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INFORM - N. 25 - 6 febbraio 2003

La Svizzera verso un nuovo modello di politica migratoria

BERNA - Nella capitale elvetica sono state presentate le conclusioni del programma di ricerca nazionale "Migrazione e relazioni interculturali" che comprende 28 studi realizzati tra il 1995 e il 2002. I temi affrontati dagli studiosi sono stati molteplici: aspetti storici, giuridici, economici e sociali dell’immigrazione, l’asilo politico e i diritti umani, le conseguenze dei flussi migratori sullo sviluppo delle città e delle imprese e sui salari, le sfide nel settore sanitario e scolastico. Questo ampio sforzo di ricerca sovvenzionato dal Fondo Nazionale Svizzero aveva diversi scopi: monitorare la realtà migratoria, ampliare lo studio di questa realtà in Svizzera e presentare proposte concrete per le scelte politiche e amministrative. I risultati sono stati raccolti anche in una pubblicazione. Gli esperti hanno sottolineato che la Svizzera, come altri paesi europei, si trova nella fase di superamento del vecchio modello di politica migratoria caratterizzato da una certa apertura per l’immigrazione per lavoro, ma dallo scarso impegno per l’integrazione e da leggi restrittive nel campo delle naturalizzazioni.

Il nuovo modello che si sta sviluppando prevede maggiore selettività nella scelta degli immigrati, ma una più accentuata attenzione per il loro inserimento, che prevede anche più facili regole per ottenere la cittadinanza. Queste più recenti tendenze della politica migratoria, che non si sono ancora del tutto affermate in Svizzera, conducono il paese ad assomigliare di più ai classici paesi di immigrazione come gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, dove il multiculturalismo e la coesistenza di diverse minoranze sono un elemento ordinario della società. Anche il nuovo modello di immigrazione, come quello passato, nasconde in sé, però, meccanismi di esclusione: la distinzione tra immigrati desiderati e non desiderati che può far anche crescere il fenomeno della clandestinità tra coloro che non riescono ad ottenere un permesso di soggiorno. ( (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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