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INFORM - N. 26 - 7 febbraio 2003

Campagna di sensibilizzazione dei Ds in Svizzera sulle procedure e le modalità del voto all’estero

Il modulo per l’opzione del voto in Italia si presterebbe ad errori d’interpretazione

ZURIGO - Con tre assemblee pubbliche, che si sono svolte a Zurigo, Basilea e Gerlafingen, i Democratici di Sinistra in Svizzera hanno avviato una campagna nazionale di sensibilizzazione sulle modalità per espletare il diritto di voto politico all'estero, che proseguirà nel corso dei prossimi mesi in altri centri della Confederazione. Ai tre incontri con la comunità italiana sono intervenuti Marco Pezzoni, deputato dei Ds nella passata legislatura ed oggi consigliere giuridico del Ministero per gli Italiani nel mondo, assieme a Gianni Farina vice segretario generale del CGIE per l’Europa e il Nord Africa.

Le assemblee - è detto in un comunicato dei Ds in Svizzera - hanno visto una partecipazione considerevole di un pubblico attento e interessato. Nel ricordare il travagliato percorso che ha portato il parlamento italiano a legiferare in materia di estensione del diritto di voto per i cittadini italiani all'estero, Pezzoni ha ricordato l'articolata evoluzione dell'affermazione di questo diritto, che ha avuto un'accelerazione sostanziale nel corso della passata legislatura allorché l'allora governo di centro sinistra modificò gli articoli 48, 56 e 57 della costituzione. Oggi che è affermato e riconosciuto nella Costituzione il diritto attivo e passivo di eleggere per corrispondenza, tra tutti gli italiani residenti all'estero, sedici deputati e sei senatori nelle quattro ripartizioni geografiche che costituiscono la circoscrizione estero, si è in attesa del regolamento applicativo della legge, che entrerà in regime già con la consultazione referendaria nella prossima primavera, allorché l'intero corpo elettorale dovrà pronunciarsi sulla modifica dell'articolo 18 da estendere alle imprese con meno di 15 operai oppure nell'eventualità, non tanto remota, che questo governo indica elezioni politiche anticipate. Perciò, al di là delle regole, se da una parte questo governo è chiamato nell'immediato a trovare le risorse necessarie per permettere per la prima volta e per corrispondenza l'esercizio del voto agli italiani all'estero e deve compiere tutte le procedure necessarie per dotare per tempo i vari ministeri coinvolti, le prefetture, i comuni e i consolati degli strumenti necessari per mettere in condizione gli elettori e le elettrici di votare, dall'altra parte anche nei cittadini residenti all'estero dovrebbe accrescere il senso di responsabilità civica personale che comporta un'eventuale cambiamento di mentalità rispetto alle istituzioni ed al rapporto con le rappresentanze consolari, fosse anche la semplice notifica dei cambiamenti di domicilio e dello stato civile. L'urgenza resta comunque la bonifica dell'AIRE e degli schedari consolari per costruire un unico elenco nazionale centralizzato collegato ad una rete telematica mondiale. Condizione questa necessaria per computare gli aventi diritto e le quote di rappresentanza parlamentare da assegnare ad ogni area geografica.

I Democratici di Sinistra in Svizzera hanno avviato questa campagna di sensibilizzazione convinti che spetta ai partiti, alle organizzazioni, ai movimenti e ad ogni soggetto beneficiante di questo diritto difendere e promuovere questa legge, per farla affermare definitivamente, incominciando dal rinvio dei formulari per l'aggiornamento degli schedari anagrafici inviati dai Consolati italiani il mese scorso.

Differente è invece la scelta dell'opzione di voto, che a causa delle modalità come è stata presentata e per insufficiente informazione si presta, purtroppo, ad una duplice interpretazione. Chi in futuro vorrà continuare a votare nel proprio seggio elettorale italiano dovrà restituire al Consolato italiano il modulo di opzione che ha ricevuto assieme ai dati anagrafici, consapevole che le spese di viaggio sono a proprio carico. Questa possibilità può essere revocata fino a dieci giorni prima dell'indizione delle elezioni. Chi diversamente sceglie di votare per un proprio parlamentare residente all'estero, non dovrà rispedire il formulario al Consolato italiano di appartenenza e voterà per corrispondenza. Al momento opportuno riceverà dal Consolato italiano la documentazione elettorale. Queste preoccupazioni, come anche il rilievo di un'insufficiente campagna d'informazione, in particolare nei confronti dei doppi cittadini, sono stati argomento di discussione nel recente incontro che i Democratici di Sinistra hanno avuto con l'Ambasciatore italiano a Berna, Lorenzo Ferrarin. (Inform)


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