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INFORM - N. 26 - 7 febbraio 2003

Martini: "dalla Convenzione europea segnali positivi per le Regioni"

BRUXELLES - E’ un buon segnale, per il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, quello che proviene dalla seduta della Convenzione europea del 7 febbraio, dedicata alla dimensione regionale e locale dell’Unione europea. "Innanzi tutto - questo il commento di Martini al termine della seduta - perché tutti i membri italiani della Convenzione hanno definito una posizione unitaria a sostegno delle Regioni. E poi perché anche altre delegazioni nazionali si sono presentate a questo appuntamento in modo unitario".

Nel suo intervento Martini ha sottolineato che, per rafforzare la base democratica dell’Unione, non si può fare a meno delle Regioni e delle collettività locali: solo europeizzare le Regioni consentirà di superare l’attuale deficit di democrazia e di avvicinare così l’Europa ai suoi cittadini. Ma la Convenzione, secondo Martini, ha finora faticato a recepire con chiarezza e con coraggio questo messaggio, che proviene dal Parlamento europeo, dalla Commissione, dal Comitato delle Regioni e dalle principali associazioni europee di Regioni e di autorità locali. Eppure questa, secondo Martini, è l’unica strada per rendere la nuova Costituzione europea più democratica e veramente vicina ai cittadini.

Martini ha preso in esame le due questioni che, a suo avviso, hanno finora impedito al dibattito della Convenzione di superare questo ostacolo: il timore che valorizzare le Regioni a livello europeo produca spinte disgregatrici all’interno degli Stati e dell’Unione; il rischio di un appesantimento improponibile per l’Unione nel momento dell’allargamento. Due timori che però Martini giudica ingiustificati, alla luce delle proposte - "tutt’altro che stravolgenti" - che ha presentato alla Convenzione, a nome delle Regioni e delle collettività locali: definire nel Trattato il ruolo delle Regioni, nel rispetto delle architetture istituzionali dei singoli Stati; associarle al processo decisionale, visto che già oggi gestiscono oltre il 70 per cento delle risorse comunitarie; rafforzare l’obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale, vero e proprio caposaldo dell’Unione, che con l’allargamento rischierebbe altrimenti di perdere il senso stesso dello stare assieme; rafforzare il ruolo del Comitato delle Regioni, riconoscendogli il diritto di adire alla Corte di giustizia ogniqualvolta il principio della sussidiarietà non venga rispettato.

"Su questi punti - ha detto Martini - si è registrata una larga convergenza. Si tratta ora di lavorare perché dalle dichiarazioni di principio si passi ai fatti concreti". (Inform)


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