* INFORM *

INFORM - N. 25 - 6 febbraio 2003

Adesione dell’Italia al progetto "Global Compact", riunione alla Farnesina. Baccini: "Obiettivo principale la responsabilità sociale delle imprese"

ROMA - «Sviluppare un progetto mirato alla salvaguardia dell’equità e della giustizia sociale, nella quale la globalizzazione dei mercati si sviluppi nel rispetto dei diritti umani».Così il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Mario Baccini ha aperto il 5 febbraio alla Farnesina una riunione, cui hanno partecipato rappresentanti di vari ministeri italiani ( Economia e Finanze, Lavoro e Politiche sociali) e esponenti di Confindustria, Confapi e Confcommercio, finalizzata all’adesione dell’Italia al progetto "Global Compact". L’incontro, organizzato dal Ministero degli Esteri, rappresenta il seguito operativo della riunione dei giorni scorsi a New York tra il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, con il Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan. «L’intenzione - ha proseguito Baccini - è quella di raccogliere l’appello lanciato nel ’99 a Davos da Kofi Annan, che invitava i dirigenti di impresa ad impegnarsi nella realizzazione di un progetto inteso a creare un ambiente di lavoro più giusto, che rendesse più stabile la globalizzazione. Un sistema che mettesse davanti a tutto principi umani universalmente riconosciuti come il rispetto per la persona e per l’ambiente. Oggi possiamo dire - ha spiegato il Sottosegretario - che la sfida lanciata da Kofi Annan è stata raccolta. Obiettivo principale è diventata quella responsabilità sociale delle imprese su cui tanto si era discusso e che sembrava irraggiungibile».

Nel tracciare le linee generali del progetto e la partecipazione del nostro Paese, Baccini ha così concluso: «Nel giro di pochi anni hanno aderito all’iniziativa circa un migliaio di imprese, per lo più multinazionali. La filosofia di base è quella di costruire una cultura della collaborazione tra il mondo delle imprese, quello del lavoro e la società civile in modo tale da trovare soluzioni innovative e solidali alle sfide della globalizzazione. Per fare ciò saranno svolti meeting che daranno vita a network regionali e nazionali. In quest’ottica anche l’Italia è tra i paesi schierati in prima linea per la realizzazione del progetto. Lo testimoniano gli impegni presi dalle varie associazioni oggi qui rappresentate. Lo dimostra il progetto che il Ministero degli Affari Esteri sta portando avanti. Nella consapevolezza che l’ossatura della nostra economia è fatta di piccole e medie imprese, l’adesione italiana al Global Compact si rivolge in particolar modo a questo tipo di imprese che, in molti casi, hanno già aderito. Il nostro obiettivo finale è quello di radicare i principi di questo progetto in modo tale che le stesse imprese nazionali diventino veicoli di trasmissione dei principi ispiratori del Global Compact». (Inform)


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