annunciato la creazione di società miste che consentiranno di superare le annose controversie tra pescatori italiani e tunisini.

Per quanto concerne invece il problema dell'immigrazione clandestina, dal Ministro tunisino, rilevata la necessità di un sforzo comune, è stato sottolineato che questo fenomeno sarà affrontato sia attraverso un inasprimento delle pene per i "mercanti di uomini", sia con nuovi e più moderni mezzi navali atti ad intercettare i battelli con i clandestini prima del loro arrivo in alto mare. Per rendere ancora più efficace il pattugliamento in acque internazionali è stato inoltre siglato un accordo tra le autorità tunisine ed il Ministero della Difesa italiano che consentirà di armonizzare il lavoro di prevenzione svolto dalle Marine militari dei due Paesi. "La Tunisia - ha poi ricordato Ben Yahia affrontando il problema del terrorismo - è stato il primo Paese, attraverso la voce del suo Presidente, ad attirare l'attenzione internazionale sul fenomeno del terrorismo e sulla minaccia che esso rappresenta per il mondo occidentale. Per definire un comune codice di condotta e per coordinare l'azione dei servizi segreti, dal nostro Presidente è stata inoltre chiesta la convocazione di un’apposita conferenza internazionale".

Sul tema della cooperazione decentrata Habib Ben Yahia, dopo aver sottolineato che il numero delle piccole e medie imprese italiane operanti in Tunisia (circa 530) aumenterà rapidamente nei prossimi anni, ha auspicato un'intensificazione dei rapporti con tutte le Regioni italiane che vorranno lavorare nel suo Paese. In ogni caso l'Italia, per investimenti e flussi turistici – i visitatori italiani sono annualmente circa 400.000 - è già oggi uno dei principali referenti economici della Tunisia. "Spero - ha concluso il Ministro dopo aver ribadito che la Tunisia si impegnerà fino all'ultimo per la ricerca di una soluzione pacifica che eviti il conflitto con l'Iraq - di poter annunciare per la fine dell'anno la convocazione di un vertice a Tunisi, tra cinque Paesi arabi e cinque europei, sulle problematiche dell'area mediterranea". (Lorenzo Zita-Inform)


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